Giacomo Agostini, MotoGP

Giacomo Agostini: “Marc Marquez è l’unico talento di questa epoca”

Il giudizio del Mito è lapidario: "Marc è unico in questa epoca". Lorenzo: "Vederlo così fa pena"

27 ottobre 2019 - 7:41

Giacomo Agostini ha seguito il GP d’Australia dai box, ospite del proprietario del circuito. Il pilota più vincente della storia (15 titoli Mondiali, 122 GP) ha un’idea molto chiara del perchè  Marc Marquez stia dominando. “E’ l’unico talento di questa epoca“, sostiene. “Non è vero che la Honda è fatta apposta per lui”. Qui cronaca e risultati del GP

Una moto è fatta per tutti, un’azienda non fa una moto per me, per te, per lui” chiarisce il concetto Giacomo Agostini intervistato da La Gazzetta dello Sport in edicola domenica 27 ottobre “Poi la messa a punto personale fa la differenza. Solo che, con tutto il rispetto per i piloti, mancano i grandi talenti. Perché non ce ne sono mai stati tanti assieme. Lo dice la storia di ogni sport, dal calcio al tennis, dalla boxe al ciclismo. Un Eddie Merckx, un Muhammad Ali, un Maradona, un Pelé non nascono tutti i giorni. Negli ultimi tempi era nato quel ragazzo, Agostini, poi è nato Valentino Rossi, ora è nato Marquez. Certo, vorremmo tutti avere i grandi talenti assieme, anch’io a volte mi sogno di correre contro di loro, come un giorno lo sogneranno loro».

L’ultimo nato è Fabio Quartararo?

“Quartararo sta impressionando. L’importante è che non lo portino dalle stalle alle stelle e dalle stelle alle stalle. Deve essere lui bravo a scegliere le persone vicine, che non lo trattino da campione del mondo quando deve ancora dimostrarlo. Mi auguro che qualcuno lo prenda bene sottobraccio e lo porti dove merita”.

La Yamaha non se lo farà scappare.

“Sarebbero dei matti. È un ragazzo di 20 anni, tutti i team cercano la nuova stella, un’azienda investe tanto e ha bisogno del futuro. Serve il pilota giovane e quello con esperienza. Questo cambio ci deve essere”.

Rossi sta valutando di correre oltre il 2020.

“Valentino, per quello che ha vinto, può e deve decidere quando vuole lui. Se poi mi si chiede cosa farei io è un’altra cosa. Quando ho smesso di vincere tanto e dicevano che ero finito, mi sentivo umiliato. Io correvo anche per la gioia che davo ai tifosi, come gli emigranti in Belgio che mi raccontavano come il giorno dopo una mia vittoria si presentavano in miniera orgogliosi di essere italiani. Avevo le lacrime agli occhi quando ho deciso, lasciavo il mio grande amore. Una scelta dettata dai risultati, anche se ero ancora convinto di andar forte”.

E Lorenzo?

“Vederlo così mi fa pena, però per lui, e anche per la Honda, se non riescono entro fine stagione a migliorare, non so che vantaggio abbiano a continuare. Per la Honda è umiliante star lì in fondo, ma lo è pure per Lorenzo. Spero che faccia quel clic mentale per dimostrare quel che vale”.

1 commento

pmorselli.195_13807067
9:18, 27 ottobre 2019

MARQUEZ è il PELE’ della MOTOGP

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