Alex Polita

Alex Polita a Box18: “Fantastica esperienza nell’IDM: che livello!”

Ospite di Box18, Alex Polita ha parlato della sua attuale esperienza nell'IDM Superbike con Honda Holzhauer e dei suoi trascorsi tra BSB, Superbike, EWC e corse su strada.

18 giugno 2020 - 14:59

Attualmente impegnato nell’IDM Superbike con Honda Holzhauer Racing Promotion, Alex Polita è stato l’ultimo ospite di Box18, il live format di Corsedimoto.com disponibile sulla pagina Facebook ufficiale. Nel corso della diretta ha parlato del suo presente e futuro a lungo termine con Honda nell’IDM, ma anche dei suoi trascorsi tra Superbike, BSB, Endurance e Road Races.

IDM SUPERBIKE

Verso fine 2018 mi chiamò Matteo Baiocco dicendomi che Jens, titolare del team Honda Holzhauer, era in difficoltà con il suo pilota. All’epoca correvo soltanto nel National Trophy, chiesi il via libera per poter provare la moto e la storia è iniziata così. Lo scorso anno abbiamo disputato una bella stagione, lottando costantemente nella top-5 con qualche podio all’attivo. Sebbene il progetto fosse un po’ “attempato” con la vecchia Fireblade, siamo riusciti a massimizzare il pacchetto a nostra disposizione. L’impresa di Hockenheim? Mi giocavo il terzo posto in classifica, se non fosse che il sabato mattina sono caduto a 230 km/h fratturandomi mano e piede. Presi parte alle due gare, concluse al 7° ed al 9° posto, senza antidolorifici, “alla vecchia maniera” mi verrebbe da dire. Ad un certo punto mi faceva talmente male la mano che mi si è anestetizzato tutto il corpo… Peccato, ci è sfumato il sogno di portare la Honda nella top-3, ma Honda Europe è stata comunque molto felice della nostra stagione.

STAGIONE 2020

Ho già avuto modo di provare la nuova CBR. Inizialmente lo scorso mese di dicembre su invito di Honda Factory, più di recente al Lausitzring con le Honda di Jens (Holzhauer). Tornerò in sella settimana prossima per un test finalizzato allo sviluppo dell’elettronica, considerando che il campionato dovrebbe ripartire a metà luglio. Quest’anno avrò come compagno di squadra Julian Puffe, un pilota molto forte ed un bravissimo ragazzo. Mi piace particolarmente e l’ho preso un po’ sotto la mia ala: è veloce, sveglio, ascolta, si confronta con me. Sarà un pilota interessantissimo per il futuro. Avversari? Sicuramente Mikhalchik e Folger che non hanno bisogno di presentazioni. L’IDM è un campionato di spessore, analogo al BSB, al CEV di qualche anno fa o al nostro CIV. Di sicuro rispetto al BSB è gestito meno dal punto di vista mediatico, ma il livello, soprattutto quest’anno, è altissimo con tanti piloti pluri-titolati al via.

BSB

Del BSB ne parlo sempre a malincuore, perché ho sempre detto che, proprio nel Regno Unito, avrei trovato la mia giusta dimensione. Il BSB è un po’ il mio ambiente, lo stesso che vivo tutti i giorni in officina. Mi sarebbe piaciuto spendere del tempo oltremanica per imparare le piste ed il sistema, in una maniera diversa da quella che ho vissuto. Sicuramente mi sarebbe piaciuto affrontare il BSB nelle medesime condizioni che ho trovato nell’IDM, ovvero da pilota ufficiale. Molto spesso ci ho corso da sostituto, con team sufficienti se non meno, ma nonostante tutto non ho sfigurato in uno dei campionati più duri del pianeta. Qualche soddisfazione me la sono tolta, come il 6° posto a Brands Hatch Indy superando Haga all’esterno della prima curva sul bagnato, diverse seconde file e top-10. Nel 2016 sono stato richiamato dal team Moto Rapido: con Steve Moore siamo tuttora in contatto ed in ottimi rapporti, mi fa piacere perché vuol dire ho lasciato qualcosa di buono.

MONDIALE SUPERBIKE

A fine 2006, quando vinsi il titolo nella Superstock 1000 internazionale, venne Ducati proponendomi un contratto ufficiale per rifare la Stock 1000 con la nuova 1098. Dissi di no perché ero già d’accordo con Celani per correre nel Mondiale Superbike. Disputai le prime 3 gare con una moto che, chiaramente, era per le possibilità di allora del team. Sfortunatamente a Donington ruppi il manubrio alle Hollywood a 260 km/h, mi infortunai alla spalla e la stagione si concluse praticamente in quel momento. Nel 2008 rientrai nella Superstock 1000 con il Team Sterilgarda giocandomi il titolo con una Ducati privata contro Honda e Ducati ufficiali. A quel punto firmai sempre con Borciani per correre nel Mondiale Superbike 2009 accanto a Shane Byrne, se non fosse che il team fallì prima del round d’apertura e mi ritrovai a piedi. Qui si nota l’importanza di avere un manager: non l’ho mai avuto e questo è stato il più grosso limite. Quando sono gestito in una maniera diversa, come accaduto con Matteo Baiocco che è un amico, si è presentata questa bella opportunità con Honda da pilota ufficiale. In questo momento mi sento al mio massimo livello: per maturità, preparazione fisica, esperienza e gestione del lavoro ai box. Non ero così forte nemmeno quando ho corso nel Mondiale Superbike o nei miei anni d’oro nella Superstock 1000.

ENDURANCE

Nel 2017 ero pilota delle road races e, per certi versi, questo mi dava l’idea di essere alla fine della mia carriera, di sparare le ultime cartucce togliendomi qualche soddisfazione. Lavoravo in officina e nell’azienda di mia moglie, quando ad un certo punto mi chiamò Rico Penzkofer offrendomi la possibilità di affrontare una 24 ore, il Bol d’Or. Accettai quasi come gioco, invece mi resi conto che non mi ero scordato di come si guida! Presi questa esperienza un po’ sul personale, dimostrando che ero ancora estremamente veloce. Andò benissimo: in gara ci ritrovammo ultimi, concludemmo secondi! Ogni stint ritoccavo il record della pista, meglio di Reiterberger che insieme a Webb faceva parte del mio equipaggio. Perché non c’è stato un seguito? Non mi è arrivata nessuna offerta e non capisco perché, sono queste cose che del Motorsport proprio non comprendo… Ad ogni modo, l’Endurance mi piace tantissimo. Il giorno dopo lo odi per via della stanchezza, ma nei giorni successivi vorresti rifare una 24 ore. Una specialità che ti prende per sempre… Mi piacerebbe correrci nuovamente nelle condizioni giuste, come è stato nel 2017 al Bol d’Or. Adesso ho un contratto fino al 2022 con Honda pertanto sono vincolato a loro, ma per il futuro chissà.

ROAD RACES

Nelle corse su strada mi sono tolto qualche sfizio, è andata bene e mi sono divertito, avrò qualcosa da raccontare tutti i giorni. Non ho proseguito perché, quando per casa ti gironzolano i figli, è poi difficile dire alla tua compagna che vai a fare le road races: sarebbe troppo egoistico e, d’istinto, ti viene di dire di no. Il TT è stata una bella esperienza, così come Imatria mi è piaciuta… una bestia! Tre podi in 3 gare davanti a Michael Rutter e Dan Kneen, insieme legammo tantissimo e nacque un rapporto meraviglioso tra noi prima di quello che gli è successo. Nelle Road Races sono nati tanti rapporti a doppio-filo perché qui vivi una passione in maniera diversa.

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