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Gianluca Nannelli a Box18: “Lavoriamo con germogli del nostro sport”

Gianluca Nannelli ospite a Box18. L'impegno con i più piccoli ed il ruolo di riders' coach del Team RMU nel CIV: ecco l'intervista integrale.

27 giugno 2020 - 6:10

Ex pilota a livello internazionale, Gianluca Nannelli ora usa la sua grande esperienza per istruire nuove generazioni di piloti. È nata così la Academy che porta il suo nome, parte del progetto Scuola Federale Velocità in collaborazione con la Federazione Motociclistica Italiana. Oltre a ciò, è anche riders’ coach dei ragazzi del Team RMU nel Campionato Italiano Velocità. Si parla di tutto questo a Box18, live Facebook condotto da Fabio Nonnato. Ecco un estratto dell’intervista.

A cominciare dal fine settimana di fuoco che lo attende con la Scuola Federale by Nannelli Riders Academy. “Fra Rieti e Mugello siamo sold out” ha raccontato Gianluca Nannelli. “Avremo una valanga di bambini da fare felici, oltre a far loro imparare tante belle cose per quanto riguarda le moto.” In poco meno di tre anni si parla di circa 1700 giovanissimi (6-12 anni) da tutta Italia. Come nasce il progetto? “Quando ho smesso di correre ho cominciato a pensare a come aiutare altri piloti. Quand’ero piccolo non c’erano tecniche di avviamento, si tramandava in famiglia.”

Un progetto avviato grazie al coinvolgimento anche di altri piloti. “Con Melandri abbiamo iniziato a fare qualche evento, poi ci sono stati incontri con la FMI ed ora ci muoviamo in tutta Italia.” Non l’unica realtà di questo tipo nella nostra penisola. “Stanno nascendo altre scuole, altre associazioni. Ben venga! Come ci sono scuole per vari sport, è giusto che ce ne siano anche per il motociclismo. Sempre capendo che stiamo lavorando con dei germogli, che col tempo diventeranno piante radicate nel nostro sport.”

Impegno con giovani talenti che continua anche nella sua figura di coach per i piloti del Team RMU. “Porto il mio contributo di esperienza ad una struttura che già opera in modo fantastico. Quello che voglio trasmettere a questi ragazzi è che ci vogliono grinta e carattere per fare questo sport. La capacità di riuscire a soffrire mille volte per un giorno di gioia. I ragazzi di oggi sono più preparati tecnicamente, però tendono ad essere più svogliati. Ovviamente non tutti: in PreMoto3 per esempio abbiamo tre piloti fortissimi!”

Tante informazioni più nel dettaglio riguardo l’attività dei giovanissimi, più tutto quello che ci si aspetta nel Campionato Italiano Velocità, che scatterà davvero a breve. In apertura l’intervista integrale.

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