Superbike: intervista a Marco Melandri

Superbike: intervista a Marco Melandri

La stagione 2011, i primi test con la BMW per l’anno nuovo

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Una nuova avventura. L’approdo di Marco Melandri al Team BMW Motorrad Motorsport rappresenta una nuova sfida per il 29enne pilota di Ravenna, dopo la stagione di esordio in World Superbike con Yamaha ed il ritiro di quest’ultima dalla competizione al termine della stagione 2011. Una moto difficile la S1000RR, dalle grandi potenzialità ancora non espresse nelle tre stagioni fino ad ora disputate. Melandri sa che il lavoro da fare è tanto e non si aspetta che i successi arrivino da subito con costanza e per questo motivo preferisce non puntare troppo in alto, perlomeno non prima di aver testato in profondità il livello della quattro cilindri tedesca. Dopo una prima stagione di alto livello, dopo la tragica scomparsa di Marco Simoncelli (suo compagno di squadra nel 2010 nel Team Gresini), Marco è pronto a riprendere il percorso verso la vetta del Mondiale Superbike. Come ti senti all’inizio di questa nuova ed ennesima avventura?  “Molto bene! Ad agosto, dopo l’annuncio del ritiro di Yamaha, ero molto deluso e avvilito, poi nel problema ho scoperto un’ulteriore opportunità.” Nel test di Portimao hai provato la S1000RR versione 2011 (quella di Haslam) e la versione 2012. Quali sono le analogie/differenze e su cosa pensi bisogna lavorare e puntare per migliorare il livello della moto per il prossimo anno? “Di fatto è stato solo un assaggio, non avevo ancora una posizione del tutto confortevole in sella e ho fatto solo una trentina di giri in totale. Inizieremo a lavorare a Jerez con test comparativi ed a capire i punti forti e deboli del nostro pacchetto.” Non sei apparso completamente soddisfatto del livello della moto. Cosa non ti convince? “Non ho mai detto questo, siamo coscienti che non saremo pronti per vincere subito e che, se dovessimo provare a farlo rischieremmo soltanto di far confusione, quindi sia io che la squadra vogliamo fare un passo alla volta.” Prossimi test in programma? “Proveremo a Jerez il 23-24-25 novembre, da soli, poi dovremo trovarci con altri team Superbike a Portimao il 28-29-30 novembre, lì inizieremo a valutare il nostro livello.” Cosa pensi del nuovo regolamento che vieta i test dal 1° dicembre al 15 gennaio? Pensi che vi limiterà molto? “Credo sia un bene, potremo analizzare bene i dati e decidere le priorità sulle quali lavorare, dopodiché staccheremo un po’ la spina. Questo è fondamentale per poter ripartire ancora più motivati.” Riguardo allo staff tecnico per il prossimo anno, ci sarà Galbusera? “Si Silvano sarà con me ed anche Andrea (Dosoli), cosi come altri componenti importanti di quello che era il team Yamaha. Avremo quindi uomini di esperienza, ma dovremo anche guadagnarci la fiducia di BMW Germania e lavorare tutti nella stessa direzione.” So che è un argomento che ti tocca nel profondo, ma ti abbiamo visto, ovviamente e comprensibilmente, molto sconvolto dalla morte di Marco Simoncelli. Hai voluto dare il tuo contributo differente alla sua persona, andando a rendergli omaggio assieme alla gente comune presso la camera ardente. Qual è stato il motivo che ti ha portato a tale decisione? “In primis, a mio parere, abbiamo perso un ragazzo, poi anche un pilota di gran talento. Ora è facile rendergli omaggio in tanti modi, ma sarà importante quello che si porterà dentro come suo ricordo e far sentire alla famiglia in futuro che si è ancora presenti concretamente. Di fatto mi sembra ancora difficile credere che cosi un ragazzo così giovane, per uno stupido errore, l’abbia pagata cosi cara.” Valerio Piccini Servizio Fotografico Diego De Col

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