Danilo Petrucci: dove le parole pesano di più

Jorge Lorenzo commenta piccato le parole del manager Alberto Vergani, già pubblicate in precedenza su altri siti. Da noi le parole pesano di più?

8 gennaio 2019 - 18:07

Un piccolo “caso” giornalistico investe in pieno il simpatico Danilo Petrucci. Il 15 dicembre scorso il manager del pilota ternano, viene intervistato da speedweek.com: «è vero che non ha mai vinto, ma la differenza con Lorenzo è questa: 25 milioni di euro per due stagioni. Per questo denaro ci si aspettano vittorie. Stoner ci ha vinto il titolo con questo stipendio. Danilo guadagna ancora lo stipendio di un pilota di una squadra satellite. Ma il team ufficiale è una grande opportunità per lui, i soldi arriveranno da soli. Prima aveva bisogno di una motocicletta vincente, ora ce l’ha.» Chiaro, no?

SECONDA BATTUTA– Non vinceva perché non era nelle condizioni per farlo, mentre adesso ci sono tutti gli elementi. I francesi di paddock-gp.com riprendono l’intervista a Vergani il 5 gennaio e riportano: «ho iniziato con Ivan Capelli in Formula 1, poi ho continuato nel 2005 con Carlos Checa e Marco Melandri. Danilo Petrucci è arrivato nel 2015. Il mio obiettivo, per quanto lo riguardava, era di farlo entrare in una squadra ufficiale e vederlo vincere lì.» In sintesi: io l’ho portato sino a qui per vederlo sul gradino più alto del podio.

TERZA BATTUTA – Corsedimoto ha ripreso la notizia in terza battuta: (leggi qui): Petrux nel 2019 avrà una moto vincente, quindi deve vincere. Chiaro, il nostro è stato solo un titolo, che però sintetizza bene il pensiero di tutti: nelle squadre ufficiali ci si gioca la permanenza a suon di vittorie o di ottimi risultati, mica sulla speranza di far bene. A far diventare un caso le parole di Vergani è stato un piccato tweet di Jorge Lorenzo (leggi qui): “Beh, in realtà ha ragione il suo manager, se ignoriamo i 5 titoli, le 68 vittorie e i 146 podi non ci sono differenze”. Lo spagnolo non aveva notato la stessa intervista già pubblicata da altri, però ha commentato l’articolo di Corsedimoto.com segnalato  da un nostro lettore. Quindi nessun fraitendimento, nessuna “invenzione”, nessuna smentita. La morale della storia è semplice, se le riporta Corsedimoto.com le stesse identiche parole già citate da altri, fanno fibrillare il web.

LEONI -Il nome Danilo deriva da una contrazione dell’ebraico antico Daniy’elhoim, che tradotto significa più o meno “colui che viene giudicato da Dio”. Quindi non certo dagli uomini, siano giornalisti oppure manager, ma solo dalla divinità cronometro.L’etimologia del nome secondo l’interpretazione più diffusa nella letteratura rabbinica riporta a una persona di carattere aperto e molto sincero, con attitudine coraggiosa, audace e avventurosa che non teme di affrontare i pericoli e di mettersi spesso alla prova. Nella tradizione dell’ebraismo inoltre il Profeta Daniy’el dapprima entrò nelle grazie del sovrano babilonese Nabucodosonor, e per questo dai nemici del re fu gettato in pasto ai leoni riuscendo a uscirne vivo e illeso. Se è vero che nomen omen, Danilo Petrucci nel 2019 saprà dimostrarsi all’altezza della sfida che lo attende: dimostrare di essere pronto per la vittoria ed evitare il confronto con Jorge Lorenzo.

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