24 Heures Motos Le Mans

Storia della 24 Heures Motos Le Mans: dal 2016 al 2019 (9° Parte)

Nelle ultime 4 edizioni della 24 Heures Motos Le Mans si sono alternati 3 differenti team e costruttori sul gradino più alto del podio con tante emozioni.

24 agosto 2020 - 14:20

L’Endurance torna sulla “mappa” dei campionati motociclistici internazionali vivendo un nuovo boom. La 24 Heures Motos Le Mans, di conseguenza, trova nuova linfa in un quadriennio 2016-2019 memorabili. Quattro edizioni dove si sono alternati tre differenti vincitori in rappresentanza di tre distinte case costruttrici (Kawasaki, Yamaha, Honda), sempre con colpi di scena e grandi emozioni in pista. Aspettando la 43esima edizione, la 24 ore di Le Mans a tutti gli effetti si è affermata come la grande classica del motociclismo d’oltralpe.

2016: KAWASAKI SRC VINCE ANCORA

Per quanto in rimonta, una vittoria dominante. L’edizione 2016 della 24 Heures Motos Le Mans si apre con condizioni “miste” asciutto-bagnato ed una serie innumerevole di errori da parte dei big. Il più eccellente riguarda Gregory Leblanc, pronti-via scivolato alla Chicane Dunlop, l’unico neo di una 24 ore trionfale. Da quella caduta, con un forcing-forsennato, il Team Kawasaki SRC ha prevedibilmente realizzato una rimonta da antologia, tanto da ritrovarsi al comando sin dalla serata del sabato. Per la Kawasaki #11 Pirelli è la quinta vittoria nelle ultime sette edizioni, con Gilles Stafler già uno dei Team Manager di successo della 24 ore. Fanno festa anche i tre piloti dell’equipaggio Matthieu Lagrive, Fabien Foret e, soprattutto, lo stesso Gregory Leblanc, al quinto personale successo pareggiando i conti con il recordman di vittorie Alex Vieira.

Quinto hurrà per Kawasaki SRC e Leblanc

Con Kawasaki SRC che ha monopolizzato la scena, per le altre squadre attese protagoniste c’è stato poco da gioire. GMT94 Yamaha, con Niccolò Canepa al debutto nell’Endurance, saluterà la compagnia dopo 3 (!) cadute in 13 ore a firma Louis Rossi. La Suzuki SERT, complici due cadute, rimonterà fino al quinto posto finale, utile per laurearsi a fine stagione per la 15esima volta Campione del Mondo. Il podio premia così due squadre inattese: da una parte Motors Events Suzuki, seconda con un Gregg Black in stato di grazia, dall’altra F.C.C. TSR Honda. La squadra All Japan, tre volte vittoriosa alla 8 ore di Suzuka, debutta a tempo pieno nel FIM EWC con un terzo posto storico con la Fireblade affidata a Damian Cudlin (leader nel corso della prima ora), Alan Techer e Kazuma Watanabe.

2017: GMT94 E CANEPA IN TRIONFO

L’edizione del quarantennale, l’edizione dei record. Il 2017 sorride ai nostri colori con Niccolò Canepa sul gradino più alto del podio con GMT94 Yamaha al culmine di una corsa epica, vissuto sul derby dei Tre Diapason. GMT94 e YART si contenderanno fino all’ultimo la vittoria con la squadra di Christophe Guyot a spuntarla nel finale. La R1 #94 celebrerà un nuovo successo alla 24 ore con David Checa, il “deb” Mike Di Meglio ed il nostro Niccolò Canepa, secondo italiano a vincere a Le Mans dopo l’affermazione di Piergiorgio Bontempi del 1996. Come detto, si tratta dell’edizione dei record grazie al nuovo asfalto, il livello più alto e la quasi totale assenza di ingressi della Safety Car (3).

GMT94 Yamaha con Niccolò Canepa sul podio

Tre sono infatti i record battuti nell’arco della 24 ore. Quello sulla distanza, con GMT94 in grado di percorrere qualcosa come 3.599 chilometri (!) in 24 ore, ma non solo. Il gap di 19″ tra GMT94 e YART è il distacco più contenuto di sempre tra le squadre prima e seconda classificate. Inoltre Randy De Puniet (Kawasaki SRC) ha fatto registrare il giro record in qualifica (1’35″730) e gara (1’36″408), il tutto viaggiando a 4″ dai primati MotoGP. Non mancheranno momenti di commozione nel corso della 24 ore per la recente scomparsa di Anthony Delhalle con il team Suzuki SERT, quarto classificato, salito al completo sul podio in lacrime per ricevere il trofeo dedicato alla memoria del pluri-Campione del Mondo Endurance.

2018: F.C.C. TSR HONDA NELLA STORIA

Tredici anni dopo National Motos, Honda torna a conquistare la vittoria a Le Mans, questa volta con un sapore speciale. Non solo per le due CBR 1000RR ai primi due posti, ma soprattutto per l’affermazione firmata F.C.C. TSR Honda. La squadra All Japan, dal 2016 presente a tempo pieno nel FIM EWC dopo 3 affermazioni alla 8 ore di Suzuka, conquista una vittoria storica, la prima per una squadra giapponese sul tracciato della Sarthe. Freddy Foray, Josh Hook ed Alan Techer inizieranno una cavalcata che li porterà alla conquista del titolo iridato 2017/2018, il tutto sfruttando le disavventure altrui. GMT94 Yamaha in primis.

La festa di F.C.C. TSR Honda

Inavvicinabile per tutto l’arco della contesa tanto da ritrovarsi con 5 giri di vantaggio sulla concorrenza, alla 17esima ora di gara una caduta di David Checa farà naufragare i sogni di gloria. Il podio, oltre a F.C.C. TSR, premierà Honda Endurance Racing, seconda a completare l’1-2 della casa dell’ala dorata, con Penz13 BMW classificatasi terza. Kawasaki SRC pagherà una scivolata di Gines nel corso della prima ora così come YART Yamaha, in pole e fuori gioco per un’iniziale caduta di Fritz.

2019: KAWASAKI SRC VINCE NEL FINALE

La 42esima edizione della 24 ore di Le Mans è una delle più spettacolari che si ricordi. Per tutto l’arco della contesa, il duello tra Kawasaki SRC e Honda Endurance Racing elettrizzerà una gara risoltasi soltanto nei conclusivi 15 minuti di gara. In un confronto di strategie, calcoli sbagliati e qualche errore (imperdonabile la scivolata di De Puniet nel tentativo di “sdoppiarsi” nella serata del sabato), Kawasaki SRC festeggerà un nuovo successo a Le Mans. Ritrovatasi a dover recuperar tutto nell’ultimo stint, la Kawasaki #11 condotta da Jeremy Guarnoni riuscirà a recuperare il gap e, dopo una Safety Car entrata a 15 minuti dal termine, sferrare l’attacco decisivo alla Honda #111.

Il racconto della 24 Heures Motos 2019

Con la CBR che rientrerà ai box all’ultimo giro per non resta7re senza benzina, Kawasaki SRC con Jeremy Guarnoni (in lacrime), David Checa ed Erwan Nigon festeggerà una vittoria, col senno di poi, fondamentale ai fini-iridati. A completare il podio il gradito ritorno della Suzuki SERT con Dominique Meliand, per l’ultima volta, applaudito dai 76.000 spettatori presenti al Circuit Bugatti.

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