Modulo di autocertificazione

Modulo dell’autocertificazione: come correggerlo, chi sono i congiunti, sanzioni

Parte la Fase 2 dell'emergenza Coronavirus. Il modulo dell'autocertificazione (obbligatorio) non cambia, ma è opportuno apportare delle modifiche.

3 maggio 2020 - 17:21

Parte la Fase 2 dell’emergenza Coronavirus in Italia da lunedì 4 maggio e almeno fino al 17 maggio 2020. Si potrà far visita ai congiunti, ma non agli amici. Sono vietati gli spostamenti nelle seconde case. Per andare al lavoro non sarà necessario portare con sé il modulo di autocertificazione. Basterà un tesserino o mostrare la “documentazione fornita dal datore di lavoro idonea a dimostrare la condizione dichiarata”.

GLI SPOSTAMENTI POSSIBILI

Possibile spostarsi all’interno della propria regione per motivi di lavoro o di salute, ma anche per incontrare i congiunti. Dopo varie polemiche sul significato preciso del termine con il termine “congiunti”. Si intendono “parenti, affini, partner nelle unioni civili” e quelle persone “legate da un legame affettivo stabile”. Sicuramente i familiari consanguinei. Ma anche gli “affini”, ovvero i familiari acquisiti da parte del coniuge. Dall’elenco dei “legami stabili” sono però esclusi gli amici. Compresi anche i fidanzati, in quanto persone legate “da un solido e duraturo legame affettivo”. E’ comunque fortemente raccomandato limitare al massimo gli incontri con persone non conviventi, poiché questo aumenta il rischio di contagio.

Restano vietati gli spostamenti da una Regione all’altra, se non per esigenze lavorative, di assoluta urgenza o per motivi di salute. Per gli spostamenti da un Comune all’altro occorre quindi l’autocertificazione firmata, che non può essere mostrata sullo smartphone. È bene ricordare anche che bisogna portare con sé il proprio documento di identità i cui estremi sono riportati sull’autocertificazione.

SANZIONI

Nel caso in cui le forze dell’ordine dovessero fermarvi e sorprendervi senza l’autocertificazione è sempre possibile chiedere di fare una dichiarazione autocertificata che l’ufficiale dovrà trascrivere. A questo proposito, è bene ricordare di portare sempre con voi un documento d’identità valido. Le forze di polizia possono verificare la veridicità della vostra dichiarazione. L’utilizzo di un veicolo per commettere le violazioni, comporta l’aumento fino ad un terzo della sanzione irrogabile (che nel massimo giunge così a 4.000 euro).

Il mancato rispetto della quarantena è punito con l’arresto da 3 a 18 mesi e con il pagamento di un’ammenda da 500 a 5.000 euro. Dichiarazioni mendaci rese alle forze di polizia durante l’attività di controllo, sono punite con la reclusione da 1 a 6 anni. In caso di contagio provocato volontariamente si profila il reato di lesioni dolose, punito con reclusione da 6 mesi a 3 anni. In caso di lesioni gravi si prevede la reclusione da 3 a 7 anni; o gravissime, con reclusione da 6 a 12 anni. Oppure pena non inferiore a 21 anni per omicidio doloso (nel caso la persona contagiata deceda a causa del Coronavirus contratto in conseguenza della condotta di un determinato soggetto. In caso di contagio non volontariamente provocato prevista la reclusione fino a 3 mesi e multa fino a 309 euro.

COME COMPILARE L’AUTOCERTIFICAZIONE

Dal 4 maggio non ci sarà un nuovo modulo di autocertificazione. Bisognerà quindi apportare piccole modifiche all’ultimo in vigore dal 26 marzo. Permessi il ritorno al proprio domicilio e la visita ai congiunti. Quindi i cittadini potranno modificare il modulo esistente barrando le parole “all’interno dello stesso Comune” e la parola “urgente” legata all’assistenza a congiunti o a persone con disabilità.

Per scaricare il modulo di autocertificazione visita il sito del Ministero dell’Interno.

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