TT: Aperta un’inchiesta per l’incidente occorso a Steve Mercer

Steve Mercer è in terapia intensiva dopo il grave incidente avuto nel TT. Indagini in corso su quanto accaduto.

20 giugno 2018 - 9:33

Steve Mercer è ricoverato in terapia intensiva all’ospedale di Liverpool. La prognosi parla di frattura della laringe, del bacino, della caviglia e del tallone e il pilota, inoltre, ha subito un accorciamento di 5 cm del femore, un danno alla schiena e una lesione cerebrale, la cui estensione rimane tuttora incerta. La famiglia del pilota del Kent rivela che «nessuno può prevedere cosa riservi il futuro».

Mercoledì 30 maggio, durante la sessione di prove del TT, Mercer è stato involontario protagonista di una collisione con una vettura dell’organizzazione. L’auto, guidata da un marshal del promoter ACU Events, portava a bordo come passeggeri un ufficiale e un sergente della polizia: i tre si stavano recando a Churchtown, dove era avvenuto lo spaventoso incidente che è costato la vita al pilota Dan Kneen. L’incidente tra la vettura e la moto è avvenuto in regime di bandiere rosse, a prove ferme; è stato descritto come un «catastrofico fallimento dei controlli di gara».

Tanto assurdo, per le modalità con cui si è verificato, da originare un’indagine ufficiale condotta dalla polizia dell’Isola di Man. Alcune fonti rivelano possibile anche un coinvolgimento dell’ispettorato governativo per la salute e la sicurezza sul lavoro. Importante, ai fini dell’inchiesta, è ricostruire esattamente la dinamica dei fatti: gli inquirenti si concentrano sulle istruzioni fornite ai piloti per tornare nella zona delle tribune ripercorrendo il percorso in senso antiorario. Ma chi ha autorizzato quelle disposizioni?

Secondo quanto riporta il giornale iomtoday.co.im, le informazioni appaiono contraddittorie. Uno dei marshals in servizio lungo il Mountain avrebbe dichiarato che via radio sono arrivate istruzioni in base alle quali i piloti erano autorizzati a rientrare a Douglas girando al contrario. In passato, nel caso di incidenti con bandiera rossa esposta, per riportare i racers ai box si è fatto ricorso a una scorta guidata da ispettori di circuito. Iomtoday.co.im riferisce che, alle 18.44 di mercoledì, il direttore di gara e segretario generale di ACU Events, Gary Thompson, abbia scritto su Twitter: «Incidente a Churchtown, c’è un incendio che deve essere spento. Moto da riportare nella zona del paddock>>. Nel profilo attuale di Thompson il tweet non compare più.

In compenso il giorno successivo, giovedì 31, viene diffuso un comunicato diramato congiuntamente dall’autorità di polizia dell’Isola di Man e da ACU Events. Il comunicato recita testualmente: «Gary Thompson, Giudice di Gara, rappresentante la direzione gara del TT, ha confermato che, a seguito della collisione che ha visto coinvolta l’auto d’ispezione ufficiale e un pilota durante la sessione di qualificazione Superbike di mercoledì sera, la seguente procedura si svolgerà ora con effetto immediato. Tale procedura, nel caso di bandiera rossa esposta, verrà applicata all’intero percorso del TT, indipendentemente da dove si sia verificato l’incidente. Non ci sarà alcun movimento sul tracciato da parte di nessun motociclista fino a quando l’incidente non sarà stato rimosso, indipendentemente da quanto tempo potrebbe essere necessario per la soluzione del problema. I piloti saranno autorizzati a muoversi lungo il Course [quindi non in senso opposto rispetto al senso di marcia di gara], sotto il controllo dei marshals».

Questa comunicazione ufficiale si è resa necessaria per tentare di mettere ordine al caos seguito all’incidente di Mercer. Appare incredibile che all’altezza di Sulby Bridge sia stato fermato un gruppo di piloti, tra i quali Ryan Kneen, fratello di Dan Kneen, il pilota morto nel terribile impatto a Churchtown. A questo primo gruppo, a cui è stato proibito di rientrare nella zona della tribuna perché «non c’erano istruzioni certe in proposito», ne è seguito un altro composto da circa 10 elementi che è invece passato sfrecciando in senso antiorario proveniente da Kerrowmoar, senza che nessuno abbia pensato di fermarlo. Iomtoday.co.im riporta che non risulta che il secondo raggruppamento – guidato da Steve Mercer e James Cowton – fosse accompagnato né da un marshal, né da un veicolo ufficiale di scorta.

Lo scontro tra lo sfortunato Mercer e un’auto di servizio è avvenuto pochi minuti dopo il passaggio a Sulby Bridge, nei pressi di Ballacrye. Gli occupanti della vettura sono usciti illesi, mentre il motociclista lotta tra la vita e la morte a Liverpool. Un ex ispettore della polizia stradale, Derek Flint, ha pubblicato su Manx Forum una riflessione aperta che fa discutere: «Dobbiamo farci delle domande. Penso che tutti siano semplicemente sbalorditi che possa essere successa una cosa del genere. L’auto (e i suoi occupanti) sono stati inviati per i giusti motivi, come parte dei protocolli dopo una fatalità. Le moto possono essere, e sono, rispedite a Douglas in senso antiorario sotto severi controlli. La domanda è: come sono state applicate le procedure “di rientro in contromano” nello stesso luogo e nello stesso momento in cui un’automobile era autorizzata a dirigersi verso di loro? Questo incidente è una potenziale minaccia per un grande evento. Stiamo assistendo allo sviluppo di una catena di errori».

Che qualcosa non abbia funzionato a dovere lo dimostra il fatto che, nonostante l’annuncio di un’inchiesta ufficiale, la stessa ACU Events provveda a istruire un’ulteriore indagine indipendente affidata a Rob Jones, un avvocato ed ex amministratore delegato della Motorsports Association (MSA). Ex- presidente della Commissione etica dell’IFA, Jones viene considerato un esperto di questo genere di inchieste: in passato si è occupato di fare luce su incidenti che hanno causato la morte accidentale di spettatori in manifestazioni automobilistiche nel Regno Unito. «Compito dell’inchiesta – recita il comunicato dell’ACU – sarà quello di indagare sulla successione di eventi che hanno riguardato l’incidente, identificare le cause e formulare raccomandazioni sugli aspetti relativi all’organizzazione di gara e sulle questioni di sicurezza per i futuri eventi».

Secondo quanto riporta motorcyclenews.com, il presidente di ACU Events, Brian Higgins, ha commentato: «I nostri pensieri e i migliori auguri sono con Steve Mercer e la sua famiglia in questo momento difficile. Riteniamo che sia fondamentale che le lezioni giuste non vengano solo apprese, ma messe in pratica per garantire i più elevati standard di sicurezza possibili in occasione dei prossimi eventi. Il modo migliore per far sì che questo avvenga è attraverso un’inchiesta indipendente. Con Robert Jones abbiamo un illustre ed esperto amministratore di società legate agli sport motoristici, che non solo comprende appieno le questioni in gioco, ma è anche legalmente qualificato. Abbiamo chiaramente bisogno di rispettare le indagini ufficiali che stanno portando avanti altre autorità in questo momento, quindi in questa fase non possiamo commentare ulteriormente l’incidente stesso».

Il lavoro di Jones consisterà nell’intervistare testimoni e marshals, prima di redigere un rapporto – atteso ragionevolmente entro settembre – su quanto accaduto e su come migliorare le procedure di sicurezza. Nel frattempo si moltiplicano le iniziative a supporto della famiglia di Steve Mercer. Oltre all’assistenza finanziaria a Caroline Mercer (moglie dello sfortunato pilota) da parte di ACU Events, è partita una campagna di solidarietà sulla piattaforma di crowdfunding justgiving.com che in pochi giorni, grazie a 855 sostenitori, ha superato del 570% il quorum prefissato. Per favorire la raccolta fondi, inoltre, alcuni colleghi di Mercer hanno messo all’asta alcuni cimeli: Michael Dunlop ha donato il pneumatico utilizzato al TT 2018 per stabilire il record di 129.197mph in Gara1. Il ricavato delle aste sarà interamente devoluto alla famiglia Mercer.

Photo Credit: BBC

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