Roberto Rolfo

VIDEO Intervista a Roberto Rolfo: “Puntiamo al podio EWC”

Roberto Rolfo dopo due stagioni trionfali nella Superstock si appresta al grande salto nella top class EWC del Mondiale Endurance: le sue aspettative in questa video intervista dove parla anche della sua carriera e di tanti argomenti.

24 maggio 2021 - 19:08

Dal 2018 a questa parte Roberto Rolfo è uno dei grandi protagonisti del Mondiale Endurance. Dopo aver vinto tutto quello che c’era da vincere nella classe Superstock con due FIM Endurance World Cup consecutive e svariati quarti posti assoluti, la stagione 2021 per Roby riserva il passaggio alla top class EWC, sempre con la Yamaha R1 #96 del team Moto Ain. In questa video intervista, il vice-Campione del Mondo 250cc 2003 ci parla della sua esperienza nelle corse motociclistiche di durata, ma non solo: di seguito un breve estratto.

LE MANS A GIUGNO

Col senno di poi, il rinvio della 24 ore di Le Mans da aprile a giugno è una buona notizia. Innanzitutto la notte, da sempre la parte più difficile di una 24 ore, sarà più corta. Correndo a giugno inoltre speriamo in condizioni meteorologiche favorevoli. A parte l’edizione 2020 disputatasi ad agosto con qualche temporale, nel precedente biennio 2018-2019 abbiamo sempre trovato bel tempo. Quest’anno ad aprile non sarebbe stato così, considerando che le previsioni davano addirittura zero gradi nel corso della notte. Meglio così pertanto: col senno di poi siamo stati fortunati per questo posticipo della gara.

IL PASSAGGIO ALLA EWC

Dopo la 12 ore di Estoril 2020 con la conquista per la seconda stagione consecutiva della Coppa del Mondo di classe Superstock, il team aveva preso la decisione di puntare sulla top class EWC. Se ne parlava già da un paio d’anni e, dopo il mio esordio del 2018, questo ha rappresentato sempre un obiettivo. Con Moto Ain mi sono trovato bene: oltre ad essere una bella struttura, sono ben organizzati sull’aspetto tecnico e sono un team molto amichevole. Davvero un bel ambiente di lavoro! La decisione è stata presa soltanto quest’anno perché, inevitabilmente, la EWC richiede un budget superiore. Con i due titoli Superstock si è consolidata la situazione con Yamaha, so che sono arrivati degli aiuti anche da parte di nuovi partner tecnici che hanno dato una grossa mano. Questo ci ha permesso di passare alla top class dell’Endurance.“.

Doppia vittoria nella FIM Endurance World Cup

Questa avventura si preannuncia davvero impegnativa. Nel nostro primo test ad Almeria ci siamo presentati con la moto in configurazione Superstock, con solo sospensione anteriore, freni ed ammortizzatore posteriore EWC. Successivamente a Valencia sono arrivare le prime novità e, in questa circostanza, abbiamo definito il rapporto con Dunlop dopo la parentesi Michelin. Giunti a Le Mans abbiamo di fatto provato la moto in configurazione EWC e, devo ammetterlo, lo spostamento a giugno della 24 ore ci ha aiutato. Per aprile ci sarebbe stato tutto, ma così il team ha avuto più tempo ad organizzare i ricambi ed effettuare le prove di soste ai box per essere più veloci. Nella EWC la competizione è serrata, conta tantissimo il lavoro del team al box oltre che del pilota. Io mi sono preparato bene e ho tanta voglia di correre!

MISSIONE PODIO

Il podio rappresenta l’obiettivo della squadra. Siamo un team forte nell’insieme per quanto concerne i piloti, ma soprattutto un equipaggio equilibrato. L’esperienza maturata da Moto Ain nella Superstock a mio avviso sarà uno dei fattore chiave. In squadra sono tutti molto preparati tecnicamente, ciò che negli anni li ha portati a non sbagliare nulla nei box ed essere tempestivi in caso di caduta lo stanno trasferendo anche nella EWC. Anche se con 1/4 di budget rispetto ai team ufficiali, sono consapevoli di cosa possa servire ai box per non perdere tempo e come gestire ottimamente i piloti. Nella Superstock si è più permissivi, mentre nella EWC non c’è tempo, bisogna essere rapidi in ogni intervento e gestire le diverse situazioni.

Rolfo in azione ai Pré-Test Le Mans 2021

Per il livello del team e dei piloti, il podio è possibile. Magari saremo più lenti in qualifica, anche se il team ha preso la decisione di prendere un pilota molto forte nel time attack come De Puniet. Mi aspetto sarà più veloce di me o di Robin (Mulhauser) in qualifica, mentre noi siamo più costanti in gara.

PILOTI

Insieme a me in equipaggio ci sarà nuovamente Robin Mulhauser che si è migliorato tantissimo in questi anni. Inizialmente, come accaduto a me in Slovacchia nel 2018, capitava di commettere qualche errore. Quando arrivi dalla Velocità devi renderti conto che nell’Endurance, anche se alzi di mezzo secondo i tuoi tempi per un doppiato, non deve subentrare l’emotività del momento, l’agitazione di voler recuperare in quanto la gara è lunga. Mulhauser è sempre stato un pilota veloce e oggi è maturato molto. A mio avviso, adesso va più forte rispetto a quando correva in Moto2. Per quanto riguarda De Puniet, parliamo di un pilota che sa mettere insieme tanti giri veloci. Chiaramente, questo vale per tutti, gli errori nell’Endurance non sono graditi… Etienne Masson? Vero, se n’è parlato, in quanto vive nello stesso paese di Pierre Chapuis (titolare Moto Ain, ndr). Si era creato un po’ di caos in quanto Pierre avrebbe voluto schierare 4 piloti, pertanto uno di noi si sarebbe ritrovato a fare la riserva. Ovviamente nessuno avrebbe accettato questa situazione…

YAMAHA R1 EWC

La nostra R1 di motore ha poca preparazione, corriamo quasi con una specifica standard, ma nell’Endurance conta poco. L’importante è non sbagliare, essere costanti e veloci. Inoltre la R1 di Moto Ain ha tantissima componentistica italiana. Con SC Project abbiamo fatto tanto sviluppo per lo scarico: li conosco da anni, ci lavoro insieme per la mia scuola di guida e sono degli amici. Ho visto in loro tanta passione e sono molto interessati all’Endurance, basti pensare che avevano preso parte alla 24 ore di Le Mans come team con una Honda.

La Yamaha R1 #96 EWC del team Moto Ain

Grazie a loro la moto è migliorata tantissimo anche in termini di affidabilità, non soltanto a livello di performance. Bello siano coinvolti nel nostro progetto, così come Race Seat per le selle, Ariete per le manopole, impianto frenante Brembo… Devo ammetterlo: è un piacere enorme che sia una moto che parla italiano in un team francese!

Nel video d’apertura trovate l’intervista integrale con un approfondimento sulla tecnica di guida frutto dell’esperienza della sua Scuola RR44, più qualche osservazione sulle classi Moto2 e Moto3 (in particolare su Raul Fernandez e Pedro Acosta) da commentatore tecnico del Motomondiale per DAZN. In chiusura, il suo obiettivo di voler correre fino a 44 anni…

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