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ESCLUSIVA Yari Montella, che poker nel CEV Moto2 “È presto per il Mondiale”

Yari Montella, inizio col botto nel CEV Moto2 2020. Un cambio di mentalità, il timore di non partire,, le moto nel Sud Italia, un pensiero al Mondiale... Ecco cosa ci ha raccontato.

15 luglio 2020 - 7:57

I primi due round 2020 del CEV Moto2 portano la firma di Yari Montella. Due pole position, quattro vittorie ed in aggiunta i record delle piste: un dominio assoluto per l’alfiere del Team Ciatti-Speed Up. “Pensare che quasi non credevo riuscissimo a partire!” ha sottolineato. Un inizio di stagione da incorniciare per un giovane pilota che ha già lanciato segnali eloquenti ai rivali. E chissà che in un futuro magari non troppo lontano non si apra uno spiraglio mondiale…

Com’è stata la partenza stagionale a Estoril?
Avevamo girato a marzo, eppure sono riuscito a ritrovare subito il giusto feeling con la moto. È andata sempre meglio, soprattutto perché abbiamo dimostrato di avere un ritmo costante: questo sicuramente ci ha aiutato. Peccato per la penalità in Gara 1, mi sono ritrovato a partire settimo nonostante la pole. Al via poi ho avuto un piccolo problema con Tuuli, quasi lo centravo! Ho perso così qualche posizione, ero finito fuori dalla top ten. Non avrei mai pensato ad un’eventuale vittoria! Ho però iniziato a recuperare ed è arrivato il successo, poi ripetuto in Gara 2.

Neanche una settimana dopo eccovi in azione a Portimão.
Non ci giravo dal 2016, il team e Speed Up poi non ci erano mai stati. All’inizio c’è stata qualche difficoltà di messa a punto, anche se eravamo sempre nelle prime posizioni. La soluzione giusta è arrivata quasi in qualifica. Non so dire però se fossimo noi più performanti o gli altri pieni di problemi: certo non mi aspettavo di riuscire a vincere due gare con così tanto vantaggio [7 secondi in Gara 1, quasi 5 in Gara 2, ndr]. Da dire soprattutto che in Gara 2 le temperature erano molto alte ed è stata un po’ più dura, per assurdo mi sono stancato anche di più a livello mentale.

Ti aspettavi un dominio di questo tipo da parte tua?
Assolutamente no. Sapevo di poter essere competitivo, già l’anno scorso avevamo realizzato le nostre belle gare. Io sono cresciuto, ma questo discorso vale anche per gli altri. Non so dire però di preciso come mai… Alla fine abbiamo disputato solo due round, magari erano i più favorevoli a noi, poi vedremo come andrà più avanti.

Qualche pensiero ai ‘fantasmi’ di Gara 1 Estoril 2019 [incidente quand’era al comando, ndr]?
Ho cercato di non pensarci. Non nascondo però di aver fatto fatica a dormire sia prima delle qualifiche che prima delle gare. Mi sono svegliato alle cinque e mezza, non riuscivo più ad addormentarmi! Un po’ d’ansia c’era: era la prima gara della stagione, sapevo di poter essere veloce… Questo però fino alla partenza, poi tutto è passato e ho fatto il mio, senza il ‘braccino’ finale e concentrato al massimo in ogni giro.

Sottolineiamo, prime competizioni dopo una pausa insolitamente lunga.
Prima del via il pensiero va al tuo essere competitivo o meno, a come andranno gli altri… Cose che non puoi prevedere perché non conosci il valore degli avversari. Devo dire che pensavo di risentire di più di questa lunga pausa, invece mi è bastato poco per essere di nuovo veloce. Mi sono anche allenato molto: fortunatamente ho una piccola palestra a casa, quindi ho passato la quarantena così. Questi mesi a casa non mi sono pesati, piuttosto era il pensiero di quando ripartire…

C’era anzi il timore di non riuscire a disputare il campionato.
Esatto, poteva non iniziare nulla. Mi dicevo che questo era l’anno in cui potevo davvero fare qualcosa di buono, e non cominciare nemmeno… Ti viene qualche pensiero. Per fortuna poi siamo riusciti a partire, meglio così.

Una ripartenza con nuove regole da rispettare e senza pubblico.
È una situazione davvero strana, soprattutto nel paddock, ma ti ci abitui subito. Nello specifico danno un certo numero di pass per pilota, il tuo e quelli dei meccanici. È obbligatoria la mascherina sia nel box che fuori, poi la hospitality non è più a buffet ma mangi distanziato dagli altri. C’è qualche distanza in più da rispettare, ma il lavoro non cambia.

Cos’è cambiato rispetto alla stagione d’esordio?
Soprattutto il mio stile di guida, su cui ho lavorato per tutto l’inverno. Mi sono concentrato in particolare su alcuni punti in cui dovevo migliorare. Abbiamo poi compiuto un passo avanti in termini di costanza: rimanere concentrati, non farsi prendere dal panico o dalla fretta… Questo era il nostro problema l’anno scorso, la velocità non ci mancava. Ora riesco ad essere più “freddo” e deciso.

Tu sei originario del Sud Italia, lontano quindi dalla nota “Terra dei Motori”. Com’è l’ambiente delle due ruote in questa zona del nostro paese?
Diciamo che non c’è. Per gli allenamenti, fortunatamente abbiamo la possibilità di spostarci con un furgone, viaggiando tanto, se serve girare su qualche pista più grande. Come “confronto” ho Alfonso Coppola, del Mondiale Supersport 300. Praticamente facciamo tutto assieme, ci spingiamo l’un l’altro, cercando di eguagliare una situazione che vivono più spesso i ragazzi del Nord.

Obiettivi stagionali?
Continuare a lavorare in questo modo. Prima o poi arriverà la gara in cui faremo più fatica, ma dobbiamo sempre cercare di portare a casa il miglior risultato possibile. Pensare al campionato dopo due round è prematuro, vedremo più avanti. Certo siamo partiti molto bene, ma ora non voglio farmi prendere dall’ansia per il risultato. Penso solo a dare al massimo.

Ora poi avete un calendario con ‘doppi round’ in un unico fine settimana su una stessa pista.
Secondo me è meglio del Mondiale, soprattutto dal punto di vista logistico. Loro avranno libere, qualifiche e gare su uno stesso tracciato per due GP consecutivi. Noi evitiamo di fare due weekend identici aggiungendo solo una gara [due nel caso di Aragón, ndr], anche se sarà comunque impegnativo. I più difficili però secondo me sono stati questi round appena disputati: due gare ciascuno a pochi giorni di distanza. A fine Gara 2 a Portimão la stanchezza si sentiva.

Qualche pensiero al Mondiale Moto2?
Al momento è troppo presto, ancora non conosciamo i movimenti dei piloti per il futuro. Certamente c’è il pensiero, la speranza di arrivarci se tutto va bene, ma bisogna capire ancora cosa faranno gli altri. L’obiettivo di approdare nel Mondiale nel 2021 rimane anche ora, ma questa situazione ha scombinato un po’ tutto. Magari dopo la prima metà di campionato inizierò a guardarmi attorno.

Video: FIMCEVRepsol

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