Social, processo penale

Basta offese sui social, “MisterHelmet Magazine” a processo 

Un blogger romano molto attivo sui social è a processo per "diffamazione a mezzo di larga pubblicità" con l'aggravante della continuazione del reato

2 agosto 2021 - 10:22
di Federica Gualdani

G.R, anni 49, titolare della pagina Facebook “MisterHelmet Magazine, è sotto processo per rispondere del reato penale di diffamazione a “mezzo di larga pubblicità”. Nel rinvio a giudizio si legge che  “con più condotte esecutive di un medesimo disegno criminoso attraverso la pagina Facebook <Misterhelmet Magazine> ledeva la reputazione attraverso la pubblicazione di post offensivi volti a screditare la veridicità delle notizie nonché la buona fede dei relativi autori”. L’accusa ha rilevato anche l’aggravante della continuazione del reato.

Critica si, offese no

La notizia è stata anticipata da MattiaPascal, contenitore di critica letteraria e informazione, che già in precedenza aveva pubblicato articoli di condanna sul pesante clima che ormai aleggia sui social.  “Leone da tastiera”, cioè chi prende di mira gli altri al solo scopo di ferire, è purtroppo diventata una figura comune in questi tempi. Da più parti si invoca una regolamentazione più severa che dissuada dall’uso sconsiderato delle piattaforme di socialità. Nel frattempo, Procure della Repubblica e Tribunali di tutta Italia fanno calare la scure.

Nel caso specifico, sotto processo c’è una particolare attività editoriale che fa perno sull’offesa, il dileggio e lo screditamento di testate di alto prestigio e dei professionisti che ci lavorano. Secondo l’accusa questo modello editoriale è un “disegno criminoso”: cioè criticare va bene, offendere è reato. Bisogna  ricordare che nel diritto penale l’accusa è  l’organo dello Stato che valuta il profilo di reato di una determinata azione. Persone e testate offese, se vogliono, possono costituirsi in parte civile nel processo.

Un processo da seguire

L’imputato è innocente fino a condanna definitiva. Ma nei casi di  diffamazione a mezzo social le offese sono provate per via documentale dagli screenshot dei post offensivi. Questo processo  segnerà un punto di svolta, e non mancheremo di seguirlo tappa dopo tappa. Aspettando la sentenza, speriamo che i toni sui social diventino più civili. Non dimentichiamo il caso di Maverick Vinales, top rider della MotoGP che è stato costretto a scappare da Twitter per non dover sopportare sequele di insulti da parte di chissà chi.

2 commenti

Macx
8:04, 3 agosto 2021

Personaggio molto saccente e divisivo,fà leva sugli odiatori per raccattare consensi. Il giorno che Rossi smette sparisce

Mattia B.
13:17, 2 agosto 2021

Ottima notizia,in certi casi i commenti sulla rete hanno raggiunto livelli di indecenza inaccettabile, ogni tanto è giusto riportare la gente con i piedi per terra.
Ricordo come Naska l’anno scorso aveva liquidato gli attacchi di questo individuo con estrema eleganza. La cosa triste è che molti piloti, anche famosi, reggevano il gioco di questo personaggio.

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