24 Heures Motos Le Mans

Storia della 24 Heures Motos Le Mans: dal 1978 al 1980 (1° Parte)

Le prime 3 edizioni della 24 Heures Motos Le Mans: la genesi della maratona Endurance della Sarthe, un triennio dal 1978 al 1980 che ha segnato un'era.

6 luglio 2020 - 10:27

Più del Bol d’Or, nel corso degli ultimi anni la 24 Heures Motos Le Mans è diventata la maratona Endurance motociclistica d’eccellenza della Francia. Per numero di spettatori presenti, interesse dei media, partecipazione delle case e importanza delle medesime. Seppur prossima a celebrare soltanto la sua 43esima edizione il 29-30 agosto, la 24 ore motociclistica di Le Mans è già nell’olimpo della specialità. Con una storia tutta particolare…

DAL BOL D’OR ALLA 24 ORE DI LE MANS

Sembra quasi scontato dirlo, ma la nascita della 24 Heures Motos Le Mans è direttamente e strettamente collegata al Bol d’Or. Anzi: proprio a causa di una diatriba organizzativa della grande classica del motociclismo francese è nata di conseguenza la 24 ore motociclistica di Le Mans. Sul tracciato Bugatti si è disputata dapprima una 1000 chilometri dal 1969 per poi, dal 1971 al 1977, ospitare il Bol d’Or. Il tutto prima di uno scontro tra le due società organizzatrici. Da una parte il magazine Moto Revue, promoter dell’evento, dall’altra l’ACO (Automobile Club de l’Ouest), gestore dell’impianto della Sarthe. Il mancato rinnovo della collaborazione per il 1978 ha portato ad uno sdoppiamento delle 24 ore in Francia: il Bol d’Or trasferitosi a Le Castellet sempre patrocinato da Moto Revue, l’inedita 24 Heures Motos a Le Mans sotto l’egida dell’ACO e della testata giornalistica concorrente, Moto Journal.

NASCE LA 24 HEURES MOTOS

Nasce così nel 1978 la 24 Heures Motos, con la prima edizione rivelatasi particolarmente fortunata. Seppur fuori dal calendario dell’allora Campionato Europeo Endurance (diventato Mondiale dal 1980), la collocazione nel fine settimana del 22-23 aprile di fatto apriva la stagione di attività delle competizioni motociclistiche di durata. Molte squadre dell’Europeo aderirono subito alla manifestazione, prontamente “brandizzata” con i medesimi loghi della ben più nota 24 ore automobilistica.

1978, LA PRIMA EDIZIONE

L’inaugurale edizione della 24 Heures Motos Le Mans ha accolto un pubblico delle grandi occasioni, guadagnando persino spazio sulla TV nazionale. Al via, mutuando il regolamento del Championnat d’Europe d’Endurance, due distinte classi: da una parte le “Protos” (prototipi e/o moto preparate con poche limitazioni), dall’altra le “Silhouette“, sostanzialmente le effettive derivate dalla grande produzione serie. In gara vengono rispettati appieno i valori in campo del periodo. Ad aggiudicarsi la vittoria con la “invincibile” Honda RCB di riferimento l’equipaggio formato dai Campioni europei in carica Christian Léon e Jean Claude Chemarin. Seppur in gara con la RCB ancora in configurazione 1977 (propulsore sigla 481 compreso) ed una sosta imprevista nella nottata, il dream team Honda si assicura la vittoria portando a termine la 24 ore con 719 giri compiuti pari a 3189 chilometri ed a 132,880 km/h di media.

La partenza della 24 ore di Le Mans 1978

Più sfortunato l’altro equipaggio Honda di punta formato da Stan Woods e Charlie Williams, fuori gioco sul più bello lasciando il podio alle Kawasaki private dei team Pipart (2° con Jean-Bernard Peyré e Maurice Maingret) e PMS (3° con Bernie Toleman e John Cowie). La 24 ore di Le Mans 1978 viene inoltre ricordata per il successo Ducati nella classe “Silhouette” con la 860 desmo bicilindrica. Benjamin Grau e Salvador Cañellas, già due volte vincitori della 24 ore del Montjuïc (1973 e 1975) con la Rossa di Borgo Panigale, conclusero quinti assoluti conquistando la vittoria nella propria classe di appartenenza.

1979, LA SECONDA EDIZIONE

Il 28-29 aprile 1979 va in scena la seconda edizione della 24 ore motociclistica di Le Mans, per l’occasione entrata a far parte del Calendario europeo Endurance. Per questo motivo tutte le case non mancano l’appuntamento con la Sarthe. Honda con le missilistiche RCB è presente in forma ufficiale con due equipaggi (i vincitori 1978 Jean Claude Chemarin e Christian Léon, il secondo con Marc Fontan e Guy Bertin) e con il glorioso team Japauto (Johan van der Wal e Tonnie van Schijndel). Risponde Kawasaki con lo squadrone di riferimento Performance Sidem con volti noti del calibro di Hervé Moineau e Christian Huguet con una “verdona” da 130 cavalli (!), senza scordarsi dei team privati Pipart e National Motos. Si vede al via anche Yoshimura Suzuki con due GS1000, una delle quali condotta anche da Wes Cooley, vincitore insieme a Mike Baldwin dell’inaugurale edizione della 8 ore di Suzuka. La gara, prevedibilmente, si rivela avvincente e… rocambolesca. Partiti sotto la pioggia battente, il progressivo miglioramento delle condizioni meteorologiche favorisce lo spettacolo ed un susseguirsi di colpi di scena.

La Honda RCB vittoriosa nel 1979

La Kawasaki di punta sembra in grado di poter impensierire le due Honda RCB, ma un problema alla pressione dell’olio comporta un prematuro ritiro. Sembra così profilarsi una passeggiata per le RCB, ma la #1 dovrà superare diversi ostacoli presentatisi lungo il cammino. Dapprima la rottura della catena con Chemarin in sella, successivamente una caduta di Léon. Nonostante questo doppio-brivido, lo squadrone Honda France riuscirà a bissare il trionfo del 1978 in un podio tutto della casa dell’ala dorata. A 124,678 km/h di media e quasi 3.000 chilometri percorsi (706 giri pari a 2.992 chilometri), Chemarin e Léon hanno ragione dei compagni di squadra Fontan/Bertin, terzo il Team Japauto con Edmar Ferreira e Walter Barchi. Tra le “Silhouette” sorpresa Yamaha con la XS 1100 di Fior/Guy ottava assoluta aggiudicandosi la vittoria di classe a scapito delle velocissime Ducati 900 SS.

1980, LA TERZA EDIZIONE

La terza edizione disputatasi il 19-20 aprile 1980 non rientra tra le tappe del neonato Mondiale Endurance, ma adotta il medesimo regolamento con l’innesto delle TT-F1 ad affiancarsi ai “Protos“. Honda si schiera nuovamente con due equipaggi di punta: da una parte Jean Claude Chemarin e Christian Léon imbattuti nel precedente biennio, dall’altra i giovani Hervé Moineau e Marc Fontan. Proprio quest’ultimi riusciranno a spuntarla, sfruttando il ritiro della RCB #1 quando stava monopolizzando la scena. Fontan e Moineau nel 1980 si assicureranno anche l’inaugurale titolo iridato Endurance, vincendo nel corso della stagione la 8 ore di Assen (primo evento previsto dal calendario) e la 24 ore di Liegi a Spa-Francorchamps.

L’arrivo dell’edizione 1980

Per la concorrenza, Le Mans non riserverà grandi fortune. La Kawasaki Z1 della filiale francese si vedrà costretta alla resa, discorso analogo per Japauto, Kawasaki Pipart e National Motos, passata nel frattempo a Yamaha. Sul secondo gradino del podio, al debutto, si vede la Suzuki S.E.R.T. con un giovane Dominique Meliand Team Manager e l’equipaggio formato da Fabien Gibol e dal compianto Jean Bernard Peyré, successivamente scomparso nel mese di agosto in seguito ad un fatale incidente stradale.

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