MotoGP, il dottor Angel Charte

Angel Charte, medico MotoGP: “Spagna situazione preoccupante”

Angel Charte, medico della MotoGP, descrive l'emergenza Coronavirus in Spagna: "Mai vista una situazione così virulenta".

25 marzo 2020 - 11:29

Il dottor Angel Charte dovrebbe essere in giro per il mondo al fianco dei piloti MotoGP. L’emergenza Coronavirus, invece, lo costringe ad aiutare i medici dell’ospedale Quiron Dexeus di Barcellona a salvare vite umane. “La situazione è molto preoccupante – ha ammesso a ‘Marca’ -. Gli ospedali sono crollati tra le persone che si sono dimostrate positive e i casi sospetti. C’è una parte della popolazione, con più di 80 anni, che soffre di più, ma colpisce tutti“. I consigli sono quelli ormai noti in tutto il mondo. Chiedere aiuto alle strutture sanitarie solo in caso di febbre alta, respiro corto e tosse secca. “Ma, soprattutto, non uscire è l’unico modo per fermare il virus“.

Il mondo del paddock MotoGP ha perso il papà di Oscar Haro, tecnico LCR Honda, in questi giorni su tutti i media spagnoli a raccontare la triste storia. Morto per mancanza di respiratori, per colpa di scelte prese troppo tardi. Come concedere il permesso della marcia dell’8 marzo, a causa della quale si sarebbero contagiati i suoi genitori. Medici e sanitari lavorano in precarie condizioni, spesso con guanti e mascherine improvvisate. “Siamo tutti travolti ed estremamente preoccupati – ha aggiunto il medico della Clinica Mobile -. Chi dice che è uno scherzo non sa di cosa parla. Si tratta di una malattia importante. I numeri parlano chiaro“. Il dottor Charte ha vissuto di tutto in MotoGP nella sua lunga carriera, ma nulla di simile a questo virus. “Non ho mai visto una situazione così virulenta come questa ed esercito dal 1979. Questi non sono segnali di avvertimento, è la realtà“.

L’EPIDEMIA DI CORONAVIRUS IN SPAGNA

I numeri in Spagna sono davvero preoccupanti. Le persone ufficialmente infette sono oltre 42mila, la quota dei decessi sfiora quota 3.000, 514 nella giornata di ieri. Il palazzo del ghiaccio di Madrid viene trasformato in un obitorio per le vittime del Coronavirus. Situazione difficile anche in Catalogna sebbene sia Madrid il grande epicentro dell’epidemia in Spagna. L’accelerazione che sta vivendo la Catalogna è confermata da altri indicatori, come il numero di ricoveri in terapia intensiva o persone ricoverate in ospedale. Questi dati sono considerati dagli esperti ancora più affidabili per seguire l’evoluzione dell’epidemia rispetto al registro delle nuove infezioni, che soffre di sottostima a causa dell’incapacità del sistema di testare tutti i casi sospetti.

L’accelerazione del numero di casi rilevati in Catalogna è particolarmente esplosiva“, afferma José María Martín Moreno, professore di Medicina e sanità pubblica all’Università di Valencia. Questo specialista considera prevedibile l’impatto dell’epidemia in Catalogna visti i legami tra questa comunità e il nord Italia. “Barcellona è una destinazione molto apprezzata da molti italiani“, riporta El País. Sabato scorso Madrid aveva 7.388 persone ricoverate in ospedale e la Catalogna 1.681, un rapporto di 4,4 a 1. Lunedì, con 10.433 e 3.599 ricoverati in ospedale, questo rapporto era sceso a 2,9 a 1.

Servono mascherine e indumenti protettivi adeguati. Fernando Simón, coordinatore di emergenza del Ministero della Salute, ha spiegato che ci sono quasi 5.400 operatori sanitari infetti, il 13,6% del totale. “In Spagna dal primo momento abbiamo avuto due o tre focolai nosocomiali che hanno avuto un impatto sull’infezione del personale sanitario. In alcuni punti ci sono difficoltà nell’accesso al materiale di protezione. Non esiste una facile disponibilità globale di queste apparecchiature, ma si sta lavorando per risolverlo“. Gli infermieri dell’ospedale di Getafe si stanno attrezzando con impermeabili e buste di plastica.

Commenta per primo

POTRESTI ESSERTI PERSO:

Coronavirus in Italia

Coronavirus Italia, bollettino 8 aprile: 552 morti, 1.195 nuovi contagi

corsedimoto, web

I siti web più letti a marzo: per Corsedimoto 2,16 milioni di accessi

MotoGP, Marc Marquez

MotoGP, Marc Marquez: “Alex vince alla Play, ma conta l’asfalto”