Maverick Vinales miracolato, come scongiurare il rischio investimento?

Il pilota Yamaha evitato per un soffio dal Dovi alla chicane di Assen. Pericolo investimento: se proteggessimo forcella e pedane?

28 giugno 2017 - 9:26

Chaz Davies nella Superbike a Misano, due settimane dopo Maverick Vinales durante la gara MotoGP ad Assen. Entrambi protagonisti di scivolate banali, e nei due casi anche a basse velocità,  che hanno rischiato l’osso del collo (letteralmente…) restando investito (Davies) o rischiando di esserlo (Vinales).  I piloti di oggi rischiano assai meno di quelli di un tempo: circuiti, materiali e assistenza medica hanno fatto progressi enormi. Ma c’è sempre l’eventualità di essere travolti in pista. La casistica degli ultimi vent’anni testimonia che questo ormai è l’unico grande rischio nelle corse. Inevitabile?

CASISTICA – Dal 2003 ad oggi ci sono stati quattro incidenti mortali nel Motomondiale: Dajiro Kato a Suzuka nella gara MotoGP (urto contro le barriere), Shoya Tomizawa durante la corsa Moto2 a Misano 2010 (investito), Marco Simoncelli durante la gara MotoGP a Sepang 2011 (investito) e Luis Salom durante le prove Moto2 al Montmelò 2016  (travolto dalla moto rimbalzata contro le barriere).  In Superbike, nello stesso periodo, ci sono state due disgrazie, entrambe per investimento e sempre nella Supersport: Craig Jones a Brands Hatch 2008 e Andrea Antonelli a Mosca 2013.

AIR BAG – La casistica ci dice quindi che la principale causa di incidenti gravi nel motociclismo di un tempo, cioè l’urto contro ostacoli, è stata drasticamente ridotta. Resta l’incubo del pilota scivolato e travolto da chi segue. Trovare misure per evitare che questo succeda è impossibile, qualcosa però si potrebbe fare. Partendo, intanto dall’adozione di misure di sicurezza “passive”. L’obbligo di utilizzo di tute dotate di airbag è il primo passo, non più rinviabile: i top rider già lo usano, ma bisognerà che le autorità sportive (promoter e Federazione Internazionale) rendano obbligatorio questo dispositivo a tutti i livelli, magari inducendo i fornitori a ridurre i costi.

PROTEZIONI MOTO – Si potrebbe anche studiare come proteggere, in qualche modo, i punti della moto più pericolosi in caso di contatto con un pilota a terra, cioè la forcella e le pedane. Di recente il comando del freno è stato protetto in modo da evitarne l’azionamento casuale in caso di contatto. Forse qualcosa si potrebbe ovviare anche per altri particolari. Esempio: il piede forcella  e parte degli steli potrebbero essere protetti da un’estensione del parafango? E le pedane potrebbero essere inglobate da un’estensione della carenatura? Domande che giriamo ai tecnici e agli esperti della sicurezza.

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