Panama Papers, spunta anche il nome di Alex Crivillè

L'ex iridato della 500 figura nelle liste di clienti dello studio panamense Mossack Fonseca. Crivillè si difende: "E' tutto legale"

26 aprile 2016 - 17:56

Nel 1999 Alex Crivillè, adesso 46enne, correva per la Honda HRC e fu il primo pilota spagnolo a vincere il Mondiale della 500. L’anno dopo, secondo quando riportato dal periodico iberico El Confidential, si rivolse al famigerato studio legale panamense Mossack Fonseca per costituire una società nelle Isole Vergini, un paradiso fiscale, per gestire i diritti d’immagine e – secondo la rivelazione giornalistica – nascondere al fisco spagnolo i proventi dei diritti stessi.

Crivillè,  sempre secondo El Confidential, costituì una società di diritto britannico, la Pro Best Invest SA. A quel tempo il pilota era legalmente residente in Svizzera e un suo consulente, confermando l’operazione, respinge al mittente le accuse di evasione fiscale: “Crivillè ha pagato regolamente le tasse in Svizzera.”

Il periodico spagnolo però ha rivelato che l’intermediario era una società olandese con attività in Spagna, la Racinvest. Per cui Crivillè, in ultima istanza, si sarebbe servito di questa triangolazione per eludere la tassazione in Spagna. “E’ un’operazione di ingegneria finanziaria ma Crivillè non deve niente al fisco spagnolo” assicura il portavoce. L’ex iridato è tornato a risiedere in Spagna nel 2006, dopo il ritiro dalle competizioni.

 

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