MotoGP, Andrea Iannone

MotoGP: Il doping corre più forte dei controlli

Il caso Andrea Iannone ha destato scalpore. Si parla sempre di più di doping e moto: qualche chiarimento sul tema

10 maggio 2020 - 9:44

di Ascanio Gardini

L’odierna normativa internazionale antidoping si basa sul Codice Mondiale Antidoping emanato dalla WADA (World Anti-Doping Agency), vincolante per tutte le Federazioni Sportive Internazionali e per tutti gli Stati che aderiscono al C.I.O. (Comitato Olimpico Internazionale). A livello nazionale, invece, pur recependo i principi della WADA, ogni Nazione (che aderisce al C.I.O.) ha una propria normativa che può essere anche più restrittiva rispetto a quella internazionale. In entrambi i casi, sono ben specificati i comportamenti vietati, le sanzioni e, soprattutto, la lista delle sostanze vietate che viene di sovente aggiornata.

Più controlli in MotoGP

Il momento in cui si ricade nella normativa antidoping avviene (sia a livello internazionale che nazionale) con il tesseramento. L’atto con il quale un soggetto (nella maggior parte dei casi l’atleta) entra a far parte dell’ordinamento sportivo. Tralasciando gli aspetti legati alla natura di stampo pubblicistico o privatistico del tesseramento stesso (sull’argomento vedasi tra gli altri: Guido Valori, Il diritto nello sport, Torino, 2016) è indubbio che nel momento in cui si entra a far parte dell’ordinamento dello sport se ne accettano le regole delle quali non si può invocare l’ignoranza. In recenti dichiarazioni il pilota MotoGP Cal Cruthchlow si compiace per l’operato della FIM che ha imposto un test online di novanta minuti sulla conoscibilità della normativa antidoping. Queste linee di condotta sono orientate proprio in questa direzione.

Come funziona l’antidoping in Italia

In Italia coesistono due profili normativi. Da parte parte la normativa sportiva, le Norme Sportive Antidoping emanate dalla NADO Italia (l’Organizzazione Nazionale Antidoping), che recepiscono il Codice Mondiale Antidoping. Dall’altra interviene una legge specifica, la  376/2000, con sanzioni di carattere penale. Entrambe le normative, pur muovendosi su piani e presupposti sostanzialmente differenti, hanno in comune un aspetto. La lista delle sostanze e dei metodi vietati che rappresentano cardine sul quale è incentrata la punibilità dell’atleta, prima ancora dell’elemento soggettivo.

I profili di punibilità

Macroscopiche risultano le differenze tra i due ordinamenti riguardo all’elemento soggettivo dello sportivo che commette la violazione. L’ordinamento sportivo ritiene sufficiente, per la punibilità dell’atleta, il rinvenimento nei campioni biologici dello stesso di una qualsiasi sostanza proibita (art.2.1.1 delle Norme Sportive Antidoping). Nella legge dello Stato invece  si richiede l’elemento psicologico del dolo specifico, consistente nell’utilizzo di sostanze o metodi vietati non giustificati da condizioni patologiche, idonei a modificare le condizioni psicofisiche e biologiche dell’organismo, con l’ulteriore fine di alterare le prestazioni agonistiche degli atleti (art.2 legge 376/2000).

Il doping viaggia più veloce dei controlli

L’efficacia delle normative antidoping (soprattutto di quella sportiva) risente principalmente di alcuni elementi patologici che non possono essere eliminati, ma solo circoscritti. L’effettuazione dei controlli avviene tramite sorteggio e non su tutti i partecipanti alla competizione, ma solo su alcuni. Questo a causa anche del costo dei controlli stessi e sempre al termine della competizione.  Per avere una reale efficacia di detti controlli, si dovrebbero prevedere controlli a sorpresa durante tutta la stagione per gli iscritti ai vari campionati, anche nel periodo “off-season”. Eliminare il rischio di doping è praticamente impossibile, dal momento che le sostanze vietate sono elencate in apposite tabelle (periodicamente aggiornate). Molte sostanze dopanti sono di nuova concezione o sintetizzate chimicamente attraverso determinati processi e, quindi, non inserite nelle apposite tabelle. Il doping sarà sempre più avanti dell’antidoping.

1 commento

fabu
17:17, 10 maggio 2020

Vi prego, vi imploro…basta con ste foto di Iannone da tronista, non se ne puó piú. Ma non ne avete una di lui pilota di moto?

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