Dakar 2019: Il percorso e le novità della gara, 100% in Perù

Chi sarà “La volpe del deserto” della Dakar 2019, l’edizione piu’ sabbiosa di sempre del rally raid?

30 dicembre 2018 - 16:13

La Dakar 2019, il rally raid piu’ famoso al mondo, si snoderà sulla pianura costiera del Peru’, in particolare nella zona arida e sabbiosa tra la costa e la cordigliera delle Ande.

La A.S.O. organizzatore del rally ha individuato tre  zone del territorio peruviano, con partenza e ritorno da Lima, ma con fulcro nelle aree di Pisco, San Juan de Marcona ed Arequipa, dove tra l’altro ci sarà la giornata di riposo a metà gara. Le tappe saranno dieci in totale: 2889 km di prove speciali su un totale di 5541 km col 70% di fondo sabbioso.

LE NOVITA’ – La   principale, riservata alle auto e ai camion, è che in caso di ritiro nelle prime tappe sarà possibile rientrare in gara dopo il giorno di riposo, partecipando ad una classifica a parte rispetto alla generale. Per aumentare lo spettacolo si è deciso di far partire prima le auto in tappa 2 (Pisco-San Juan de Marcona, 553 km totali ) che apriranno la strada ai concorrenti, creando ai motociclisti complicazioni di visibilità per la sabbia sollevata e scavando solchi nel terreno desertico. Sono previste due partenze “mass start”, simili ad un gran premio, molto spettacolari: in tappa 5 prima delle dune di Ilo (Moquegua-Arequipa , 776 km totali) e tappa 9 (Pisco-Pisco, 409 km totali). La tappa 8 (San Juan de Marcona-Pisco, 575 km totali) avrà un ordine di partenza misto: partiranno prima i top 10 moto, poi i top 10 auto e in seguito i top 5 camion. E’ prevedibile che i piloti spingeranno sin da subito per evitare problemi di visibilità o navigazione, prendendosi rischi maggiori. Le tappe marathon , quelle senza assistenza dei meccanici, sono due: la 4 (Arequipa-Moguegua, 511 km totali) la 5 (Moguegua-Arequipa, 776 km totali)

LE STRATEGIE – E’ prevedibile che la gara abbia inizialmente un ritmo leggermente inferiore, prima della giornata di riposo del 12 gennaio, rispetto alla seconda parte. Il numero di tappe (poche, 10 anziché 12 o piu’ delle passate edizioni) fanno presagire l’impossibilità di recuperi rispetto a guasti o cadute ed il chilometraggio delle prove speciali (mai oltre ai 360 km) va a vantaggio dei piu’ veloci e abili nella navigazione. Per i team ufficiali sarà importante avere tutti i piloti vicini in classifica alla partenza delle tappe marathon, in modo da poter affrontare eventuali problematiche con una certa tranquillità. Per gli outsider invece, sarà flat-out sin dal principio proprio per “spezzare” il gruppo e a spingere all’errore gli avversari. Chi sarà la moderna “volpe del deserto”? quale pilota abbinerà velocità, strategia e tecnica che la gara 100% Perù richiede? Non vediamo l’ora di scoprirlo…..

Foto: Aso

Commenta per primo

POTRESTI ESSERTI PERSO

MX2 Alfredo Bevilacqua: “vogliamo essere tra i protagonisti”

Valentino Rossi: “Ezpeleta spinge per un team in MotoGP”

Esclusiva, Enea Bastianini: “Fra qualche gara saremo competitivi”