FIM EWC

Ricambio generazionale nel FIM EWC: tanti Campioni lasciano

Vincent Philippe, Sebastien Gimbert, Julien Da Costa, Roman Stamm: diversi grandi interpreti dell'Endurance lasciano, nel FIM EWC si vive un ricambio generazionale tra i piloti.

18 agosto 2020 - 10:17

Se vogliamo, per anni nel FIM EWC si è andati avanti con diversi luoghi comuni. “L’Endurance è la specialità dei pensionati, dei dinosauri, di chi non ha più nulla da dire nelle gare sprint“. Con l’evidenza dei fatti, si può parlare di dicerie. In effetti le competizioni motociclistiche di durata non sono per tutti. Un buon pilota della Velocità può fare (eccome) la differenza, ma è la “testa“, la mentalità a giocare un ruolo fondamentale. Nell’Endurance vince chi si cala completamente in questa dimensione, adattandosi alle prerogative di una corsa di resistenza. Per questo, più che di “pensionati“, legittimamente si può e deve parlare di “interpreti” dell’Endurance. A proposito di “dinosauri“, per certi versi questi grandi interpreti dell’Endurance sono una specie in estinzione.

RICAMBIO GENERAZIONALE

Negli ultimi anni l’Endurance si è evoluto, con il livello cresciuto esponenzialmente. Tuttavia, mantenendo inalterate essenze e prerogative. Nell’assoluta oggi si parla di “gare sprint articolate sulla distanza di 8 o 24 ore“. Bisogna dar tutto, ma senza pregiudicare le strategie. Senza, soprattutto, commettere la benché minima sbavatura. Il FIM EWC è cambiato e, di conseguenza, anche la rosa dei piloti al via. Oggi conta si essere grandi interpreti, ma anche dei “velocisti”. Non è più soltanto la 8 ore di Suzuka una gara da-tutto-o-niente. La velocità pura dei piloti paga anche in una 24 ore di Le Mans o in un Bol d’Or.

GIOVANI

Per queste ragioni, ma anche per un mero discorso anagrafico, nell’Endurance si sta assistendo ad un ricambio generazionale. Sempre più giovani (e, buona notizia: anche italiani…) sposano la causa EWC, intravedendo qui una prospettiva di carriera da piloti professionisti. I veterani, i grandi interpreti delle gare di resistenza, restano. Ma alcuni di loro non sono più nell’elite, anche a seguito di alcuni ritiri eccellenti.

VINCENT PHILIPPE

Stando alle sue parole, quello di Vincent Philippe è un ritiro a tutti gli effetti. Con la 8 ore di Sepang 2019 ha concluso la sua pluriennale esperienza con la Suzuki SERT, da pilota più vincente di tutti i tempi dell’EWC. Qualche dato? Artefice di 10 dei 15 titoli mondiali vinti dalla SERT, 26 vittorie in gara nel Mondiale Endurance (e 3 valevoli per il defunto Master of Endurance), 9 Bol d’Or e 3 edizioni della 24 ore di Le Mans. Un palmares oggi impareggiabile, con Philippe che si dedicherà ad altre attività legate sempre al mondo del motociclismo. In un prossimo futuro, chissà, potrebbe ripensarci, ma non con la SERT. Come confidato nei mesi scorsi, qualche gara “spot” con una Superstock, perché no…

SEBASTIEN GIMBERT

Quello di Sebastien Gimbert è stato invece un ritiro… non concretizzatosi. Dopo aver celebrato la 20esima partecipazione alla 24 ore di Le Mans, “Seb” aveva individuato nel Bol d’Or 2019 la sua ultima gara in carriera. Doveva essere una celebrazione per un’effettiva leggenda della specialità, capace di vincere mondiali e realizzare il Grand Chelem delle 24 ore con almeno un’affermazione a Le Mans, Bol d’Or e Spa all’attivo. Tutto era pronto per tributare un grande omaggio a Gimbert, se non fosse che, ad un mese dalla gara, Honda Europe annunciò il disimpegno dal Mondiale Endurance. Lasciando al campionissimo della specialità il peggior congedo possibile.

JULIEN DA COSTA

Il Bol d’Or 2020 del 19-20 settembre prossimi dovrebbe essere invece l’ultima partecipazione in gara di Julien Da Costa. Pilota di successo con la Suzuki SERT, Kawasaki SRC e Honda Endurance Racing, JDC ha individuato nella 24 ore di Le Castellet la sua ultima gara di carriera. Si concentrerà su altri impegni, non prima di dare il massimo per le sue ultime due esperienze da pilota nell’EWC con la Ducati Panigale V4 R del Team ERC.

ROMAN STAMM

La 24 ore di Le Mans del 29-30 agosto sarà invece, salvo ripensamenti, l’ultimo gettone di presenza per Roman Stamm. Reduce da un brutto infortunio, il coriaceo motociclista elvetico ha dovuto rivedere i suoi piani. Al Team Bolliger aveva comunicato che la 8 ore di Suzuka, originariamente programmata per il mese di luglio, sarebbe stata la sua ultima gara. Il calendario rivoluzionato causa emergenza COVID-19 ha rivisto questo suo intento, restando tuttavia dell’idea che, dopo Le Mans, non proseguirà questa sua decennale avventura nell’Endurance.

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