Melandri, il ritiro

Melandri, il ritiro: la lettera di Manuela “Amore, apriremo nuovi capitoli”

Marco Melandri in Qatar ha disputato l'ultima gara nel Mondiale. E' un momento speciale anche per Manuela, la compagna. Che ha descritto l'emozione così.

27 ottobre 2019 - 9:58

Marco Melandri  in Qatar ha salutato il Mondiale, da oggi non sarà più pilota. Tornerà ad essere come tutti noi, ma con  una meravigliosa avventura sportiva alle spalle.  Un Mondiale vinto, tante stagioni ad altissimo livello in MotoGP, ventidue trionfi e il titolo sfiorato varie volte in Superbike. Da oggi  cambia anche la vita della  “Manu di Melandri”, la compagna del personaggio famoso, la ragazza più vistosa del paddock.  Manuela Raffaetà potrà fare a tempo pieno la mamma, e la compagna del suo uomo. Questo è un momento speciale.  Non solo per il campione, ma anche per la sua anima gemella.

Non so neanche da dove iniziare. Posso solo dire di aver cercato una canzone ballabile per ridurre la quantità di fazzoletti. Penso non bastino 5 minuti per raccontare tutto quello che abbiamo vissuto ma ci proverò comunque con un assaggio.  Conosco Marco da 15 anni e 12 li abbiamo vissuti nelle corse.  Quando abbiamo iniziato la nostra storia Marco era molto famoso e, per dimostrargli che mi stavo innamorando di lui e non della persona che tutti conoscevano, per tre anni abbiamo nascosto il nostro amore. Quell’amore che mi fa sentire ancora le farfalle  nello stomaco quando mi bacia.

Abbiamo vissuto cose stupende e abbiamo avuto la fortuna di poter viaggiare in tutto il mondo. Le corse negli aereoporti per non perdere i voli, le urla infinite fino a spaccare la gola dalla gioia per le vittorie. Ma anche la paure per le sue cadute, quelle non si possono scordare  e neanche le nausea la domenica mattina, come una  donna al terzo mese. La gioia di saper e voler a tutti i costi realizzare il suo sogno insieme,  facendo cose impensabili.

Il “momento ombrello” è sempre stato il mio piccolo grande gesto come a volerlo proteggere sempre e non solo dal sole. Anche perché   mi prendeva in giro come ombrellina  a volte mi diceva che non  lo coprivo dove serviva.  Mi ricordo di essermi trovata in griglia impegnata con una mano a levargli le saponette con il cacciavite e con l’altra a tenergli l’ombrello, in bilico su un tacco 12,  sotto la pioggia. 

 Poi le corse al podio correndo più veloce dei nostri meccanici avvantaggiati dalle scarpe da ginnastica, e la gioia di pulirlo dal fango e non solo, dopo una caduta.  Con il cuore in gola, sapendo che non si era fatto nulla . Sono sempre stata la sua tutto fare, sempre vicina, silenziosa ma con il sorriso per lui e la sua squadra o per chi credeva in lui. Il mio piccolo grande uomo.  Il mio campione del mondo.

Abbiamo  cambiato tanti colori diversi, conosciuto persone speciali che terremo sempre nel cuore.  Grazie a tutti ma proprio a tutti, grazie anche a quelle persone che stavano davanti al box ore e ore nella speranza di poter scattare una foto con lui o ricevere un suo autografo.

Si chiude un capitolo, questo capitolo. Ma ne stiamo già aprendo uno nuovo e non vediamo l’ora di viverlo finalmente tutti e tre insieme,  come una vera famiglia.
Grazie di tutto, amore mio. 

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