Tecnica: Perché le gomme slick MotoGP non andrebbero usate su strada

Perché le gomme slick, utilizzate in MotoGP, sono sconsigliate su strada? Vediamone le caratteristiche ed il funzionamento.

14 giugno 2020 - 8:09

I pneumatici slick, utilizzati sui circuiti e destinati alla competizione MotoGP, non dovrebbero mai essere utilizzati su strade pubbliche. Presentano infatti più svantaggi e pericoli che reali vantaggi. Lo sviluppo dei costruttori è tale che gli attuali pneumatici di serie sono già migliori rispetto ad alcune gomme da corsa di soli cinque  anni fa.

Quindi perché usare queste slick è una cattiva idea? Dopotutto, tutti i piloti MotoGP le utilizzano per vincere in gara. Significa che hanno un livello di grip pazzesco, giusto? Sono costosi ma sono necessari per la velocità, corretto? E poiché hanno un’ottima aderenza, ciò significa che rendono anche la guida molto più sicura, vero?

Ma prima di continuare, una piccola definizione: che cosa sono le gomme slick? La risposta in breve è questa: pneumatici destinati esclusivamente alle corse. Sono chiamati slick perché non hanno scanalature sulla carcassa, al fine di presentare una superficie ininterrotta d’impronta sul manto stradale. Ciò porta ad una maggiore aderenza.

Ma ci sono svariati motivi che indicano che queste gomme non dovrebbero essere utilizzate su strada. Il mancato rispetto anche di una sola di queste condizioni può portare a situazioni indesiderate.

Temperatura

Questo è l’aspetto più ovvio. Tutti i tipi di pneumatici funzionano al loro livello ottimale entro un determinato intervallo di calore. Tuttavia, le slick funzionano meglio in un range compreso fra 100 e 120  °C Sono valori decisamente alti, più del punto di ebollizione dell’acqua a livello del mare. Questo è il motivo per cui le squadre nelle competizioni avvolgono le gomme in coperte termoriscaldate  prima di una gara. Le coperte sono poste a 90 °C per almeno un’ora.

In secondo luogo, guidare su strade pubbliche, anche senza traffico, non aumenterà la temperatura abbastanza rapidamente. In terzo luogo, anche se il pilota è in grado di riscaldare le gomme alla loro temperatura operativa ottimale, verrà rallentato dal traffico, dalle condizioni stradali e meteorologiche: le gomme quindi si raffredderanno,  scendendo al di sotto delle loro temperature ottimali.

Cicli di riscaldamento

Dopo aver girato parecchio, su strada o in pista, si noterà questa striscia blu/viola sui bordi delle gomme. Le strisce indicano che le gomme rilasciano il loro olio dopo un ciclo di riscaldamento. Questo è naturale perché le gomme, tra i loro composti, contengono anche olio.

Un ciclo di riscaldamento indica il processo di raffreddamento dei pneumatici dalla loro temperatura operativa a temperatura ambiente. A seconda del marchio e della mescola, un pneumatico da corsa resiste a pochissimi cicli di riscaldamento (tra 8 e 10).

Ciò significa che anche se potessimo farli funzionare alla temperatura ideale, potremmo usarli solo per 4 viaggi giornalieri. Diventa davvero una bella spesa… Non importa se i pneumatici hanno ancora il 99% dello spessore della gomma: queste gomme sono già inutilizzabili dopo un certo numero di cicli. In altre parole, perdono aderenza.

Taglio a freddo

Sui bordi di una gomma slick accumulano piccoli pezzi di gomma, simili a quello che ottieni quando usi una gomma su carta. I piloti generalmente lo associano al fatto di avere una gomma aderente. In genere sono decisamente larghi e profondi.

Questo si chiama taglio a freddo. Come suggerisce il nome, la superficie è strappata a causa del suo uso al di sotto della temperatura operativa. Il pneumatico può anche lanciare pezzi di gomma in casi estremi.

Situazione meteorologica

Aggiungiamo un’altra ragione ovvia, a parte la temperatura. I pneumatici slick sono progettati per funzionare solo con una condizione meteorologica: tempo asciutto. Le scanalature di un pneumatico aiutano a drenare l’acqua tra la superficie di contatto e la superficie stradale, fornendo aderenza. Al contrario invece, l’assenza di scanalature provocherà la piallatura del pneumatico.

Per dirla tutta, le slick possono lavorare bene anche su strade bagnate (purché siano alla giusta temperatura), ma non sopra una pellicola d’acqua. Sta qui tutto il gioco del team tecnico, la sfida per stampare un buon tempo in pista: usare gomme slick o da pioggia?

Regolazioni delle sospensioni

L’uso di pneumatici diversi richiede regolazioni delle sospensioni differenti. Tuttavia, è molto meno complesso farlo con le gomme da strada che con le slick. D’altra parte, l’uso di parametri convenzionali, usati su strada, per le slick potrebbe non generare abbastanza deformazione per riscaldarli. Ancora una volta, l’utilizzo dei parametri della pista per la strada potrebbe causare qualche problema di guida.

Provare a vincere… cosa?

Per sperimentare le slick al loro livello ottimale, non c’è posto migliore che in pista. In questa situazione le gomme si scaldano più velocemente anche senza termocoperte. Basta non spingere nei primi giri, quindi dare gas per battere il cronometro quando moto, gomme e pilota sono in condizione.

Le gomme stradali sono già impressionanti!

Attualmente, i pneumatici di serie funzionano a livelli che non potevamo nemmeno immaginare due decenni fa. Le gomme sportive da turismo presentano un’ottima aderenza sia sull’asciutto che sotto la pioggia.

Ciò consente di risparmiare denaro e di utilizzare pneumatici standard per l’uso quotidiano. Si riscaldano rapidamente, possono durare più a lungo dei cicli di riscaldamento, funzionano in tutte le condizioni, sono quindi molto facili da usare e portare al limite. Infine, sono sicuramente più economici e più facili da gestire rispetto alle slick. C’è solo da stupirsi per ciò che si può fare con questi pneumatici.

L’articolo originale di Paul Emile Viel su paddock-gp

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