Superbike, nuove regole: “Non sappiamo neanche noi cosa aspettarci”

Superbike, nuove regole: “Non sappiamo neanche noi cosa aspettarci”

Scott Smart, ex pilota adesso ingegnere, ha rivoluzionato la filosofia del Mondiale. Con quali effetti? Non si sa

di Redazione Corsedimoto
Scott Smart

Il nuovo regolamento tecnico del Mondiale Superbike è un salto senza rete. Forse servirà a rendere le gare più incerte e più emozionanti, ma i dubbi sulla sua riuscita non mancano. E ogni volta emerge qualche dettaglio curioso, o inquietante. Lo stesso Scott Smart (a sinistra nella foto d’apertura),  l’ex pilota e ingegnere britannico che ha stilato le regole per conto di Dorna, Federmoto e Msma (l’associazione dei costruttori da corsa) ammette che al momento si viaggia a vista.

Come controllerete che i règimi di rotazione limitati per regolamento non vengano superati?

“Abbiamo varie opzioni, la più semplice è accedere al data logger montato appositamente su ogni moto.”

Per garantire lo spettacolo avete annunciato che ci potranno essere ulteriori tagli di 250 giri ogni tre round. Quante volte potrà accadere nella singola stagione?

“Non lo abbiamo specificato, vedremo cosa succede a Phillip Island e  com’è l’equillibrio in pista. Se le regole funzionano, non ci sarà bisogno di tanti adattamenti”. 

Come avete deciso i limiti dei giri?

“Basandoci sul valore del modello stradale. In futuro dipenderà da quello che vedremo sul mercato. Se esce una moto stadale che gira a 16000 giri, dovremo per forza impostare il limite in maniera diversa. Sappiamo che i Costruttori potrebbero eludere le regole attuali, succede ogni volta che il reparto corse determina quello che fa la produzione”.

Beh, da sempre le Superbike sono progettate pensando più alla pista che alla strada…

“Ecco perchè abbiamo inserito un paragrafo che ci consente di intervenire, se necessario. Finchè non abbiamo dati sufficienti, dobbiamo essere in grado di prendere decisioni basate sul buon senso, non solo sui risultati.”

Mettiamo che Jonathan Rea vinca le prime sei gare. Che succederebbe?

“Bisogna vedere, perchè nel nostro calcolo non teniamo conto solo dei migliori, ma di tutti i piloti di una singola marca. Il nostro algoritmo determina i risultati attesi. Che Rea faccia primo o secondo, c’è da aspettarselo. Ma se anche gli altri piloti Kawasaki vanno molto più forte del previsto, significherà che è la moto troppo superiore, per cui dopo tre round toglieremo 250 giri. Se ciò accade lo sviluppo del motore verrà congelato per l’intera stagione e l’inverno successivo.”

E le parti in concessione come funzionano?

“Ogni produttore ci fornisce un elenco di parti in concessione e può aggiornare costantemente questa lista. Se una Marca è in difficoltà, può aggiornare il motore e usare le parti evoluzione. Succederà solo una volta a stagione, nel caso i risultati di quella singola marca siano particolarmente negativi. Parti in cncessione significa che è possibile allestire un motore con nuove specifiche.”

Qual è il senso di questa rivoluzione?

“Ci sono un certo numero di squadre che dovrebbero migliorare il proprio rendimento con le nuove regole. I team privati ​​avranno sicuramente più benefici degli ufficiali. Abbiamo preso questa strada perchè altrimenti un team privato non sarebbe mai stato in grado di competere con un top team. Adesso i privati hanno a disposizione molte parti ufficiali, non devono più spendere per fare sviluppo in proprio.” 

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