Max Biaggi

Max Biaggi nell’iperspazio: a 400 km/h con l’elettrica Voxan

Max Biaggi senza più limiti: a 49 anni ha superato i 400 km/h con la moto elettrica Voxan. E la prossima estate in Bolivia proverà a spingersi oltre

3 novembre 2020 - 14:36

Max Biaggi ha smesso di correre, ma spinge più veloce di prima. A 49 anni ha superato la barriera dei 400 km/h con la moto elettrica Voxan, antenna tecnologica della Venturi, azienda che costruisce solo veicoli elettrici ed è impegnata anche nella FormulaE automobilistica. Sull’aviosuperficie di Chateauroux, in Francia, Max Biaggi ha infranto vari primati per moto elettriche toccando una punta velocistica ben superiore a quelle cui era abituato in MotoGP e Superbike. Max Biaggi ha vinto sei titoli Mondiali, quattro nella 250GP e due nelle derivate dalla serie. La prossima estate, sempre con la Voxan, andrà in Bolivia per spingersi verso nuovi limiti velocistici.

“Con la velocità cambia tutto”

“Le sensazioni che ho vissuto sono state un po’ diverse, da quelle che mi hanno accompagnato per gran parte della mia vita” ha raccontato Max Biaggi. “L’assenza dei classici rumori, la presenza di un motore elettrico, dall’erogazione completamente diversa rispetto ad un motore termico e la mancanza della competizione con gli altri piloti, hanno rappresentato le differenze più facilmente percepibili. Ma la vera novità è stata l’elevata velocità a cui mi sono avvicinato. Io non ho mai toccato i 400 km/h e credetemi intorno a queste velocità cambia completamente la prospettiva dello spazio che ci circonda. Diventano determinanti gli effetti aerodinamici, l’aria è un muro praticamente impenetrabile e cominci a combattere con delle forze fino a quel momento poco note. Rimanere aggrappato alla moto, mentre cerchi di raggiungere velocità per me inimmaginabili, è stata una sfida nuova per me.”

La cura dei dettagli

C’è da dire che anche se la sfida è stato completamente diverso, la voglia di superare un determinato obiettivo, ha alimentato ancora una volta la mia profonda passione per le moto. Anche l’approccio è stato molto simile, a quello che mi ha permesso di competere per tanti anni. Infatti è stata determinante l’attenzione per il più piccolo dettaglio ed ogni volta che ho allacciato il casco, ho cercato di migliorare la mia prestazione. Tutto è stato predisposto per visualizzare sul dashboard quel numero magico: 4….km/h! Alla fine, quando raggiungi l’obiettivo hai una soddisfazione enorme, ma non smetti mai di pensare a cosa potrà esserci dopo!”

Commenta per primo

POTRESTI ESSERTI PERSO:

Ana Mayrata, mamma di Joan Mir

MotoGP, Joan Mir e il “problema” di mamma Ana Mayrata

L’ex Moto2 Azlan Shah diventa corriere durante la pandemia

Andrea Iannone

Caso Andrea Iannone: legal thriller o affare del CAS?