Coronavirus, Iata

Coronavirus: I confini chiusi a lungo ucciderebbero l’aviazione mondiale

La MotoGP teme che nel 2020 i confini delle nazioni resteranno blindati. Significherebbe la fine dell'aviazione mondiale: le compagnie aeree, a terra, sono già allo stremo

8 aprile 2020 - 9:20

Carmelo Ezpeleta teme che i confini resteranno chiusi a lungo, impedendo la disputa della MotoGP 2020. Ma sul tavolo ci sono problematiche ancora più serie del destino di un campionato motociclistico, seppure importante. Impedire la libertà di movimento delle persone tra un Paese e l’altro avrebbe conseguenze catastrofiche per tanti settori economici. L’ultimo grido ad alzarsi è stato quello della Iata (International Air Transport Association), l’organo internazionale con sede a Montreal (Canada) che rappresenta gli interessi delle compagnie di volo mondiali. “L’impatto del Covid-19 sul business è devastante” ha commentato il presidente Alexandre De Juanic. “ La sofferenza economica sarà condivisa da 25 milioni di persone che lavorano in settori che dipendono dall’aviazione. Le compagnie devono essere attività in salute per poter guidare la ripresa una volta che la pandemia sarà contenuta”. De Juanic ha invocato l’intervento dei governi per il salvataggio delle compagnie aeree.

AEREI A TERRA

In questo momento le compagnie europee hanno la flotta quasi completamente a terra. Il blocco dura da settimane, una cosa mai vista neanche dopo gli attentati dell’11 settembre 2001. In quella circostanza lo spazio aereo americano venne riaperto dopo due settimane e in breve il traffico mondiale riprese, con misure di sicurezza aumentate. Fu un blocco breve, ma non indolore: diverse compagnie, fra cui la Swissair, che già erano in crisi, dovettero chiudere i battenti. Immaginate quale sia la situazione attuale. Tenere ferma una flotta è un costo esorbitante: spese di parcheggio, manutenzione (particolarmente impegnativa quando gli aerei non volano…), biglietti da rimborsare e personale da pagare comunque.

UNICO AIUTO? RIPARTIRE

Anche compagnie con le spalle solidissime, come la tedesca Lufthansa, rischiano di andare incontro ad una crisi senza ritorno. Nessun governo sarà in grado di tenere in piedi un business così costoso come quello delle compagnie aeree, soprattutto in questo orizzonte di crisi globale. E’ anche scontato, come ha sottolineato Iata, che non ci potrà essere nessuna “ripresa” dell’economia se il sistema di trasporto globale collassa. L’unico “aiuto” che le autorità possono dare, in questo momento, è limitare al massimo la durata delle misure di contenimento, trovando altre soluzioni per ridurre il contagio.  Significa riaprire tutto, prima possibile. Carmelo Ezpleta ovviamente pensa al suo business, cioè la MotoGP. Ma stiamo parlando di una goccia nel mare di fronte ai giganteschi problemi che l’economia mondiale si troverà a fronteggiare se l’emergenza non viene contenuta e il ciclo degli affari, in qualche modo, non viene tenuto in vita. La libertà di movimento, di persone e merci,  è il fondamento dell’economia globalizzata. Quindi, in queste settimane, c’è in ballo molto di più del destino di qualche GP di moto…

1 commento

fabu
12:57, 8 aprile 2020

io mi chiedo come sia possibile che un solo mese di stop metta in ginocchio aziende con centinaia di milioni di fatturato. che sia perché fossero già fallimentari da anni e mantenute coi soldi dei contribuenti? Alitalia, tanto per non fare nomi. come si dice, non tutti i mali vengono per nuocere.

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