Daytona 200: Danny Eslick riporta la Triumph alla vittoria

47 anni dopo Gary Nixon la Triumph vince la D200

15 marzo 2014 - 18:41

Una vittoria storica, all’ultima occasione possibile prima del già annunciato ritorno delle Superbike in gara per il 2015. La 73esima edizione della Daytona 200, la celebre 200 miglia che si disputa regolarmente dal 1937 (eccezion fatta per per il lustro 1942-1946 a causa della Seconda Guerra Mondiale) nell’ambito della “Daytona Bike Week”, ha visto il ritorno nella “Gatorade Victory Lane” di una Triumph, nello specifico la Daytona 675R schierata dal Riders Discount Racing ed affidata al bi-Campione Daytona SportBike Danny Eslick. Esattamente 47 anni dopo il successo del 1967 del compianto Gary Nixon, l’originario di Tulsa (Oklahoma) riporta la gloriosa casa britannica in trionfo alla 200 miglia al culmine di una corsa esente da errori, sfruttando pienamente le disavventure altrui. Autore ieri della pole position con un crono “monstre” in 1’49″292, sin dalle prime fasi di gara Eslick è rimasto costantemente nel gruppo di testa, trovandosi a meraviglia con una Triumph Daytona 675R provata soltanto in tre distinte occasioni nell’arco dell’inverno. Al ritorno nella Daytona SportBike dopo un biennio altalenante nell’AMA Superbike con Erik Buell Racing (2012) e Jordan Suzuki (2013), ‘Slick centra una vittoria soltanto sfiorata nelle precedenti esperienze da campione della categoria, nel 2009 su Buell 1125R, nel 2010 da poleman con la Suzuki GSX-R 600 del Richie Morris Racing condotta al titolo SportBike nella stagione successiva. Primo pilota a scrivere il proprio nome nell’albo d’oro del monomarca Harley-Davidson XR1200 Series, per anni giudicato (impropriamente) un pilota spesso propenso all’errore, Danny Eslick ha gestito alla perfezione la tre-cilindri 675cc d’Oltremanica nei 57 giri di gara sfruttando l’ottimo lavoro (specie nei due pit-stop preventivati) del team Riders Discount Racing.

Costantemente ai vertici della graduatoria, Eslick dopo la seconda sosta si è ritrovato a gestire e consolidare un buon vantaggio a scapito del vice-Campione in carica (e nel 2010 in trionfo nella Red Bull MotoGP Rookies Cup) Jake Gagne, anticipando persino i festeggiamenti all’ingresso in pit-lane per il secondo pit-stop. Successo, analizzando prestazioni e andamento della contesa, oggettivamente senza discussioni per il 27enne originario dell’Oklahoma, al primo centro alla 200 miglia di Daytona, il quarto per Triumph Motorcycles dopo i successi di Don Burnett (1962), Buddy Elmore (1966) ed il già menzionato Gary Nixon (1967). Meritati festeggiamenti per Danny Eslick, salito persino con casco, tuta e guanti sul rinomato bus giallo “posteggiato” ogni anno nell’infield del Daytona International Speedway, lasciando agli avversari le briciole e poco più. Tra i pretendenti alla vittoria, Jake Gagne con la Yamaha R6 dell’ambizioso RoadRace Factory/Red Bull chiude secondo distanziando il “Rookie of the Year” 2013 Jake Lewis (Yamaha R6 schierata dal Meen Motorsports Racing) e Bobby Fong (4° con un’altra Triumph, ma preparata dal Latus Motors Racing) in una corsa… ad eliminazione. Da un gruppo di 9 piloti racchiusi in meno di 1″ nelle fasi iniziali della contesa, ben presto il lotto tra i pretendenti alla vittoria è sceso a 7 e, dopo il primo pit-stop, a soli 4 piloti. Proprio dopo il “valzer” delle prime soste il 18enne Garrett Gerloff, per il “passo” mostrato nelle prove l’unico effettivo rivale in prospettiva di Eslick, è incappato in una caduta non mostrata dalla regia televisiva; ripartito 16° con 1’19” da recuperare, la “Next Big Thing” del motociclismo americano ha rimontato fino alla 5° posizione finale, favorito da altre eccellenti esclusioni.

Oltre al più quotato compagno di squadra JD Beach (a terra dopo la seconda sosta dopo una gara anonima) e Tomas Puerta (tradito da un problema tecnico), al 36° giro si è registrato un clamoroso colpo di scena che ha escluso tra i pretendenti dalla vittoria due piloti del gruppo di testa: all’ingresso della curva 1 vola a terra per un highside Dane Westby (Yamaha R6 del proprio team Yamalube Westby Racing), per evitarlo finisce sullo sporco Jason DiSalvo (Castrol Triumph Sportbike Track Time) e, con la medesima dinamica, si ritrova mestamente contro gli air-fence. Nessuna conseguenza per entrambi, soltanto la grande amarezza per aver vanificato le chance di aggiudicarsi la vittoria lasciando nella top-10 diversi “outsider” come Kyle Wyman (6°), il britannico Luke Stapleford (7°), l’ex vincitore della D200 Jake Zemke (8°), lo sloveno Bostjan Skubic ed un altro pilota presente nell’albo d’oro dell’evento come Steve Rapp (10°). In una 73esima edizione che non ha visto nessun italiano al via, non c’è stata grande fortuna per le due (veloci) motocicliste: Melissa Paris è scivolata nel finale, Elena Myers, nel 2012 vittoriosa in Gara 2 nell’AMA SuperSport (primo ed unico centro per una motociclista in quasi 90 anni di competizioni a due ruote a Daytona), costretta al ritiro per problemi tecnici alla propria Triumph Daytona 675R. Con questi verdetti l’appuntamento per la Daytona 200 è rimandato al 2015 con il (gradito) ritorno delle Superbike in gara in luogo delle attuali SportBike. Cronaca di Gara Per la prima volta in 43 anni di storia, una Triumph scatta dalla pole position alla 200 miglia di Daytona. Il merito è di Danny Eslick, tornato quest’anno nella SportBike con il team Riders Discout Triumph, in sella alla Daytona 675R autore della pole con un crono “monstre” in 1’49″292, la personale seconda in carriera dalla Daytona 200 dopo l’exploit del 2010 con la Suzuki GSX-R 600 del Richie Morris Racing. Accanto al bi-Campione Daytona SportBike prendono il via dalla prima fila i giovanissimi Garrett Gerloff (Graves Yamaha, 2°) e Jake Lewis (Meen Motorsports Racing Yamaha, 3°), dalla seconda il vincitore dell’edizione 2011 su Ducati Jason DiSalvo (questa volta ai comandi della Daytona 675R schierata dal team Castrol Triumph Sportbike Track Time), Dane Westby (con la R6 dell’omonimo Westby Racing) e uno dei candidati alla vittoria quale JD Beach (Graves Yamaha). Nessun italiano ai nastri di partenza, due invece le rappresentanti del gentil sesso: Elena Myers e Melissa Paris in griglia rispettivamente nella 19° e 30° casella. Dopo la consueta “pit walk” e l’aver fatto risuonare per i (pochi) spettatori presenti l’inno nazionale americano “The Star Spangled Banner“, alle 13:00 in punto scatta la 73esima edizione della 200 miglia di Daytona con Danny Eslick dalla pole autore dell’hole-shot alla staccata della curva 1 su Gerloff, Lewis, Westby, Beach e Di Salvo. Con posizioni invariate i piloti per la prima volta si ritrovano sul “banking”, passano la chicane, si ripresentano alla NASCAR 4 in fila indiana di 7 piloti con Dane Westby, grazie ai giochi di “drafting”, leader al termine del 1° dei 57 giri previsti su Garrett Gerloff, Danny Eslick, Jake Lewis, JD Beach, Jake Gagne, Jason DiSalvo, Bobby Fong e Tomas Puerta, via via tutti gli altri senza cadute e/o contatti da registrare.

La corsa entra subito nel vivo con Eslick, Gerloff e Westby i quali, a più riprese, si scambiano il primato delle operazioni, bagarre che di fatto non consente alcun tipo di proposito di fuga: al 5° dei 57 giri previsti, in pieno “stile Daytona”, i primi 9 piloti sono racchiusi in meno di 1″. Impossibile per alcuni tra gli attesi protagonisti scappar via, anzi, in men che non si dica alcuni “outsider” si presentano in testa alla corsa: all’8° giro è la volta del Campione AMA SuperSport West Division in carica Tomas Puerta, pochi istanti più tardi si rivede il vincitore dell’edizione 2011 Jason DiSalvo. I giochi di “drafting”, ad ogni salita verso le curve in sopraelevata del tri-ovale di Daytona, rivoluzionano di volta in volta la classifica con i soli Danny Eslick, Dane Westby e Garrett Gerloff costantemente nelle prime quattro posizioni, ma già con il pensiero rivolto alle prime soste ai box in programma dal 18° giro in avanti. Al 10° giro vi è una prima selezione nel gruppo di testa, ora formato dai “soli” Gerloff, Westby, Eslick, Fong, Gagne e DiSalvo, a 1″3 figurano Stapleford, Puerta, Lewis e JD Beach i quali, nella bagarre, hanno perso la scia giusta per mantenere il contatto. Per i 6 piloti a confronto per la leadership iniziano i (difficoltosi) doppiaggi risolti senza particolari preoccupazioni da Eslick, Westby, Gerloff e DiSalvo, un pò meno dagli altri a cominciare da Puerta, suo malgrado incappato in un taglio di “Chicane” e, successivamente, in un mesto ritiro per un problema tecnico alla propria Yamaha R6 schierata dal team RoadRace Factory Red Bull. Sfortuna per il pilota colombiano costretto a spingere la R6 #12 in prossimità della NASCAR 2, la corsa proietta così al 15° giro sei piloti di testa: Westby, DiSalvo, Eslick, Gerloff, Gagne e Fong, a 5″ in bagarre tra loro Beach e Lewis, a 6″ Luke Stapleford con Steve Rapp 10° in rimonta, ma già scontando 17″ dalla vetta. Si arriva così alla prima delle due soste in programma, anticipano tutti Garrett Gerloff e Dane Westby nel corso del 17° giro: ottimo lavoro del team Graves Yamaha che rimanda in pista dopo soli 12″ Gerloff, ci mette un pò di più Westby che lascia nei giochi delle soste ben 4″. Al 19° giro in un sol colpo rientrano in pit-lane nell’ordine DiSalvo, Fong e Lewis, restano in pista Eslick e Jake Gagne autori, a serbatoio sostanzialmente vuoto, dei rispettivi migliori riferimenti cronometrici in 1’50″288 e 1’50″253. Al 20° giro è il turno della sosta ai box per cambio-gomme e rifornimento di Jake Gagne (tempo del pit del team RoadRace Factory Red Bull: 13″5), un giro più tardi del leader e poleman Danny Eslick, rimandato in pista dal team Riders Discount Triumph dopo una sosta di 14″1. Concluso il “valzer” del primo pit-stop, la classifica al 22° giro presenta quattro piloti in fuga: Dane Westby, Danny Eslick, Jake Gagne e Jason DiSalvo, a 4″6 Bobby Fong, a 12″ Jake Lewis, a 15″ JD Beach, scompare Garrett Gerloff sfortunato protagonista, non inquadrato dalla regia AMA Pro Road Racing, di una scivolata: ripartirà, ma soltanto in 16° piazza a 1’19” dal gruppo in fuga.

Il giovanissimo portacolori Graves Yamaha in pochi giri recupera fino all’undicesima posizione, ma sempre scontando oltre 1 minuto dal poker in fuga formato da Dane Westby, Danny Eslick, Jason DiSalvo (autore del giro più veloce della corsa in 1’49″973) e Jake Gagne, gli unici che attualmente possono ambire alla “Gatorade Victory Lane”. Si va così verso il secondo e decisivo pit stop con la corsa che subisce il secondo, clamoroso colpo di scena: 36° giro, ingresso della curva 1 verso l’infield, Dane Westby è vittima di un highside e, per evitarlo, Jason DiSalvo finisce sullo spoco ed a sua volta mestamente a terra e contro gli air-fence. Fuori gioco due dei candidati alla vittoria, restano così in lizza per la vittoria i soli Danny Eslick e Jake Gagne: al 39° il vice-Campione Daytona SportBike in carica rientra ai box per il secondo pit-stop, 3 giri più tardi è la volta di Eslick. Sosta senza problemi per entrambi, in particolare per il poleman (14″2 per il cambio gomme e rifornimento) che si prende persino il lusso in corsia box di anticipare i festeggiamenti, confortato dal ritrovarsi con 2″5 di margine su Gagne al netto del valzer dei pit stop. Non c’è niente da fare invece per JD Beach, incappato in una scivolata all’ingresso del “West Banking” quando navigava in 5° posizione: ripartirà 9°, ma per rientrare in corsia box per tutte le riparazioni del caso sotto la tenda Graves Yamaha. La contesa volge al termine con una situazione delineata a 10 giri dal termine: Danny Eslick controlla con 1″9 di vantaggio su Jake Gagne, a 22″ saldamente terzo Jake Lewis, Bobby Fong 4° accusa 34″ mentre Garrett Gerloff in rimonta è 5°, ma a 1’14” dalla leadership. In controllo totale Danny Eslick negli ultimi giri, nonostante qualche difficoltoso doppiaggio (uno in particolare evidenziato da un dito medio alzato…), consolida il proprio vantaggio nei confronti di Jake Gagne ad addirittura 10″ ed in solitaria transita sul traguardo da vincitore riportanto, 47 anni dopo Gary Nixon, la Triumph alla vittoria alla 200 miglia di Daytona. Completano il podio su Yamaha R6 i giovani Jake Gagne (RoadRace Factory Red Bull) e Jake Lewis (Meen Motorsports Racing) con Bobby Fong (Latus Motors Racing Triumph) e Garrett Gerloff (Graves Yamaha) nella top-5. DAYTONA 200 2014 Classifica Finale 01- Danny Eslick – Riders Discount Racing Triumph – Triumph Daytona 675R – 57 giri in 1’46’57.660 02- Jake Gagne – RoadRace Factory Red Bull – Yamaha YZF R6 – + 10.975 03- Jake Lewis – MotoSport.com Meen Yamaha – Yamaha YZF R6 – + 37.230 04- Bobby Fong – Latus Motors Castrol Triumph Racing – Triumph Daytona 675R – + 48.659 05- Garrett Gerloff – Y.E.S. Monster Energy Graves Yamaha – Yamaha YZF R6 – + 1’11.456 06- Kyle Wyman – Kyle Wyman Racing – Yamaha YZF R6 – + 1’42.617 07- Luke Stapleford – Profile Racing – Triumph Daytona 675R – a 1 giro 08- Jake Zemke – GEICO Motorcycle Road Racing – Honda CBR 600RR – a 1 giro 09- Bostjan Skubic – Inotherm Racing Team – Yamaha YZF R6 – a 1 giro 10- Steve Rapp – D&D Cycles Castrol Triumph – Triumph Daytona 675R – a 1 giro 11- Joe Roberts – GEICO Motorcycle Road Racing – Honda CBR 600RR – a 1 giro 12- Joey Pascarella – BP Racing – Yamaha YZF R6 – a 1 giro 13- Luke Mossey – GB Racing – Yamaha YZF R6 – a 1 giro 14- Fernando Amantini – Team 7 – Yamaha YZF R6 – a 2 giri 15- Kenny Riedmann – RRM Triumph – Triumph Daytona 675R – a 2 giri 16- Benny Solis – Team H35 – Honda CBR 600RR – a 2 giri 17- Bryce Prince – Tuned Racing – Yamaha YZF R6 – a 2 giri 18- Eric Pinson – G.O. Right Side Up Racing – Yamaha YZF R6 – a 3 giri 19- Frank Babuska – Babuska Racing – Suzuki GSX-R 600 – a 3 giri 20- Chad Lewin – CM Motorsports/Team Lewin Estates Racing – a 3 giri 21- Dustin Apgar – Evo Ultrafit DTR – Yamaha YZF R6 – a 3 giri 22- Ricky Orlando – Ricky Orlando Racing – Kawasaki ZX-6R – a 4 giri 23- John Ashmead – Peter Brady Racing – Kawasaki ZX-6R – a 4 giri 24- Lee Farmer – Apex Race Services – Triumph Daytona 675R – a 5 giri 25- Donny Wright – 1-855CzaiaLaw.com Racing – Suzuki GSX-R 600 – a 5 giri 26- Roi Holster – Napacom Racing – Yamaha YZF R6 – a 5 giri Alessio Piana (Twitter: @AlessioPiana130)

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