Endurance

Il Mondiale Endurance FIM EWC parla sempre più italiano

Nell'Endurance Moto l'Italia è sempre più protagonista: tutti i nostri piloti e team con qualcosa da festeggiare dopo la 12 ore di Estoril.

28 settembre 2020 - 11:09

Senza timore di smentita, adesso lo possiamo dire: nell’Endurance a due ruote l’Italia fa la voce grossa. Una valutazione ribadita e suffragata dai fatti in occasione della 12 ore di Estoril, gran finale di una sofferta e rocambolesca stagione 2019/2020 del FIM EWC, con tutti, ma proprio tutti, i nostri portabandiera protagonisti. Tra i 7 piloti ed i 2 team italiani al via, nessuno è tornato a casa a mani vuote. Tutti con un trofeo, una medaglia, qualcosa da festeggiare. Per una specialità tipicamente francese, cresciuta in maniera esponenziale nel nostro Bel Paese soltanto nell’ultimo lustro, un fatto che può renderci orgogliosi. Non da meno, fiduciosi per il futuro e con un sogno: una futuribile tappa del FIM EWC in Italia…

CANEPA VINCE ANCORA

Rispettando rigorosamente l’ordine d’arrivo, la 12 ore di Estoril nell’assoluta è stata vinta nuovamente dal nostro portabandiera di punta per palmares ed ambizioni. Niccolò Canepa con YART Yamaha ha messo a segno la seconda vittoria stagionale in quattro round, coadiuvato da Marvin Fritz (velocissimo per tutto il weekend) e Karel Hanika a formare un trio mostratosi inavvicinabile sul piano velocistico. Canepa nell’Endurance non è più soltanto il “capitano” dell’equipaggio #7 ed uno dei piloti di riferimento della specialità, ma “pound for pound” il miglior interprete della disciplina. Pilota completo, che si adatta ad ogni situazione, veloce, costante, mai incline all’errore, capace persino di vincere da solo in quel di Sepang. In Portogallo il motociclista genovese ha centrato la personale 9^ affermazione in 24 gettoni di presenza nell’EWC, con qualche rimpianto per quel titolo sfumato solo per episodi puramente sfortunati.

Niccolò Canepa con YART trionfa alla 12h Estoril

Per tutto l’arco della stagione YART è stata la squadra nettamente più veloce, perdendo punti preziosissimi al Bol d’Or (con il celebre “falò” nella mattinata causato dalla perdita d’olio della Honda F.C.C. TSR) ed alla 24 ore di Le Mans (caduta di Hanika una volta comparse le prime gocce di pioggia). A questi due episodi, se vogliamo, si possono aggiungere le cancellazioni dal calendario del Bol d’Or (dove la R1 #7 è la moto da battere e consuma meno rispetto al solito) e della 8 ore di Suzuka dove, quest’anno, YART sarebbe stata la squadra di riferimento Yamaha. Con i se e con i ma non si fanno le corse, ma in prospettiva Niccolò Canepa può sorridere: al box diretto da Mandy Kainz adesso non manca nulla. Ed il secondo titolo dopo il trionfale 2016/2017 con GMT94 è ampiamente alla portata.

ROLFO BIS NELLA COPPA DEL MONDO STOCK

Il bis, oltretutto consecutivo, è invece riuscito nella classe Superstock a Roberto Rolfo. Dal 2018 presenza fissa e competitiva della specialità, con Moto Ain Yamaha ha rinvito per la seconda stagione di fila la Coppa del Mondo di categoria, monopolizzando la scena. Coadiuvato da Robin Mulhauser e Hugo Clere, con la R1 #96 non soltanto ha vinto 3 round su 4 (Bol d’Or, Sepang, Estoril), ma ha messo in mostra performance… da EWC! Un riconoscimento conquistato con pieno merito, titolo, prestazioni straordinarie (con top-5 assolute…) ed il lusso di poter festeggiare con 4 ore d’anticipo l’esposizione della bandiera a scacchi grazie ai punti addizionali assegnati dopo le prime 8 ore di gara.

Roberto Rolfo rivince la FIM Endurance World Cup

Chiusa la pratica-bis della FIM Endurance World Cup, adesso Roberto Rolfo e Pierre Chapuis (titolare Moto Ain) possono pianificare i progetti futuri, chiaramente nella top class EWC. Con un obiettivo anche più avanti nel tempo: correre fino a 44 anni, come il suo storico numero di gara.

AVIOBIKE RIENTRA E SALE SUL PODIO

Sempre nella Superstock, la 12 ore di Estoril ha proiettato sul secondo gradino del podio il team AvioBike, squadra di Giovanni Baggi con base operativa a Massalengo (a pochi chilometri da Codogno) che ha vissuto un periodo estremamente difficile complice l’emergenza Coronavirus. La voglia di tornare in pista e la genuina passione per l’Endurance è stata ripagata con il primo podio nelle corse motociclistiche di durata con la R1 #101 condotta dallo stesso Baggi, Andrea Boscoscuro e Christian Napoli, trio tutto italiano che si è meritato ampiamente questa festa in terra portoghese.

Il team AvioBike sul podio ad Estoril

Un vero e proprio risultatone che ripaga dei sacrifici compiuti da tutti negli ultimi mesi, attestando la crescita di una compagine che si era già distinta in positivo tra il Bol d’Or e la 8 ore di Sepang. Con questo secondo posto, si può guardare al 2021 con voglia di ripetersi, augurando anche una pronta guarigione a Niccolò Rosso, parte integrante della squadra e fuori gioco per un brutto incidente registratosi a Cremona nelle scorse settimane.

NO LIMITS NELLA STORIA

Dopo Le Mans, anche ad Estoril il No Limits Motor Team ha scritto un’altra pagina di storia del motociclismo italiano. Nonostante una gara sofferta e rocambolesca iniziata con la sfortunatissima carambola al via con Luca Scassa a terra insieme ad altri due piloti, la “Nazionale italiana” dell’Endurance si è assicurato il secondo posto di campionato nella Coppa del Mondo Superstock 2019/2020. Un traguardo senza precedenti: da quando è stata istituita la FIM Endurance World Cup, nessun team era riuscito a concludere nella top-3 finale.

No Limits #44 2° nella FIM Endurance World Cup 2019/2020

La formazione di Moreno Codeluppi è ormai una realtà consolidata dell’Endurance, in grado di stare davanti a strutture con supporto diretto della casa madre e tutt’altro budget. In Italia le corse le sappiamo fare bene ed il No Limits Motor Team veicola quanto c’è di bello nell’EWC e nel Motorsport di casa nostra. Con Luca Scassa, Luca Vitali e Christopher Kemmer in sella alla distintiva giallo-nera Suzuki GSX-R 1000 #44, la compagine emiliana è a tutti gli effetti nell’élite della specialità. Con la sensazione che il secondo posto mondiale ed il podio alla 24 ore di Le Mans rappresentino soltanto l’inizio…

GARA IN ITALIA?

Con questi risultati e con il seguito che si è guadagnato il FIM EWC nel nostro Bel Paese, manca soltanto la ciliegina sulla torta: una gara del Mondiale Endurance in Italia. Contatti ci sono stati con un impianto in particolare, ma per la conformità della pista non è stato possibile organizzare una gara nel breve periodo. Si continuerà a lavorare per il futuro, una volta superata la pandemia COVID-19, per concretizzare questo progetto. In fondo nelle competizioni motociclistiche di durata è sempre più “Grand’Italia”…

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