Aleix Espargaro

Moto e Bici sono davvero così distanti?

La bici è lo strumento di allenamento privilegiato per molti piloti della MotoGP. Aleix Espargarò è un esempio lampante, ma non solo...

24 ottobre 2021 - 6:00

Biciclette e moto sono così lontane? Certo, a leggere l’articolo sulla storia del ciclismo italiano non vi sono tracce di motori. Ugualmente, se ripercorressimo le gesta di Valentino Rossi, Max Biaggi, Giacomo Agostini e tanti altri non verrebbe fuori alcuna correlazione immediata. Eppure, andando un po’ oltre, scopriremmo che i punti di contatto tra questi mondi delle due ruoti ci sono eccome.

Bici parte integrante dell’allenamento di tanti piloti

In primis per molti piloti di moto professionisti e non, la bicicletta ed il ciclismo fanno parte integrante del loro allenamento che per i “pro” deve essere costante e sotto controllo di esperti del settore che reputano la bicicletta fondamentale sia per aspetti percettivi che per elementi più legati alla respirazione. Negli USA poi c’è un forte collante tra chi ama le moto e  le mountain bike già da tantissimi anni.

Il caso Espargarò

Ha fatto parlare poi molto negli ultimi mesi il caso Espargarò. Come ha riportato la Gazzetta dello Sport, il pilota spagnolo Aleix Espargarò era stato al centro di uno scherzo d’Aprile (nella tradizione spagnola però si chiama il Giorno dei Santi Innocenti) secondo cui avrebbe lasciato il mondo delle moto per entrare nel ciclismo professionista.

Lo scherzo però si è tramuto in realtà quando il leggendario Alberto Contador, vincitore tra l’altro di due Giri d’Italia, ha confermato che veramente Espargarò era stato contattato da un team professionistico (sembra spagnolo) per passare al mondo delle due ruote senza motore.

Di certo Espargarò non partirebbe da zero. Anche lui utilizza la bicicletta nei suoi cicli di allenamento ed è stato visto spesso fare lunghi percorsi in compagnia di grandi ciclisti spagnoli come José Joaquin Rojas ed Enric Mas. Per il momento Espargaro sta disputando la sua quinta stagione con Aprilia in MotoGP e sta pure ottenendo risultati più che discreti. Probabilmente dunque la bici rimarrà soltanto una “sliding door” che, da un punto di vista professionale, non aprirà mai. Anche se forse è il caso di dire mai dire mai…

In bici per ricordare Marco Simoncelli

Torniamo indietro fino al 2012 per ricordare una bellissima iniziativa organizzata da grandissimo campione delle Moto, Kevin Schwantz, ma da sempre anche appassionato ciclista. L’americano organizzò con l’ex stella del Motocross Jamie Dobb un lungo viaggio in bici di oltre 1.600 chilometri per ricordare Marco Simoncelli. La partenza fu data con  un giro di pista sullo storico circuito delle East Midlands a Donington Park, per poi arrivare fino al nostro motodromo di Misano Adriatico.

Con Schwantz e Dobb ci furono altri dieci piloti a compiere l’intero percorso che si è dipanato in vari pesi europei. Ma nel corso delle tappe furono in tanti ad accompagnarli in questa particolare e sentita commemorazione per il pilota scomparso l’anno prima. Sono appena passati dieci anni dalla scomparsa del Sic. La Garelli nel 2020 realizzò una e-bike chiamata “Ciclone Sic 58 Edition“, colorata con le stesse tonalità della moto guidata da Simoncelli e di cui una parte del ricavato ha finanziato la Fondazione che porta il nome dello sfortunato pilota.

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