Superbike: l’analisi del round di Donington Park

Superbike: l’analisi del round di Donington Park

Checa e Melandri protagonisti, Biaggi costretto ad inseguire

Il round Superbike di Donington Park, da poco concluso, può essere considerato uno di quelli destinati a cambiare gli equilibri in gioco del mondiale Superbike. Nonostante questa sia stata soltanto la seconda tappa stagionale, ha prodotto effetti importanti ma soprattutto ha portato ad eventi difficili da prevedere, che avranno inevitabilmente conseguenze più o meno importanti per il prosieguo della stagione. Ma partiamo con ordine: il vincitore di questo round, punti alla mano, è Marco Melandri. Il centauro del team Yamaha World Superbike infatti, grazie alla vittoria di gara 1 ed il secondo posto nella successiva, ha ottenuto i migliori piazzamenti di questo fine settimana inglese, che gli hanno permesso di salire al secondo posto della classifica piloti. Se già l’aspetto statistico è più che importante, sotto il lato motivazionale le ragioni per cui essere contenti, per il pilota di Ravenna, sono molteplici. Dopo il buon inizio con podio a Phillip Island, il #33 ha ottenuto la prima vittoria nel mondiale Superbike, alla sua terza gara assoluta. L’ex pilota MotoGP sembra inoltre aver già fatto sua la YZF-R1, padroneggiata in modo esemplare in ogni punto del tracciato del Derbyshire, una moto che sotto il suo comando appare una lontana parente rispetto a quella che tanti grattacapi ha creato nella scorsa stagione a Cal Crutchlow e, soprattutto, al due volte iridato della competizione James Toseland. Per Melandri, in questo fine settimana d’oltre Manica, non è parso un grande problema il partire dalla nona posizione di partenza anzi questa condizione, determinata principalmente dalla ormai più che famosa “incomprensione” con Max Biaggi, sembra gli abbia dato quella spinta positiva in più per dimostrare a tutti le sue ambizioni da titolo per questa stagione. Parlando di lotta per il campionato, il round di Donington Park ha riconfermato Carlos Checa come massimo pretendente al successo finale. L’alfiere del team Ducati Althea Racing, grazie alla vittoria in gara 2 ed al terzo posto nella precedente (quest’ultimo risultato conseguito nonostante un pessimo scatto al via della manche), mantiene la prima posizione in classifica con 91 punti all’attivo, ben 19 in più di Melandri, suo primo inseguitore. Le tre vittorie in quattro manche disputate, l’essere andato sempre a podio finora e la pole rimediata nella giornata di sabato scorso, rappresentano un ruolino di marcia invidiabile per chiunque. Giusto per fare un confronto col passato, l’ultimo pilota in ordine di tempo ad essere riuscito a totalizzare ben 91 punti dopo due round stagionali Superbike è stato Troy Corser nel 2005, anno del titolo per l’allora pilota Suzuki Alstare (nello scorso decennio, soltanto due sono riusciti a far meglio e a concludere le prime due tappe a punteggio pieno, Troy Bayliss nel 2002 e Neil Hodgson nella stagione successiva, entrambi in sella ad una Ducati). Ritornando in tema “incomprensioni”, nessuno avrebbe potuto mai prevedere un fine settimana tanto negativo per il detentore del titolo Superbike Max Biaggi. Il “Corsaro” è stato protagonista suo malgrado di diversi episodi che ne hanno condizionato pesantemente le prestazioni sia in prova che in gara e che hanno funzionato da “effetto moltiplicatore” delle difficoltà incontrate dal pilota romano a partire dalla giornata di sabato, quando cioè è avvenuto un repentino abbassamento di temperatura che ha reso difficile la guida del cinque volte campione del mondo. Non bastasse questo, il centauro romano è apparso, in questa tappa inglese, in difficoltà sotto il profilo psicologico ed è stato protagonista di diversi errori/distrazioni (quelli di sabato in Superpole, più diverbio con Melandri in pit-lane) dai quali non è stato in grado di reagire, e che hanno portato inevitabilmente ad altre défaillance nella giornata di gara (prima manche sottotono, ritiro forzato nella seconda a causa della non osservanza dell’obbligo di ride through, assegnatogli per partenza anticipata). Questa prestazione del pilota Aprilia Alitalia, in termini di risultati, è in totale contrasto rispetto ciò a cui aveva abituato gli appassionati del mondiale Superbike ed i suoi tifosi nel recente passato, fatto di vittorie perentorie ed esente da errori: l’ultimo “zero” rimediato da Biaggi infatti risale alla stagione 2009, ottenuto, per coincidenza, proprio nella seconda manche del round di Donington Park (conclusa al ventunesimo posto dopo una scivolata al “Melbourne Hairpin”). La prossima tappa in programma ad Assen rappresenta l’occasione ideale del “Corsaro” per potersi rifare, visto anche che restano da disputare ancora ben undici eventi, per un totale di ventidue gare. Nonostante i 42 punti di distanza dalla vetta infatti, Max Biaggi resta comunque uno degli indiscussi pretendenti al titolo finale. Non è stato un fine settimana facile per i piloti britannici, che a Donington Park hanno giocato in casa, nonostante le note positive per due di questi. I due Leon del mondiale Superbike, Leon Haslam e Camier, sono stati infatti protagonisti di buonissime prestazioni e, per motivi differenti, hanno di che essere felici dei risultati ottenuti. Il vice-campione del mondo in carica ha ottenuto due quarti posti in sella alla S1000RR del team ufficiale BMW Motorrad Motorsport, sfiorando il terzo in gara 1 e compiendo una bella rimonta nella successiva, dopo un’uscita di pista che gli ha tolto la possibilità di lottare per il podio. “Pocket Rocket” ha dimostrato di essere sul pezzo, mostrando ancora una volta tutta la grinta e la volontà di far bene che lo contraddistinguono. Per Leon Camier invece è arrivato il primo podio della stagione, conquistato con ampio merito  in gara 2, frutto di una corsa affrontata a viso aperto nella quale ha creato più di una difficoltà agli avversari, Melandri in primis. L’alto pilota del Kent ha dimostrato con questa prova, dopo i malanni di Phillip Island, il motivo per il quale corre per il team ufficiale Aprilia Alitalia. Per quanto riguarda gli altri piloti del Regno Unito (ad esclusione di James Toseland, assente causa infortunio), il round di Donington Park non ha certo regalato soddisfazioni. Chi ha da recriminarsi qualcosa è sicuramente Tom Sykes, alfiere del team Kawasaki ufficiale, il quale ha gettato alle ortiche un possibile podio in gara 1 a causa di una scivolata alla “Fogarty Esses”, dopo una prestazione maiuscola. Per Jonathan Rea invece, sono arrivati un quinto e sesto posto, che sicuramente non soddisfano il pilota Castrol Honda. “Johnny” ha però mostrato in gara un buon livello di competitività, soprattutto se messo a confronto con le sessioni di prova (l’ottava posizione in griglia di partenza non ha certo aiutato). Dopo tanta attesa, si è rivisto al vertice Jakub Smrz (Ducati Effenbert Liberty Racing), capace di ottenere una straordinaria seconda posizione in gara 1, dopo una seconda parte di corsa spesa in testa ma conclusa con gomme finite. Il pilota della Repubblica Ceca è riuscito così finalmente a capitalizzare in gara ciò che di buono ha spesso mostrato in prova, almeno per una manche: il prossimo obiettivo sarà quello di rendere al meglio in entrambe. Buone notizie anche per il secondo pilota ufficiale Kawasaki Joan Lascorz, autore di una quinta posizione in gara 2 e apparso decisamente veloce in sella alla nuova ZX-10R. Valerio Piccini Servizio Fotografico Diego De Col

0 commenti

Commenta per primo!

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy