Giacomo Agostini: “Valentino Rossi? Godiamocelo finchè dura”

Giacomo Agostini sulla longevità di Valentino Rossi. "A me dicevano non vinci più, e ci rimanevo male"

5 febbraio 2019 - 9:07

Giacomo Agostini interviene sulla longevità di Valentino Rossi, che sta per compiere 40 anni e si prepara ad affrontare la 24° stagione nel Motomondiale. L’opinione del quindici volte iridato è pubblicata su La Gazzetta dello Sport in edicola il 5 febbraio.

Rossi è un esempio

Valentino che continua a correre e a provarci a 40 anni è un esempio per molti. Per quanto sia difficile entrare nella testa delle persone e giudicarne le scelte, la sua va ammirata: Rossi dimostra di avere ancora tanta passione, cosa non facile a vedersi in tanti settori, non solo dello sport, unitamente alla voglia di lottare e vincere. Finché sarà sostenuto da queste motivazioni fa bene ad andare avanti, perché vuol dire che se lo sente.

Mi dicevano: “Non vinci più”. Era dura

Certo, ognuno fa storia a sé: Casey Stoner ha smesso presto perché non ne poteva più pur essendo velocissimo; io ho chiuso la carriera quando iniziavo a veder morire troppi amici, anche se questa è una preoccupazione che fortunatamente si è parzialmente ridotta per i grandi progressi compiuti dalla sicurezza, ma soprattutto perché non vincevo più come ero solito fare prima. Iniziavo ad arrivare terzo, quarto e quinto e la cosa non mi piaceva. Poi i giornalisti scrivevano: «Agostini non sa più vincere» e io ci rimanevo male. Non è che ne fossi influenzato, ma mi dava fastidio perché realizzavo che non ero più quello di prima e non era ciò che ero abituato a ottenere e a cui avevo abituato tutti. Ognuno, poi, ha la propria indole e ciascuno cerca le proprie motivazioni in maniera differente: magari non riesci a vincere, ma al GP successivo riparti con la stessa convinzione di potercela fare anche se collezioni un 4° o 5° posto e così vai avanti.

La sfida lo affascina

Non credo che Valentino si preoccupi di scontrarsi e magari di essere battuto dai ragazzini, neanche quelli allevati nella sua Academy: la concorrenza è dura e agguerrita, ma non ci sarà nessuno che arriverà a pensionarlo, nemmeno i nipotini del suo vivaio. Loro rappresentano il futuro, anche Valentino sa che prima o poi prenderanno il suo posto, ma lui deciderà quando smettere da solo. Avere un mezzo competitivo che gli consenta di divertirsi può fare la differenza nelle sue scelte, mentre non credo che vorrà a tutti i costi proseguire solo per aspettare l’arrivo del fratello Luca Marini in MotoGP: Vale è pimpante, tonico, motivato e si sente ancora competitivo e convinto di esserlo, altrimenti non continuerebbe. I giovani mettono in pista il coraggio; lui il coraggio, ma soprattutto l’esperienza, il vero valore aggiunto dell’età. Vorrebbe vincere il 10° titolo e se ci riuscisse io lo inviterei ad andare avanti: perché non puntare dopo a quota 11? Solo perché il 10 è più suggestivo?

Arriverà quel giorno

Ci sarà un giorno in cui qualcuno arriverà a dire anche a Rossi «non sa più vincere», ma non bisognerà mai dimenticare quello che ha dato prima dei suoi 40 e in questa fase finale della carriera. Il suo stop è inevitabile, ma per quanto duro quel giorno non finirà certo il mondo né il motomondiale, sopravvissuto alla pensione di tanti campioni eccellenti. Gli mancheranno l’agonismo, la gloria, la passione dei tifosi, ma dovrà essere intelligente a capire che non poteva andare avanti per sempre, cosa valida in tutti gli sport. Lui non vorrà diventare un Peter Pan con i capelli bianchi o un adulto con il vestito inadeguato. È troppo intelligente: quando lo capirà si fermerà prima. A quel punto scoprirà che ci sono modi differenti per divertirsi e tante altre cose nella vita. Nulla che ti darà lo stesso sapore, almeno per me è stato così, ma qualcosa di diverso. Fino ad allora, però, godiamocelo ancora così. E ringraziamolo.

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