Davide Gerosa

Davide Gerosa, Pirelli: “Titolo mondiale EWC? Una grande emozione”

Pirelli Campione del Mondo Endurance 2019/2020 insieme al team SRC Kawasaki: un successo... emozionante e tecnologico, come rivelato da Davide Gerosa, Responsabile dell'attività sportiva Road Racing e dell'impegno nel FIM EWC.

15 agosto 2019 - 12:18

Al culmine di una memorabile stagione del FIM EWC c’è una (forte) presenza tricolore ad aggiudicarsi il titolo Mondiale Endurance. Pirelli, a compimento di una pluriennale partnership di successo con il Team SRC Kawasaki France, ha battuto la concorrenza di Bridgestone e Dunlop aggiudicandosi il titolo iridato delle corse motociclistiche di durata. Un trionfo che riafferma il grande impegno dell’azienda italiana nella specialità, con successi continui alla 24 ore di Le Mans, al Bol d’Or e, adesso, anche nella classifica finale di campionato. Davide Gerosa, Responsabile dell’attività sportiva Road Racing e riferimento di Pirelli nel circus del FIM EWC, ci rivela quali sono stati gli elementi che hanno reso possibile questo traguardo. Sportivo, ma anche emozionale, come da prerogativa dell’Endurance…

Prima di passare all’aspetto squisitamente tecnico, vorrei porre l’accento sul profilo emozionale. Quest’anno siete sempre stati protagonisti nell’Endurance, riuscendo a vincere la 24 ore di Le Mans negli ultimi 15 minuti di gara, così come il titolo mondiale EWC nei conclusivi 5 minuti della 8 ore di Suzuka. Quali emozioni hai provato personalmente in queste due gare?

In una specialità come l’Endurance l’aspetto emozionale è molto importante. Si tratta di una specialità che vivi in prima persona: sei a stretto contatto con piloti e meccanici nell’arco di 8 o 24 ore di gara, pertanto ti senti coinvolto appieno nel lavoro di una squadra. Parlando di emozioni, condividerei un esempio lampante in tal senso. Al Bol d’Or, quando Kawasaki SRC ha perso la vittoria proprio nelle ultime ore, Jeremy Guarnoni era scoppiato in lacrime. Gli dissi: “Queste lacrime di tristezza, ne sono convinto, si trasformeranno in lacrime di gioia nelle prossime gare”. Alla fine è andata proprio così! Una frase che gli ho ripetuto a Le Mans, giusto prima di quel suo fenomenale stint con il celebre sorpasso su Hernandez (Honda) per la vittoria.

A Suzuka gli ho detto la stessa cosa nei conclusivi minuti quando ormai il titolo sembrava sfumato ed è andata bene. L’aspetto emozionale è imprescindibile nell’Endurance e, a titolo personale, lo è stato molto per me in questa stagione. Dopo il Bol d’Or assumerò un altro ruolo in Pirelli nella divisione auto, pertanto questa si presentava per me come l’ultima opportunità per vincere un titolo mondiale. Con il Team Kawasaki SRC ce l’abbiamo fatta!

Per voi è stata comunque una 8 ore di Suzuka tutta in salita…

Assolutamente. Il tempo non ci ha aiutato, così come il fatto che con Kawasaki SRC non avevamo preso parte ai Test pre-evento, al contrario dei nostri concorrenti. In gara ci siamo presi dei rischi, scegliendo la extra-soft (SCX) per adattarci alle temperature e le condizioni della pista presentatesi nell’arco della contesa. Senza pregressi riferimenti non è stato facile, inoltre abbiamo vissuto una serie di episodi decisamente sfortunati che hanno complicato e non poco il nostro assalto al titolo. Nella prima ora Kawasaki SRC si è ritrovata nella seconda Safety Car, perdendo mezzo giro rispetto ai rivali della Suzuki SERT. Successivamente Nigon è scivolato, pertanto abbiamo vissuto una gara di rimonta.

Noi comunque siamo sempre rimasti lì, a contatto ed in lotta per il titolo. Sarebbe stato bello vivere un confronto “ad armi pari” al netto delle disavventure vissute dalle due squadre. A mio avviso c’erano tutte le possibilità di conquistare il titolo “sul campo”, anche senza la rottura nel finale della SERT. In tal proposito, mi preme sottolineare questo aspetto, eravamo comunque ancora pienamente in corsa, in quanto Moriwaki stava recuperando sulla Suzuki #2. Questo episodio ha un po’ compensato le sfortune da noi vissute nelle prime 4 ore, ma tutti gli appassionati e addetti ai lavori lo sanno: anche questo è l’Endurance. Sono dell’idea che per Kawasaki SRC sia stato un titolo stra-meritato. Parliamo di una squadra che è sempre stata grande protagonista per tutto l’arco della stagione, vincendo la 24 ore di Le Mans, conquistando un altro podio e ritrovandosi in piena corsa per la vittoria anche al Bol d’Or. Anche a Suzuka, dove partivamo senza i 3 giorni di Test pre-evento all’attivo, in termini di performance abbiamo raggiunto la SERT. Tempi alla mano, al netto dei vari episodi eravamo lì con loro e, non da meno, con la possibilità di gestire 5 punti di vantaggio in campionato.”

Per chiudere il bilancio della 8 ore di Suzuka, Pirelli ha vinto anche la classe Superstock…

Sì e ne andiamo molto fieri. Per noi era una vittoria ampiamente alla portata già lo scorso anno, almeno fino alla celebre caduta in pieno rettilineo di Mihara che aveva tamponato un’altra moto sotto regime di Safety Car. Quest’anno nella Superstock a Suzuka ci siamo presentati con due squadre che ritengo le migliori di questa categoria: Suzuki S.W.A.T. con Waters, Aoki e Linfoot ed il team TONE 4413 SYNC EDGE che si è assicurato la vittoria. Per le prestazioni espresse poteva essere persino una doppietta, in ogni caso resta per noi una vittoria storica che riafferma l’impegno di Pirelli anche nell’universo All Japan. Il team TONE è una struttura che ha creduto in noi anche nella J-GP2 (la Moto2 giapponese, ndr) conquistando risultati di prestigio e, adesso, una superlativa affermazione alla 8 ore. Non è facile imporsi a Suzuka, da sempre un feudo Bridgestone, ma ci siamo riusciti!

Pirelli è impegnata come fornitore unico in campionati come il Mondiale Superbike ed il BSB, mentre nell’Endurance vi confrontate con altre realtà e siete riusciti a vincere davanti alla concorrenza di Bridgestone e Dunlop, rispettivamente seconda e terza in campionato. Per l’azienda quando è importante un simile traguardo sportivo?

Sicuramente è un risultato che ci rende estremamente orgogliosi. Vado molto fiero del fatto che abbiamo vinto offrendo a tutte le nostre squadre analogo supporto, introducendo delle soluzioni che si sono rivelate azzeccate e, in un certo senso, anticipando i tempi. Sottolineo il fatto che abbiamo vinto da Le Mans introducendo gli pneumatici in misura maggiorata (200/65 posteriore e 125/70 anteriore), a disposizione anche dei team Superstock per i successivi eventi dello SlovakiaRing ed Oschersleben. Una novità diventata di gamma nel corso di questo 2019 e proseguiremo su questa strada anche per il futuro. A Le Mans abbiamo conquistato la vittoria con il Team SRC Kawasaki con mescole di gamma SC1 anteriore “standard” disponibile per chiunque e SC0 posteriore nelle ore diurne, mentre in notturna siamo passati con successo alla SC2 X1071 anteriore, già adottata nel Mondiale Superbike e che diventerà di gamma, affiancata dalla SC1 Y0187 posteriore. Come detto a Suzuka abbiamo preso la decisione di correre con la SCX extra-soft, introdotta quest’anno anche in Superbike (per la Superpole Race e non solo, ndr), segno che offriamo nell’Endurance una gamma congeniale a coprire tutte le condizioni della pista e climatiche.”

Recentemente in MotoGP a Brno si è tornato a parlare delle intermedie: voi nell’Endurance ci credete molto…

“La intermedia è un po’ il nostro asso nella manica. La concorrenza ha provato a replicare questa nostra soluzione, ma ad oggi noi siamo gli unici a portarla in gara con successo. In base alla nostra esperienza, nelle gare sprint, con finestre d’utilizzo ristrette, spesso risulta essere una scelta non così funzionale alla causa, mentre nell’Endurance spesso si è rivelata più volte imprescindibile. In un turno di guida da un’ora, l’intermedia può fare decisamente la differenza. Continueremo a credere e sviluppare questa soluzione, sebbene non con misura maggiorata. Si tratterebbe di uno sviluppo potenzialmente controproducente al riguardo, visto che finora ha funzionato molto bene con le misure attuali.”

Dal Bol d’Or sono previste nuove soluzioni?

“Continueremo con la gamma che abbiamo già introdotto lo scorso anno anche nel Mondiale Superbike. All’anteriore con la SC1 e SC2 di misura maggiorata siamo ampiamente coperti, mentre al posteriore le soluzioni “standard” menzionate in precedenza diventeranno parte integrante della nostra gamma. Proseguiremo nel contempo lo sviluppo delle rain, rivelatesi in passato un po’ il nostro “tallone d’achille”, adesso al livello dei nostri competitors come testimoniano i risultati e le performance espresse nelle precedenti gare bagnate.

Per quanto concerne i team supportati Pirelli, dal Bol d’Or ci saranno novità?

Non ci saranno sconvolgimenti. Nella top class EWC continueremo chiaramente con Kawasaki SRC, Penz13 Wepol Racing Yamaha, ERC-BMW e Bolliger Kawasaki. Parlando della Superstock, fiducia rinnovata a No Limits Suzuki, GERT56 BMW e Louit Moto Kawasaki, squadre rivelatesi molto valide, professionali ed indispensabili per poter portare avanti lo sviluppo del nostro prodotto. Come Pirelli preferiamo fidelizzare le squadre, lavorando con loro su più anni, senza andare alla ricerca di altri team solo perché hanno ottenuto in quel preciso frangente ottimi risultati. Avere uno “zoccolo duro” di team che conosciamo bene è la nostra filosofia, rivelatasi vincente. Lo testimonia il fatto che, con Kawasaki SRC, la conquista del titolo mondiale rappresenta il coronamento di anni di partnership vissuti insieme, con successi continui nelle 24 ore. Una novità per il Bol d’Or sarà il debutto della Ducati Panigale V4 R con il team Hertramp che correrà proprio con gli pneumatici Pirelli.”

Parlando da appassionato, cosa ti piacerebbe vedere in un prossimo futuro nell’Endurance?

Sicuramente una gara in Italia sarebbe il massimo! Un auspicio che manifesto da appassionato, da motociclista e anche per la nostra azienda sarebbe una bella opportunità. In questi 5 anni trascorsi nell’Endurance ho vissuto delle emozioni uniche e, lo posso assicurare, si tratta della specialità motociclistica che ti coinvolge, affascina ed emoziona di più. Apprezzo molto il fatto che l’Endurance non sia ritenuto più soltanto un ripiego per tanti piloti. Non è più vista come un’alternativa, ma per diversi piloti, giovani oltretutto, la prima scelta di carriera. Inoltre sempre più case costruttrici si stanno impegnato attivamente in questo campionato, segno che la strada intrapresa dal promoter è quella giusta. L’unico mio timore è rappresentato dall’espansione verso l’Asia dell’EWC e, nello specifico, dalla 8 ore di Sepang, una gara si pone un po’ come una “seconda 8 ore di Suzuka” del calendario. Come per la trasferta del Sol Levante sarà da valutare la competitività dei team permanenti rispetto ai “Factory Team” delle case costruttrici e su quanti effettivamente parteciperanno a questa trasferta. L’Endurance è bello grazie alla partecipazione di piccoli team che rappresentano l’essenza alla base della specialità. Snaturare questo spirito sarebbe sicuramente un peccato per tutto il movimento. In ogni caso la strada intrapresa finora ha prodotto buoni risultati ed è bello sincerare come l’Endurance stia prendendo sempre più piede anche qui in Italia.

Commenta per primo

POTRESTI ESSERTI PERSO:

Morbidelli

Morbidelli, Syahrin e gli altri: dalla MotoGP all’Endurance

Sepang

8 ore di Sepang 2019: programma e novità

Sepang

Verso la 8 ore di Sepang: schieramento al completo