Yamaha MotoGP: allons enfants de la Patrie

Yamaha Europa sicura: "La nostra M1 non è così male"

7 gennaio 2019 - 18:21

Prima della pausa invernale, al termine dei test di Jerez, non è sfuggita la delusione di Valentino Rossi che non ha visto i progressi che si aspettava dalla sua M1 ufficiale. Rammarico in parte mitigato dalla convincente prestazione di Franco Morbidelli, che al contrario ha mostrato di avere un feeling speciale con la moto di Iwata. Il Dottore a margine del Monza Rally Show, ha infatti dichiarato: “speriamo di essere più competitivi rispetto a quest’anno, che la Yamaha riesca a migliorare, così potremo divertirci. In particolare dobbiamo crescere su 4-5 aspetti importantissimi. Ci stanno lavorando, serve ancora un po’ di tempo.”

PARLA IL BOSS – Eric de Seynes, boss di Yamaha Europe, intervistato da paddock-gp.com è di parere diverso: “so che il nostro team Factory sta lavorando duramente per questo obiettivo e sono fiducioso che gli sforzi si rifletteranno sui risultati. Abbiamo già visto nell’ultimo GP della stagione che le nostre moto e i nostri piloti erano lì per ottenere la vittoria, sia che si tratti di Vinales, sia che si tratti di Rossi.“ Per il top manager francese la situazione non è drammatica:”le prime prove invernali sono andate abbastanza bene, anche per la nostra nuova squadra satellite SIC Petronas. Va tenuto presente che abbiamo un’elettronica comune e pneumatici in monofornitura, quindi le differenze sono state estremamente ridotte tra le diverse squadre. Per 3/10 di secondo puoi essere in cima o essere considerato un pericolo.”

COERENZA – De Seynes ammette in ogni caso che il Team Factory, rispetto alla concorrenza, abbia vissuto una stagione più problematica: in particolare si sofferma sulla mancanza di costanza (coerenza è il termine che utilizza) nelle prestazioni, soffrendo da una pista all’altra. Le aree critiche riguarderebbero perlopiù la difficoltà di far rendere al meglio i pneumatici: la M1 soffre ancora troppo la granulometria, la temperatura dell’asfalto e la sensibilità al grip. Il francese però crede che l’obiettivo della competitività sia vicino: “la nostra moto è fondamentalmente buona e dobbiamo rispettare le sue qualità. Basta vedere le prestazioni di Morbidelli e Quartararo per i loro primi turni sulla M1 per rimanere convinti.” De Seynes esprime anche una riflessione sui piloti francesi, Zarco e Quartararo, che quest’anno saranno degli osservati speciali:“qualunque sia il futuro, sarò sempre un fan di Johann, del suo talento e delle sue qualità.

DISPIACERE – De Seynes afferma di essere dispiaciuto per non essere riuscito a tenere Zarco nell’orbita Yamaha, nonostante l’impegno a fornirgli un “pacchetto” migliore in previsione della stagione 2019. In maniera analoga a quanto avvenuto per il pilota di Cannes, anche Quartararo ha beneficiato di un occhio di riguardo, ma secondo il grande capo della Casa di Iwata in Europa, il pilota transalpino non è un semplice raccomandato: “per quanto riguarda Fabio Quartararo, mi sono messo in contatto con lui attraverso il nostro rivenditore di Nizza, Jacques Onda, che lo segue fin da quando era bambino. Mi ero offerto di fornirgli una R6 da allenamento sin dai suoi primi giri in Moto2, così come ho fatto con Johann al suo debutto nella categoria. Allo stesso modo, mi è capitato diverse volte di congratularmi con lui ai piedi del podio o nel suo box dopo una buona qualifica. Ecco perché, quando il suo nome ha iniziato a circolare per il team SIC in MotoGP, ho spinto per dargli una possibilità. Il suo background, i risultati, l’esperienza e l’età sono risorse indiscutibili. Ha tempo davanti a sé per forgiare la sua esperienza in MotoGP, e questa potrebbe essere la prima volta che capita a un pilota francese.Seguirò quindi da vicino i progressi di Fabio e farò sempre tutto ciò che è in mio potere per accompagnarlo nel modo più utile ed efficace possibile.”

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