Giuliano Maoggi

E’ scomparso Giuliano Maoggi, l’asso del MotoGiro 1956

21 aprile 2019 - 10:59

L’aspetto più triste dell’invecchiare non è solo il progressivo svilimento delle proprie capacità, c’è soprattutto il fatto di veder scomsparire intorno a noi parenti, amici e persone che ammiriamo. E’ inevitabile, anche se vorremmo che non succedesse mai. Ieri se ne è andato Giuliano Maoggi, vincitore del Motogiro d’ Italia nel 1956. Classe 1926, il prossimo 31 maggio Giuliano avrebbe compiuto così 93 anni, inizia a correre subito dopo la guerra. La sua prima moto è una Matchless 350 militare acquistata in uno dei tanti campi ARAR di surplus bellici fioriti dopo l’armistizio con la quale si miette subito in luce, costretto com’è a lottare nella classe 500 contro le più potenti Gilera e Guzzi.

FILO DI FERRO

I suoi primi successi importanti arrivano nel 1949 ai circuiti di Gorizia, Gradisca d’Isonzo e Marina di Pisa in sella ad una Gilera che un ammiratore suo concittadino gli mette a disposizione. Con la piccola MV Agusta 15 due tempi si impone invece a Siena, Livorno e San Piero a Sieve. Ancora con la Gilera nel 1950 vince a Spezia ed a Siena, lottando fino alla fine per il campionato III Categoria. In questa stagione, alla prima Milano-Taranto del dopoguerra, si impone fra le 350 con una vecchia Norton che arriva alla fine tenuta insieme con il fil di ferro, non un modo di dire ma proprio letteralmente, con il telaio rotto ed appunto risistemato alla meglio con il fil di ferro “sgraffignato” alla recinzione di un contadino. Si cimenta anche con gli scooter, vincendo con la Vespa la salita casalinga della Consuma.

EROE DEL MOTOGIRO

Passato in II Categoria nel 1951 conquista il successo ai circuiti di Montichiari e Grosseto, chiudendo terzo nel campionato. L’anno successivo conclude al secondo posto il Campionato II Categoria alle spalle di Campanelli, mettendo a segno un’altra vittoria a Gradisca. Nel 1953 Nettunia e Laverda gli affidano le loro motociclette e Giuliano si mette in luce a suon di vittorie anche nelle prove di regolarità tanto popolari in Toscana. Ottime anche come allenamento alle sfiancanti maratone stradali come la Milano-Taranto ed il Motogiro che vede la luce, nella versione patrocinata dal quotidiano Stadio, proprio in quest’anno. Al Motogiro partecipa con la poco performante Nettunia 160 due tempi, concludendo felicemente la gara. A questa sua prima presenza Maoggi è il solo pilota, assieme ad Orlando Ghiro, che può vantarsi di aver portato a termine tutte le edizioni della gara.

1956 L’ANNO DEL TRIONFO

Intanto comincia anche ad assaggiare il sidecar, vincendo alla Consuma con l’amico Romano Nuti nella ciabatta. Con il 1954 Giuliano consolida la sua fama di eccellente stradista concludendo al secondo posto il Motogiro, alle spalle di Zanzani, ed ancora al posto d’onore il Giro della Toscana, dopo che alla Milano-Taranto si era piazzati al terzo posto sul sidecar, sempre affiancato da Nuti. Passato a difendere i colori Ducati nel 1955 debutta al Motogiro con un quinto posto finale nella classe 100, poi dopo un mesetto porta alla vittoria la nuova 125 Gran Sport, la leggendaria “Marianna”, alla Milano-Taranto. Il 1956 è la stagione della sua vittoria più celebrata: primo assoluto con la Marianna 125 al Motogiro, sgominando con il gioiello di Borgo Panigale le più potenti 175. L’annata è completata dalla piazza d’onore alla Milano-Taranto.

L’EPILOGO

Nel 1957 passa alla Mondial, ma è una stagione tribolata: la tragedia delle Mille Miglia fa cancellare gran parte delle gare, in più la casa è impegnata pesantemente nel motomondiale. Gli altri impegni sono un po’ trascurati, poi a fine stagione il mai abbastanza vituperato “Patto d’astensione” che vede scomparire dalla scena sportiva Gilera, Guzzi e Mondial, dà la mazzata finale. Passato senior nel 1958 è costretto ad arrangiarsi con mezzi non all’altezza, le sue presenze si rarefanno e può vantare solo la vittoria alla Consuma 1960 con la Ducati 125.

IL RICORDO DI GIULIANO

Ma di lui ci piace ricordare non tanto i successi quanto la vivacità, la gioia che sprizzava dalla sua persona quando poteva ricordare insieme a qualcuno. Con i suoi modi genuini, la sua carriera, le grandi corse su strada, i duri allenamenti, le “creature” di Taglioni, la grande vittoria del Motogiro, con il rimpianto della coppa vinta e ceduta, su insistenza della Ducati, al Cardinale Lercaro. Nel giorno del venerdì santo la bandiera a scacchi ha sventolato per l’ultimo traguardo di Giuliano Maoggi.

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