Superbike: lettera di James Toseland a tifosi e appassionati

Superbike: lettera di James Toseland a tifosi e appassionati

JT52 spiega le motivazioni del ritiro immediato dalle corse

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La decisione (obbligata) di James Toseland di appendere il casco al chiodo ha sorpreso un pò tutti, lasciando un grande vuoto nel paddock Superbike dove, tralasciando la parentesi in MotoGP del biennio 2008-2009, è sempre stato tra i piloti più apprezzati e “inseguiti” per un autografo. Dopo aver comunicato alla stampa la (sofferta) decisione di ritirarsi dalle corse con effetto immediato, JT52 ha scritto questa lettera indirizzata ai propri tifosi, ma più in generale a tutti gli appassionati del Mondiale Superbike, pubblicata sul sito internet ufficiale www.jamestoseland.com “Era mia intenzione scrivere a tutti voi una lettera per spiegare le ragioni che mi hanno costretto a questo pensionamento anticipato, cogliendo questa opportunità per ringraziarvi per l’affetto e supporto mostrato nell’arco della mia carriera. Come sapete sono caduto in un test in Spagna al Motorland Aragon ad inizio 2011, infortunandomi al polso destro. Dopo la prima visita lo specialista mi ha avvertito: le condizioni del polso sarebbero state un rischio per la mia carriera, ma eravamo tutti impegnati a fare il possibile per continuare a correre. Dopo aver faticato nelle ultime gare ed esser volato a terra nella seconda manche al Nurburgring sotto la pioggia, sono tornato dal mio specialista, Mike Hayton, per una visita di controllo: purtroppo la diagnosi era la peggiore possibile. In poche parole non posso muovere il polso per correre al meglio: nessuna operazione o terapia poteva risolvere questo problema. Non ho avuto altra scelta se non appendere il casco al chiodo, pensare alla mia salute e alla sicurezza degli altri piloti in pista. Consapevole che non sarò mai più in piena forma per correre ad alti livelli, sarebbe stato ingiusto occupare un posto in Superbike rispetto ad un pilota in forma magari giovane e di talento che senza dubbio può far meglio di me. Senza dubbio per me è stata una decisione, e tutto sommato una stagione, davvero difficile. Vi assicuro che è ancora più difficile per me seguire i consigli dello specialista e ammettere di esser stato sconfitto, ma è la scelta giusta da prendere in questo momento. Ho fatto di tutto per continuare a correre, ma il polso non guarirà mai completamente. Non mi resta che ringraziare tutti voi, mi avete sempre sostenuto nei momenti migliori e peggiori della mia carriera: è stato in questi anni come avere una seconda famiglia“. Servizio Fotografico: Diego De Col

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