MotoGP eSport, Andrea Saveri

MotoGP eSport: Chi è Andrea Saveri, campione del Mondo del virtuale

Come si diventa diventare campioni del Mondo MotoGP eSport? Il pilota ufficiale Ducati nella serie virtuale si racconta

26 maggio 2020 - 15:57

Andrea Saveri, bolognese doc, classe 2001, è il campione del Mondo in carica per quanto concerne il mondiale eSport MotoGP, nonchè e-Rider ufficiale Ducati Factory.  Abbiamo chiesto al portacolori della casa di Borgo Panigale la sua esperienza, con uno sguardo al futuro.

Com’è nata la tua passione per le due ruote?

“Fin da piccolo sono sempre stato appassionato di motori, in particolar modo delle due ruote, è una passione trasmessa da mio padre e mio zio.”

Qual è stato il percorso che ti ha portato a gareggiare nella MotoGP eSport?

“Da bambino mi sono avvicinato ai videogiochi, ed essendo anche appassionato di moto ho unito le due cose. Quindi ho sempre giocato a tutti i giochi di MotoGP, più o meno dal 2006 fino ad oggi, andando anche a recuperare i giochi precedenti a quell’anno. Fino al 2017 ci giocavo solo per puro divertimento però, poi ho iniziato a comparare i miei tempi con quelli delle classifiche mondiali e ho visto che c’era del potenziale. Così ho iniziato ad allenarmi più seriamente per poter partecipare al mondiale 2018. Iniziai ad allenarmi anche con Trastevere73, con lui infatti ho stretto una bella amicizia che dura ancora oggi”. 

Come ci si allena per arrivare preparati per competere a livello Mondiale nel virtuale?

“Ognuno ha i propri allenamenti, io personalmente cerco di non esagerare mai con le ore di allenamento per non andare in “overtraining” con conseguente perdita di concentrazione. Massimo due ore e mezza al giorno nel periodo che precede una gara del campionato, ma con una media solitamente di un’ora e mezza, differenziando gli allenamenti in tre parti principali: perfezione del setup, giro secco per la qualifica e passo gara”.

Che si prova a diventare campione del Mondo del virtuale?

“Sicuramente è stato il momento e il giorno più bello della mia vita, un’emozione unica difficilmente spiegabile a parole se non la si prova. Farlo con Ducati poi è stato ancora più bello. Tifo questo team fin da piccolo e essendo bolognese è stato veramente un grande onore, perché so cosa significa essere ducatista. A Valencia ho festeggiato con i miei manager e la mia famiglia, poi una volta tornato in Italia, naturalmente anche con i miei amici”.

Attualmente fai parte della scuderia Pro2Be Esports, com’è nato il vostro rapporto?”

“Ho conosciuto Fabio Battista a luglio 2018, subito dopo la mia qualificazione al mondiale. Mi trovo benissimo con lui, con Roberto Forzano e Arcangelo Manfredonia, ci mettono il cuore in quello che fanno e non mi sono mai pentito di aver firmato con loro, senza dubbio la migliore agenzia in Italia a livello di Esport, facendo crescere noi ragazzi in questo mondo sotto ogni aspetto”.

Come ti senti ad essere un pilota ufficiale Ducati?

“Un grande onore, collaboro con loro da agosto 2018 e fin da subito mi hanno fatto sentire in una grande famiglia. È stata una grande soddisfazione diventare pilota ufficiale Ducati, cercherò in tutti modi di ripagare la fiducia riposta in me, dando sempre il massimo e provando a difendere il titolo mondiale.”

Quali sono le maggiori differenze fra il capitolo di gioco precedente e quello con cui affronterai la prossima stagione?

“Il gioco è cambiato molto dal 2019 al 2020, bisogna prenderci la mano perché non è semplice. Il cambiamento più grande è stato fatto nella fase di frenata, resa più difficile e realistica, anche l’uscita di curva è cambiata ma più simile all’anno scorso rispetto alla frenata. Trovare un setup perfetto in ogni circuito sarà fondamentale per poter competere nelle posizioni di vertice nel campionato mondiale”.

La postazione casalinga con cui ti alleni è molto diversa da quella delle competizioni mondiali?

“Non moltissimo, è piuttosto simile, anche se fin dal primo evento a cui ho partecipato la sensazione che si ha al mondiale è diversa rispetto a casa, infatti abituarsi il più in fretta possibile è un passo fondamentale”.

Pensando alla MotoGP virtuale del futuro, pensi ci possa essere un passo verso la vera e propria simulazione, come avviene nel Sim Racing, o rimarrà più vicina al mondo del gaming?

“Come è sempre stato, è più difficile simulare la realtà nelle moto rispetto alle auto, con un volante e una pedaliera già il feeling è buono ma spero che in futuro si possa usare un vero e proprio simulatore anche per le moto. Innanzitutto ci si avvicinerebbe molto di più alla realtà, e inoltre sarebbe un allenamento che qualsiasi pilota userebbe da casa, proprio per simulare la realtà quando non si può girare in pista”.

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