Suzuki GSX-R 1000, aria di ritorno in Superbike

Suzuki GSX-R 1000, aria di ritorno in Superbike

A Colonia la Casa giapponese presenta la versione di serie della sportiva stradale, con tecnologie derivate dalla MotoGP. Primo passo verso un ritorno alle derivate di serie?

La sesta generazione della più sportiva tra le Suzuki si rinnova completamente con le versioni GSX-R1000 e l’ancora più evoluta GSX-R1000R, e adotta tecnologie derivate direttamente dalla MotoGP. Il nuovo motore quattro cilindri in linea da 998,8 cc ha una potenza massima di 202 CV a 13.200 giri/min e una coppia di 117,6 Nm a 10.800 giri/min, per 202 kg di peso. Come nella MotoGP anche la nuova GSX-R1000 impiega un sistema di fasatura variabile unico nel suo genere (SR-VVT), in quanto al contrario delle soluzioni proposte dagli avversari, è semplice, compatto e leggero.  Il sistema è integrato nella ruota dentata della camma di aspirazione, che presenta delle scanalature nella quale, sfruttando la forza centrifuga, 12 sfere di acciaio modificano la fasatura scorrendo in scanalature oblique. In questo modo si è in grado di variare con continuità l’alzata delle valvole, consentendo al motore di guadagnare spinta agli alti regimi senza perdere nulla in fase di utilizzo ai bassi e medi. La progressione graduale della potenza e la spinta continua ad ogni regime sono garantite dalla sinergia del SR-VVT con il doppio iniettore verticale (S-TFI – Top Feed Injectors) e la parzializzazione dello scarico a tre valvole (SET-A – Exhaust Tuning Alpha), sistema denominato SuzukiBroad Power System, spostando così la zona rossa a 14.500 giri/min. L’utilizzo dei bilancieri a dito (Finger Follower), più leggeri di 6 gr rispetto a quelli convenzionali a bicchierino (10 gr contro 16 gr), consente di ridurre l’entità delle masse in moto alterno, rispetto a quanto sarebbe possibile ottenere impiegando punterie a bicchiere. Riduce inoltre le sollecitazioni della valvola la quale riceve così solo la forza lungo il suo asse di scorrimento.

Il telaio è stato ridisegnato: ora ha una dimensione ridotta e la sua massa è diminuita del 10%. Inoltre si è riusciti ad ottenere una maggiore maneggevolezza grazie alle riviste e ridotte dimensioni del motore: più corto (avendo ridotto l’inclinazione dei cilindri che passa da 32° a 26°); più stretto, nonostante l’aumento dell’alesaggio dei cilindri a 76 mm, grazie alla rivisitazione del circuito di lubrificazione dell’olio nel carter. Le ridotte dimensioni del motore hanno quindi permesso di sviluppare un telaio più compatto nella zona serbatoio, per una maggiore guidabilità della moto.

A livello ciclistico si è ridotta la distanza tra il perno ruota anteriore e il perno del forcellone di 20 mm che ha così permesso di aumentare di 25 mm la distanza che va dal perno motore all’asse della ruota posteriore (a tutto vantaggio della trazione). L’equipaggiamento prevede pinze radiali Brembo accoppiate a dischi da 320 mm di diametro, al posto dei 310 mm della versione precedente, che utilizzano un sistema misto di accoppiamento tra fascia e campana, costituito da 5 nottolini tradizionali e 5 T-Drive. Questo ha permesso di migliorare le performance in frenata con una minore rumorosità. La GSX-R1000 dispone della piattaforma inerziale IMU che monitora i movimenti della moto sulle 6 direzioni dei 3 assi principali, inviando gli input alla centralina elettronica a doppio processore a 32 Bit ogni 4 millisecondi; del Traction Control regolabile su 10 livelli di intervento e Low RPM Assist per controllare il regime motore al minimo e ai regimi più bassi. Il Suzuki Easy Start System consente inoltre l’avviamento con un solo impulso anziché dover mantenere premuto il pulsante.

La versione R ha una dotazione più ricca dove spiccano il Launch Control che elimina il rischio di impennata durante le partenze più veloci, il cambio Quick Shift funzionate anche in scalata, le sospensioni Showa Balance Free e la piastra superiore della forcella alleggerita. Completano il quadro una batteria ultraleggera e le luci di posizione a LED.

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