Jonathan Rea, In Testa

In Testa: Jonathan Rea e il talismano portafortuna

Il pilota più vincente ha ribaltato il Mondiale come un guanto. Non solo in pista, Jonathan Rea è In Testa anche in libreria

30 settembre 2019 - 16:40

Facile, si dirà, adesso che ha vinto pure il quinto titolo consecutivo. Nessuno come lui, in Superbike. Però quando accettammo la sfida di pubblicare in italiano l’autobiografia ufficiale del neocampione del mondo delle derivate di serie nessuno ci avrebbe creduto. Anzi, c’era pure chi ci dava dei pazzi. In quel momento tutta l’attenzione era per la nuova Ducati Panigale a quattro cilindri MotoGP style oppure per Alvaro Bautista in stato di grazia. Tra commenti, risatine e commentatori più o meno addetti ai lavori era tutto un fiorire di teorie. «Bautista vince perché con quel fisico da fantino che si ritrova riesce a far lavorare meglio il pacchetto moto-gomme».«La Ducati trionfa perché in Superbike hanno omologato una MotoGP».«Ecco ridimensionato Rea: vinceva per assenza di avversari e concorrenza». Qualcuno addirittura scomodò Ciabatti per farsi rilasciare una dichiarazione a proposito di Bautista e dei premi-gara: «se continua di questo passo ci manda in bancarotta».

BIOGRAFIA…ALL’ITALIANA

Noi? No. Semplicemente a inizio anno ci siamo letti in inglese la biografia ufficiale del #1 della categoria e ci siamo lasciati coinvolgere dalla scrittura. Come qualunque appassionato. Abbiamo detto: pubblichiamo il libro del fuoriclasse nordirlandese, però facciamolo “all’italiana”. Usciamo con un volume che racconti ai tifosi di casa nostra chi sia davvero il fenomeno. Era diventata un’idea fissa: ce lo siamo messi In Testa, è proprio il caso di dirlo.  Così, mentre la Ducati e Bautista demolivano ogni certezza in campionato, lasciando il team ufficiale Kawasaki e la Superbike a chiedersi a che razza di gioco si stesse giocando, noi ci siamo messi al lavoro. «Saremo pronti per Imola. Dobbiamo essere pronti per Imola. A costo di assistere ad una nuova, ulteriore figuraccia. Sulle rive del Santerno presenteremo il “nostro” libro». Che, tanto per essere chiari, è il libro di Jonathan Rea, anche se noi lo abbiamo sentito particolarmente figlio nostro.

IN TESTA, PER SCOMMESSA

Una creatura pensata appositamente per il pubblico italiano. Ci hanno guidati precise scelte editoriali: volevamo una traduzione rigorosa e aderente all’originale, appena riveduta nel “sapore” lessicale per meglio adattarsi alle esigenze di comprensione del mondo del motorsport nazionale; un intervento di editing che consentisse anche agli appassionati italiani di godere dei molti aneddoti presenti nel libro, altrimenti riservati solo ai lettori anglofoni. Poi quel titolo, In Testa. Così diverso dall’inglese Dream.Believe.Achieve. Intraducibile a meno di snaturarne completamente l’efficacia originale. Così l’intuizione dell’Art Director, Gianvito Piegari, ha garantito il miglior titolo italiano per il campionissimo di Ballymena. In Testa. La foto di copertina, con Rea a nudo è opera di Matteo Cavadini. L’immagine di copertina e quelle presenti all’interno del volume hanno centrato in pieno l’essenza di JR.

PATHOS DELL’UOMO

Nel ritratto in evidenza sotto al titolo non traspare solo la grinta del vincitore, ma pure il pathos dell’uomo che per arrivare in cima ha lottato contro la sofferenza. Eros. Thanatos. Sapevamo di aver garantito agli appassionati un buon prodotto, ma anche di aver dato alle stampe un libro come tra le biografie degli sportivi ce ne sono pochi. Un’autobiografia che si discosta dai canoni soliti del genere, per diventare categoria a sé. La può leggere chiunque, sia che s’interessi di moto, sia che sia alla ricerca di un volume motivazionale per credere fino in fondo alle sfide che la vita ci pone dinnanzi.

CONTROCORRENTE

Eravamo così sicuri della bontà del nostro prodotto che abbiamo scelto di presentare il libro al di fuori della comfort zone dell’autodromo. No sala stampa dell’Enzo e Dino Ferrari. No palco di amici giornalisti, solite facce che ti devono un favore. Niente di tutto questo. Piuttosto una sede istituzionale, alla  presenza della sindaca di Imola Manuela Sangiorgi  e delle autorità cittadine. Non abbiamo nessuna paura, non ci facciamo spaventare. Timori reverenziali? Zero. Eravamo però altrettanto certi, senza farci nessuna illusione, che se un pilota non vince in pista puoi scrivere finché ti pare, ma i numeri in classifica lo condannano velocemente all’inconsistenza. E tu rischi di aver pubblicato un’autobiografia infarcita di vanagloria.

IL LIBRO TALISMANO

Sarà un caso, ma da quando è uscito In Testa, Jonathan Rea (qui le sue parole dopo il trionfo) ha ricominciato a vincere. Da Gara1 a Imola in avanti  non si è più fermato. Ci hanno pure provato col teatrino di Gara2, ma non c’è stato niente da fare. La pioggia e Imola: che stonatura per la derivata di serie più vicina alla MotoGP. Che autogoal per il pilota ossigenato che avrebbe dovuto far capire che i veri re della giungla stanno nel Motomondiale, altro che storie. Così dopo che In Testa esce sugli scaffali si scopre che l’ammazzasette annunciata troppo in fretta ha iniziato a diventare la mancata protagonista del campionato. Di più: la Panigale e Bautista si sono via via trasformati in una cocente delusione. Con tutto il corollario di scuse e controscuse che siamo di solito abituati a sentire in MotoGP ma non in Superbike: «la Panigale mastica le gomme; non la guido più come a inizio anno e non so perché; la squadra si è persa per strada; etc etc». In Testa, intanto, ci va lui, il solito Jonathan Rea. Quello che ormai era dato per spacciato. Da campione a comprimario a campione. Neppure l’araba fenice risorge tre volte.

IL PILOTA SCRITTORE

Noi semplicemente sappiamo bene chi è il campione nordirlandese. Perché nel nostro libro abbiamo voluto che Rea emergesse per il grande uomo che è, per lo sportivo di prima grandezza, ma anche per lo scanzonato ragazzaccio che racconta di sbronze colossali. Di donne, pure. Non ce ne voglia Tatia, moglie e madre con los coillones, ma a noi il Johnny sconosciuto, quello inedito che racconta di come, prima di mettere la testa a posto, si sia divertito come tutti i ragazzi, fa simpatia. Non solo a noi, evidentemente: le file per farsi autografare la copia di In Testa ovunque l’abbiamo presentato, così come le posizioni nelle classifiche dei libri o l’esserci assicurati un distributore di prima grandezza nel difficile mercato editoriale italiano.

COMPLIMENTI CAMPIONE!

Questi fatti, al netto di speculazioni da bar, servono a dimostrare che il libro c’è, che è nato “bene” ‒ come si dice in questi casi  ‒ , che è stato promosso sia dagli operatori del settore che dagli appassionati. Così alla fine forse l’autobiografia italiana di Jonathan Rea, pensata e realizzata in modo originale per gli italiani, è diventata in qualche maniera un potente talismano. Complimenti campione, sei andato In Testa fino da quei giorni oscuri di Imola, davanti a tutti in quel periodo in cui a crederci eravate solo tu, il tuo Team e pure un po’ noi che avevamo una creatura letteraria da dare alle stampe. Sapevamo già che sarebbe nato grande.

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