Jonathan Rea, Caso Imola

Caso Imola: Omologazione e prescrizioni FIM, era tutto in regola

Perchè a Imola la Superbike non ha gareggiato? Per la Federazione Internazionale il circuito va bene così, anche se piove. Ecco cosa dice il regolamento

13 maggio 2019 - 10:06

La cancellazione di gara 2 del Mondiale Superbike a Imola innesca una serie di problematiche sportive, strategiche e politiche. Partiamo da tre  premesse: il circuito è regolarmente omologato e nei giorni precedenti il round iridato c’era stata un’ispezione del delegato della Federazione Motociclistica Internazionale. Aveva verificato che tutto era in ordine e aveva dato il via libera all’evento. Due: alle 14:00, cioè l’orario ufficiale di partenza, pioveva molto forte e le condizioni di praticabilità erano al limite. Alle 15:15, cioè dopo i due giri di verifica chiesti dalla direzione gara, la pioggia era quasi cessata e la pista sembrava agibile,  per una normale gara sul bagnato. Nel 2005, quando gara 2 venne ugualmente cancellata, si verificò un autentico diluvio. Le due situazioni non sono paragonabili. Tre: Imola ha un altro anno di contratto con il Mondiale Superbike. Migliaia di appassionati se lo stanno chiedendo: se a maggio 2020 piove di nuovo, che succederà?

COME FUNZIONANO LE OMOLOGAZIONI

In materia di circuiti la FIM ha scritto un apposito regolamento che consta di 15 articoli ed è lungo ben 99 pagine. Ci sono sei tipi di licenze, rilasciate dagli ispettori FIM in base alle caratteristiche del tracciato. I circuiti con licenza A possono ospitare qualsiasi evento, dalla MotoGP in giù;  B: tutti gli eventi, eccetto la MotoGP; C: tutti gli eventi, eccetto MotoGP e WSBK; D: solo Moto3 e MotoE; E: solo MotoE; F: solo i sidecar. Imola ha una licenza di tipo B. Ogni circuito, per ottenere l’omologazione internazionale, deve disporre anche di quella nazionale. Quindi Imola ha passato regolarmente anche l’esame degli omologatori della Federazione Italia: il 29-30 giugno ospiterà il CIV, la massima espressione della velocità tricolore. Anche se piove…

LE PRESCRIZIONI

Nelle 99 pagine la FIM ha indicato tutte, ma proprio tutte, le caratteristiche che un impianto deve avere per ospitare gare di un determinato livello. Al comma 4.4 sono puntigliosamente descritte tutte le specifiche del sistema di drenaggio (scarico di acqua, fognature, e tutto il resto). Al 4.5 si parla di rettilinei: “Nei tratti di dritto la pista deve avere un’inclinazione sufficiente per fare in modo che l’acqua si scarichi sui lati”. Alvaro Bautista, uno dei più tenaci oppositori alla partenza, ha detto che la “Ducati nei test sul bagnato perdeva aderenza sul rettilineo“. Ma per i commissari FIM i rettilinei di Imola sono perfettamente a norma.

E LE PROTEZIONI?

Un altro dei piloti più tenacemente contrari a correre è stato Marco Melandri. “A Imola il problema non è la pioggia, sono i muri”. Ma se è vero, com’è stato possibile omologarlo? Nel comma 4.10 la stessa FIM elenca tutta una serie di protezioni indicate (e omologate a loro volta…) per aumentare la sicurezza nei punti dove le barriere sono più vicine. Anche sotto questo aspetto la FIM non ha avuto nulla da eccepire, limitandosi soltanto ad imporre al circuito la dotazione di air fence supplementari in alcune zone.

IL FUTURO

Il pubblico sapeva da giorni che la domenica a Imola sarebbe stato bruttissimo, ma 22.861 persone (fonte Dorna) hanno comunque acquistato il biglietto (prezzo minimo: 50€) per assistere ad una gara che non c’è stata. Con 72.113 paganti è stata più o meno pareggiata l’affluenza 2018, nonostante la pioggia. Imola lo scorso anno è stato il terzo evento del Mondiale in termini di pubblico, dopo Argentina e Thailandia. Quest’anno Buriram ha subìto un calo, quindi Imola “rischia” di diventare il secondo evento. E siccome oltre metà team e quasi tutti gli sponsor sono italiani, è facile intuire quale sia l’importanza strategica di questo round in termini economici.

 

4 commenti

Ringhietto
14:36, 13 maggio 2019

Sono curioso di capire se le verifiche le fanno solo su carta o anche in pratica.
Sulla carta un muretto a x metri può non essere un problema nella realtà e sul bagnato un’altro.
Alcuni piloti poi hanno detto che non avrebbero corso per lo spry sollevato dalle moto davanti…ci siamo dimenticati di incidenti mortali causati da pioggia e scarsa visibilità??

    Paolo Gozzi
    14:46, 13 maggio 2019

    Ciao,
    le verifiche vengono fatte tramite ispezioni periodiche, per cui sul posto. Nel caso specifico di Imola la verifica del commissario FIM c’è stata pochi giorni prima della gara. Non so se la verifica sia stata fatta quando era asciutta o pioveva, ma in ogni caso gli ispettori FIM usano programmi e calcoli per simulare tutte le condizioni di esercizio. Anche a Laguna Seca ci sono i muri, dovunque. Il discorso sullo “spray” l’ho sentito anch’io, ma non ho capito il senso: ogni volta che corrono con la pioggia, su qualunque circuito, il primo vede (più o meno bene…) e gli altri dietro non vedono niente. E’ di tutta evidenza che quando piove i rischi sono moltiplicati. Per cui: non si corre più se piove, in nessun circuito e in nessuna categoria? Potrebbe anche essere ragionevole, basta essere chiari.

      Ringhietto
      15:54, 13 maggio 2019

      La ringrazio per il tempo che mi ha dedicato e la risposta esaustiva

fabu
10:41, 13 maggio 2019

mi piacerebbe sapere le caratteristiche che la licenza di tipo A deve avere in più rispetto alla B.

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