La Dakar 2019 come una gara di MotoGP?

La Dakar 2019 parte tra pochi giorni e si prospetta tecnica, molto fisica e veloce come mai in passato

1 gennaio 2019 - 14:57

Un’edizione “fuori dalla norma”, cosi’ Etienne Lavigne-patron ASO, organizzatore da sempre del rally raid più famoso al mondo, ha definito la gara che si svolgerà in Peru’ dal 7 al 17 gennaio prossimi. Per rispondere anche a qualche critica, Lavigne ha definito questa edizione “una gara per veri tenori dove le dune, la sabbia, le difficoltà tecniche dell’ambiente peruviano e la navigazione metteranno a dura prova i concorrenti”.

GEOGRAFIA –  Motivi politico-economici sono alla base della scelta di correre solo in Perù, Argentina Cile e Bolivia dove si era corso nelle ultime 10 edizioni si sono sfilati uno dopo l’altro, coinvolti in situazioni finanziarie difficili e convinti alla rinuncia da motivazioni politiche interne. “Con la sabbia e le dune peruviane si torna al dna originario della Dakar africana” ha continuato Lavigne, e 3000 km di speciali in 10 giorni anziché 5000 come in passato obbligheranno i piloti a scoprire da subito le loro carte e a fare la differenza, non ci sarà tempo per recuperare. Il livello tecnico sarà altissimo”.

I FAVORITI – Sulla carta e verificando le tappe peruviane dell’anno scorso, i rider favoriti sono Sam Sunderland (GB-KTM RED BULL), Toby Price (Australia-KTM RED BULL), Juan Barreda (Spagna-HONDA MONSTER) e Adrien Van Beveren (Francia-YAMAHA YAMALUBE).

Toby Price 31enne velocissimo pilota australiano, primo nella Dakar 2016 e terzo nel 2018, arriva carico alla partenza grazie alla recente vittoria del rally del Marocco in ottobre, ultimo evento prima della kermesse peruviana.

Sam Sunderland 29enne veloce pilota inglese, vincitore della gara nel 2017, arriva sicuro delle proprie prestazioni forte di due tappe vinte nella scorsa edizione, proprio in terra peruviana.

Adrien Van Beveren 28enne francese, vincitore di ben 3 edizioni dell’Enduro del Touquet, sulla sabbia si trova come nel salotto di casa: l’anno scorso ha mancato per un soffio la vittoria finale, cadendo rovinosamente alla 10 tappa.

Juan Barreda 35enne pilota spagnolo, ha più volte condotto la gara dimostrando doti velocistiche enormi, deve solo concretizzare il risultato finale evitando errori e guasti tecnici che in passato gli hanno impedito la vittoria finale.

Il vincitore 2018 Mattias Walkner 32enne austriaco (KTM RED BULL), tipico regolarista, dovrebbe essere un po’ più in difficoltà rispetto al passato, ma anch’egli arriva alla partenza forte del secondo posto al recente rally del Marocco ed è certamente un cavallo di razza;

GLI OUTSIDER – Veloci ma ancora a corto di risultati sono Kevin Benavides (Argentina-HONDA MONSTER), Pablo Quintanilla (Chile-HUSQVARNA) e Paulo Goncalves (Portogallo-HONDA MONSTER).

Completano i top rider Stefan Svitko (Slovacchia-KTM), Xavier De Soultrait (Francia-YAMAHA YAMALUBE), Michel Metge (Francia-SHERCO) e Laia Sanz (Spagna-KTM RED BULL), ma non escludiamo buone prestazioni dagli spagnoli Oriol Mena, Gerard Farres Guell e dall’americano Ricky Brabec.

Tra pochi giorni vedremo, curiosi di analizzare le strategie dei team ufficiali e le prestazioni dei piloti, in questa Dakar 2019, una gara sprint che assomiglia sempre più ad un Gran Premio di MotoGP.

Foto: EdoMossi

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