Luis Sepulveda

Addio Luis Sepulveda: amico amato di poche parole e molte azioni

Il Coronavirus ci ha portato via anche Luis Sepulveda, uno dei più amati scrittori di questa epoca. Epicureo giramondo, amava lo sport. Anche le moto

17 aprile 2020 - 9:42

Lo scrittore Luis Sepulveda è scomparso a 70 anni, stroncato dal COVID-19 in un ospedale di Oviedo. Cileno di nascita, ma francese e spagnolo d’adozione, l’autore sudamericano era un gigante della letteratura mondiale. Uno di quelli che poteva permettersi, dotato com’era di un istinto narrativo fuori del comune, di spaziare tra generi diversi senza complessi d’inferiorità. Conosciuto dal grande pubblico per Il vecchio che leggeva romanzi d’amore da cui abbiamo tratto il titolo del pezzo che state leggendo, aveva fama di intrattenitore. Capace di un atto narrativo “popolare”, era dotato della scrittura pulita di chi sa raccontare storie perché è, prima di tutto, lui stesso una storia.

STREGAVA E AFFASCINAVA

Sapeva divertirsi coi generi senza pasticciarli: da Storia di una Gabbianella e del gatto che le insegnò a volare, libro per bambini divenuto film d’animazione passando per il maturo Diario di un killer sentimentale, fino all’incontro d’amore in un paese in guerra dove l’autore condensa la sua straordinaria esistenza di passione e impegno. Luis Sepulveda stregava e affascinava. Divertiva, senza spocchia. Sapeva creare intrecci letterari che univano la fantasia del fanciullo al più adulto dei romanzi. Una scrittura che – al contrario di molta narrativa sudamericana devota al Marquezismo dove il fantastico o il surreale cedono spesso il passo alla realtà – nel caso dello scrittore cileno si nutriva di vita vera. Frasi brevi, parole scelte con cura. Perché il messaggio deve arrivare alla gente. L’enigmistica per intellettuali, la capziosità di un certo snobisno culturale, lo facevano arrabbiare. Come quando fa dire al protagonista del Diario di un killer sentimentale: “Il volto umano non mente mai: è l’unica cartina che segna tutti i territori in cui abbiamo vissuto”. Sepulveda andava orgogliosamente fiero della propria sudamericanità, che manifestava in molti modi: grande appassionato di sport, calcio in particolare, declinava questo amore sublimandolo in una modalità tutta latinoamericana.

AMAVA IL CALCIO, ERA CURIOSO DI MOTO

In ciò, ma non solo, ricordava Eduardo Galeano, autore di quel piccolo capolavoro che è Splendori e miserie del gioco del calcio; come racconta la Gazzetta dello Sport, Sepulveda e Galeano erano capaci di interminabili discussioni. Perché la passione è un fuoco che non asciuga le parole, ma al contrario le fa vibrare. Nei giorni in cui in Italia si discute di “Fase Due”, in Spagna si piange la perdita di un grande della letteratura contemporanea. Luis Sepulveda, nel suo cosmopolitismo anarchico e compulsivo, amava l’Italia e gli italiani. Gradita presenza fissa dei più prestigiosi festival letterari della penisola, veniva sempre volentieri nel belpaese. Epicureo, sapeva godere dell’ospitalità italiana: enogastronomia, ma non solo. Fumatore incallito, bon vivant che ha amato davvero tre volte: l’ultimo grande amore, Carmen Yanez, è stato curiosamente anche il primo. Si sono sposati due volte, Luis e Carmen, a distanza di vent’anni. Sepulveda era fatto così: la vita ti dà, la vita ti toglie. L’importante è sapere restare coerenti con le nostre scelte.

IL NOSTRO RICORDO 

Noi vogliamo ricordare il grande scrittore a modo nostro: una fotografia (fonte www.romagnanoi.it) che lo ritrae con occhiali scuri e barba incolta al motoraduno “Reunion 2018” organizzato a Rimini. Aveva appena incontrato il sindaco, Andrea Gnassi, a margine di un appassionato ricordo dedicato a Tonino Guerra al cinema Fulgor. Si è concesso una passeggiata, biker tra i bikers, tentando di confondersi tra gli appassionati motociclisti che affollavano il motoraduno. Sepulveda era anche questo: uno scrittore che amava le persone che vivono intensamente le proprie passioni. L’Italia decide di riaprire le librerie come simbolo di rinnovata speranza: siamo sicuri che Luis Sepulveda avrebbe brindato a questa piccola, ritrovata libertà, invitando tutti ad ficcarsi nelle parole dei libri. Par di sentirlo: “Strane bestie, i libri”.

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