Superbike: intervista a Jonathan Rea

Superbike: intervista a Jonathan Rea

Il pilota del team Castrol Honda ottimista per il 2012

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Nonostante una stagione avara di soddisfazioni e falcidiata dagli infortuni, Jonathan Rea (Castrol Honda) è forse uno dei piloti che guarda con maggior entusiasmo al 2012. Il pilota di Ballymena infatti, grazie al pieno recupero seguito al brutto infortunio di Misano (oltre a quello subito nei test di Phillip Island poco prima del debutto stagionale) e all’adozione del sistema elettronico ride-by-wire sulla CBR 1000RR preparata da Ten Kate Racing, avvenuta dal round di Imola, è riuscito a tornare nelle posizioni alte della classifica, conquistando in gara 1 proprio sul circuito italiano la vittoria ed ottenendo nell’ultimo round della stagione due terzi posti in gara. In attesa di poter provare con mano le potenzialità della nuova 4 cilindri Honda, Rea ci descrive le sue impressioni sulla stagione trascorsa e su quella che lo attende, la quarta (quinta se si conta l’anno in Supersport) nelle file della squadra di Nieuwleusen. Un ottimo modo di terminare la stagione, che ne pensi? “Si è vero. Posso dire ora di essere in forma, il mio polso è a posto e son riuscito a guidare bene anche senza la vite nell’articolazione. La moto con l’aggiunta del ride-by-wire è molto più semplice da guidare, manchiamo ancora di velocità sul dritto e nell’ultimo round di Portimão si è visto sul rettilineo. Devo ringraziare il team perché, sebbene la moto non fosse la più competitiva nei primi due terzi di stagione, non mi hanno mai attributo la colpa di ciò. Tutto lo staff ha lavorato molto duramente per renderla migliore e nel finale di stagione abbiamo avuto a disposizione un mezzo in grado di vincere e di finire a podio.” Pensi che con il ride-by-wire da inizio stagione avresti potuto lottare per la vittoria del campionato? “Penso proprio di sì. Però c’è da dire che a Phillip Island, nei test immediatamente precedenti l’inizio della stagione sono stato vittima di una brutta caduta che mi ha molto limitato ed a Misano mi sono nuovamente infortunato. Non mi piace parlare con il ‘se’ ed il ‘ma’, la stagione è andata così, il ride-by-wire ha comunque rappresentato un gran passo in avanti.” Quali sono le tue sensazioni riguardo al tuo futuro compagno di squadra, un pilota che proviene dalla MotoGP e che ha avuto una carriera molto diversa dalla tua. “Per essere sincero conosco poco o nulla riguardo ad Hiroshi Aoyama, so che è stato campione della 250cc ed è un pilota molto veloce. Io ho bisogno di un pilota veloce al mio fianco e spero lui possa esserlo su questa moto. Questo permetterebbe a me una migliore comparazione dei dati nelle varie parti dei tracciati. Quest’anno è stata dura perché avevo un compagno di squadra che non è stato in grado di lottare al vertice e per questo motivo lo sviluppo della moto è ricaduto soltanto sulle mie spalle.” Sei ansioso di balzare in sella alla nuova moto? “Si, molto. Si tratta di una moto più aggressiva e molto più simile ad una versione per le corse. So che è già presente al workshop Ten Kate e che i tecnici ed ingegneri ci stanno già lavorando su, speravo di poterla provare nei test ma purtroppo così non è andata, ora mi aspetta una lunga pausa. Voglio ringraziare tutta la famiglia, il team, gli sponsor e tutti coloro che mi stanno vicino.” Per quanto riguarda l’allenamento invernale, ti sposterai in un luogo più caldo o resterai in Irlanda del Nord? “La mia ragazza è australiana, quindi mi trasferirò lì per l’inverno. L’anno scorso io e Fabien Foret ci siamo spostati assieme a Melbourne per allenarci, è stato molto bello viste anche le temperature elevate. Questo è anche importante perché così posso stare lontano dai miei genitori e quindi essere più… libero! (ride, ndr). Pochi posti sono adatti quanto l’Australia per fare tutto ciò.” Quindi tutto sembra promettere bene per la nuova stagione “Assolutamente. E’ la prima volta dopo tanto tempo che posso trascorrere l’off-season esente da infortuni. Avrò l’occasione di concentrarmi quindi sul vivere il tempo che avrò a disposizione al meglio. Negli scorsi anni mi sono ritrovato a seguire terapie di riabilitazione ed a passare ore nella camera iperbarica e poi, una volta ripreso, finivo per infortunarmi ancora ed ancora. Quindi non vedo l’ora di poter passare un inverno in tranquillità.” Valerio Piccini Servizio Fotografico Diego De Col

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