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Il modello BSB fa scuola, il CIV prende esempio

Centralina elettronica unica MoTeC, monogomma Pirelli: due peculiarità del BSB British Superbike riprese appieno dal regolamento CIV per il prossimo biennio.

19 dicembre 2019 - 12:37

Dal 2008 a questa parte, il BSB British Superbike ha precorso i tempi. Rilevata da Dorna Sports la gestione del campionato, il promoter MSVR (MotorSportVision Racing) ha adottato delle misure per render sempre più appetibile il prodotto, indovinando delle scelte rivelatesi decisamente azzeccate. Non solo: soluzioni che hanno fatto scuola anche per altre realtà nazionali ed internazionali. Non è un caso che il CIV Superbike per il prossimo biennio riprenderà alcune delle peculiarità introdotte dal BSB da svariati anni a questa parte. Dalla centralina unica MoTeC (obbligatoria dal 2021) al monogomma Pirelli (2020), con cognizione di causa la serie tricolore ha preso ispirazione dalla filosofia regolamentare d’oltremanica.

COME CAMBIA IL CIV

Il CIV Superbike necessitava di una “scossa” da un punto di vista prettamente regolamentare. La centralina elettronica unica è stato un elemento di discussione nell’ultimo triennio, introdotta (finalmente) in ottica 2021. Per quanto concerne la prossima stagione, sarà “facoltativa“: i team della Superbike potranno scegliere se utilizzare la centralina MoTeC, collaborando nella definizione del software obbligatorio dal 2021. Contestualmente vi sarà invece la fornitura unica degli pneumatici da parte di Pirelli, uniformandosi di fatto alla stra-grande maggioranza dei campionati nazionali ed internazionali.

MADE IN BSB

Queste due novità del CIV 2020-2021 sono elementi distintivi del BSB da svariati anni. Il monogomma Pirelli dal 2008, resosi necessario per scongiurare casi come quelli vissuti nel precedenti biennio. Emblematico il modus operandi di quel periodo del team HM Plant Honda, ufficiale HRC e “di sviluppo” Michelin, che sperimentava a weekend di gara in corso persino soluzioni successivamente introdotte in MotoGP. La centralina unica MoTeC è stata introdotta successivamente, nello specifico dal 2012 dopo un 2011 di sperimentazione (classe EVO). Anacronistica sotto certi aspetti (vietati aiuti elettronici come traction control, anti-wheelie e launch control: non sarà così nel CIV), di successo per lo scopo finale di equiparare le prestazioni tra le moto. Persino in una stagione 2019 monopolizzata dalla Ducati, nel BSB si sono assicurate almeno 1 vittoria costruttori come Kawasaki, Honda, Suzuki e Yamaha…

BSB FA SCUOLA

L’elemento oggettivo è che il BSB nuovamente ha segnato la via. Un “campionato nazionale di respiro internazionale” che gode di buona salute in termini di partecipazione di case, squadre, piloti, aziende e sponsor, oltre che di seguito di pubblico e media. Una formula che funziona e fa scuola, con largo anticipo rispetto ad altre realtà…

1 commento

Katana05
17:47, 20 dicembre 2019

Misure interessanti, ma se non si riesce ad attirare l’attenzione degli sponsor e delle case il CIV non potrà mai ambire al livello del BSB. Fra i vari campionati nazionali c’è un divario nella qualità dei piloti enorme. Anche se Pirro domina perchè è una spanna sopra gli altri, anche se nei campionati maggiori fatica a farsi notare. Il BSB è una possibilità per i piloti inglesi (e non solo) che non hanno trovato posto nel WSBK (se non addirittura nella MotoGP), Melandri o Biaggi a “scendere” nel CIV non ci pensano nemmeno.

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