Daytona 200

Daytona 200: sabato la 78° edizione di una gara mito

Sabato alle 18:00 italiane scatta la 78esima edizione della 200 miglia di Daytona: una corsa che ha cambiato il motociclismo dal 1937 ad oggi.

13 marzo 2019 - 10:45

Tutto ha avuto inizio il 24 gennaio 1937. Su di un percorso da 3.2 miglia lungo la spiaggia di Daytona Beach, la prima 200 miglia della storia aveva ufficialmente dato il via ad una corsa leggendaria. La Daytona 200, sebbene oggi sia una “nobile decaduta” non più parte integrante del calendario AMA/MotoAmerica, resta una gara-mito. Protagonisti affermati del motociclismo d’oltreoceano si confrontano a velocità folli, determinati ad entrare nella storia e scrivere il proprio nome nell’albo d’oro accanto a motociclisti leggendari. Qualche nome? Giacomo Agostini, Kenny Roberts, Wayne Rainey, Kevin Schwantz, Eddie Lawson e Nicky Hayden. Solo per menzionare Campioni del Mondo affermatisi a Daytona…

SABATO L’EDIZIONE NUMERO 78

Sarà difficile tornare ai tempi d’oro della corsa, ma il fascino, l’adrenalina, l’emozione di vedere più di 60 piloti sfrecciare sul banking non cambiano. A tutti gli effetti la 200 miglia di Daytona ha riscritto la storia del motociclismo. Senza questo evento, non ci sarebbe la Superbike che tutti conosciamo. Senza la Daytona 200, non si sarebbero vissute imprese come quelle di Giacomo Agostini del 1974, il dominio degli assi d’Oltreoceano tra gli anni ’80 e ’90, finali rocamboleschi ed in volata che hanno lasciato un indelebile segno nella memoria degli appassionati.

COSA ASPETTARSI?

Sabato alle 18:00 italiane prenderà il via l’edizione numero 78, la quinta consecutiva non più nel contesto dei campionati AMA/MotoAmerica, ma sotto l’egida dell’A.S.R.A. (American Sportbike Racing Association). Sparite le Superbike dal 2004, si correrà nuovamente con la regolamentazione Sportbike (Supersport con varie restrizioni) con oltre 60 partenti, tra questi alcuni volti noti del motociclismo americano. Tornerà eccezionalmente alle corse Josh Hayes, quattro volte Campione AMA Superbike che cercherà di sfatare il suo personalissimo tabù-vittoria alla 200 miglia dopo la (discussa) squalifica per irregolarità tecnica del 2008. Il “Mississippi Madman” correrà con una Yamaha R6 del team MP13 Racing di sua moglie (e tuttora motociclista in attività) Melissa Paris, cercando di battere il favorito #1: Danny Eslick.

ESLICK A CACCIA DEL RECORD

Già, perché l’edizione 2019 della 200 miglia può rappresentare una pietra miliare nella storia dell’evento proprio in virtù dei propositi ambiziosi dell’originario dell’Oklahoma. Quattro volte vincitore, Danny Eslick può raggiungere il record di cinque successi tuttora detenuto da Miguel Duhamel e, soprattutto, da “Mr Daytona” Scott Russell, uno capace di vincere a Daytona partendo 62° o ritrovandosi ultimo per una caduta al secondo giro di gara…

TANTI PROTAGONISTI

Eslick farà affidamento sul potenziale della Yamaha R6 del TOBC Racing condotta in trionfo nel precedente biennio, ritrovandosi a confronto con grandi interpreti del motociclismo Made in USA. Da Cory West (più volte runner up dell’evento) a Kyle Wyman, passando per il rientrante Jason DiSalvo, unico vincitore con Ducati nella rocambolesca edizione 2011. Al via ci sarà inoltre un illustre 55enne, quel John Ashmead in trionfo nel 1989 con una Honda RC30 privata, in gara per celebrare il trentennale della sua vittoria. D’altronde la Daytona 200 è anche e soprattutto costituita da queste (belle) storie…

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