MotoGP: verso la gara di Losail, la HRC torna ad essere la HRC

MotoGP: verso la gara di Losail, la HRC torna ad essere la HRC

Honda imprendibili, segue la Yamaha, incognita Rossi

La prima gara della stagione, doverosamente preannunciata come la più attesa e combattuta degli ultimi anni, rischia di risolversi in un confronto tutto interno in casa HRC con la formazione di vari “gruppi”: Stoner e Pedrosa in fuga, le Yamaha più Simoncelli a seguire, più staccati gli altri tra i quali, strano da dirsi, spunta un “tale” Valentino Rossi. Questi i valori emersi tra i test pre-gara e i quattro turni di prove del week-end, con la consegna della 27° pole in carriera nel Motomondiale a Casey Stoner che, se non altro, al debutto da pilota ufficiale Honda fa meglio dell’esordio con Ducati del 2007 (2° in griglia sempre a Losail). L’australiano è logicamente il grande favorito, confermatosi anche nelle prove ufficiali; pole a parte, avvicinando il record della pista datato 2008 (era pre-monogomma), l’australiano nelle qualifiche ha effettuato realisticamente un solo “run” in condizione gara, ma piuttosto indicativo: quattro giri in 55″992, 55″186, 55″010, 55″035. Nient’altro da aggiungere. La notizia, prevedibile a seguito della progressione mostrata e dai valori espressi nei test invernali, è che Dani Pedrosa non vuole darsi per battuto. Il suo giro è un mezzo capolavoro, avvicinando il sup nuovo compagno di squadra (“Velocissimo“, riportando le sue parole, a Losail) per soli 2 decimi, mostrandosi fiducioso come non mai in vista della gara. Insomma, con questa Honda RC212V viene tutto più facile dopo aver vissuto inverni tra infortuni, moto non competitive ed imprevisti di ogni genere e tipo. Pedrosa cercherà di mettere i bastoni fra le ruote a Stoner per poi attaccare tra un paio di settimane a Jerez, dove sarà attesa la risposta Yamaha quasi “rassegnata” ad accontentarsi in Qatar di un piazzamento sul gradino più basso del podio. Jorge Lorenzo è “cresciuto” turno dopo turno ed il suo passo-gara non è niente male con due long run particolarmente interessanti, guadagnando la prima fila con la beffa finale per Marco Simoncelli e Ben Spies, che per una manciata di millesimi si ritroveranno a scattare dalla quarta e quinta posizione. Nel gruppo degli “altri” compaiono nomi dalle ambizioni pre-stagioni diametricalmente opposte. Hector Barbera voleva stupire e dar seguito alla crescita mostrata nella seconda parte del 2010, missione compiuta: seconda fila, miglior Ducati in griglia con la bianca Desmosedici del team Aspar. Bene anche Cal Crutchlow, che all’esordio in MotoGP si conferma tra i più veloci del pianeta sul giro singolo: non è un caso che sia riuscito a conquistare nell’ultimo triennio tra BSB, Supersport e Superbike complessivamente 20 pole su 40 eventi (4 nella SBK britannica, 10 in Superpole, 6 lo scorso anno nel mondiale Superbike). Un bel ruolino di marcia a promuoverlo tra i candidati a qualcosa di buono all’esordio in MotoGP, lasciando il proprio team-mate in Yamaha Tech 3 Colin Edwards in decima piazza con Andrea Dovizioso poco più avanti, settimo, mai particolarmente a suo agio con le gomme morbide in condizioni da “qualifica”. Fa specie, in una griglia di soli 16 piloti per il KO di Alvaro Bautista, vedere Valentino Rossi a metà classifica. Il nono tempo non può renderlo soddisfatto per la solita problematica dovuta alla spalla infortunata: 5-6 decimi persi è la stima del nove volte Campione del Mondo, che se non altro in condizione gara può dire la sua. Non per la vittoria, difficilmente per il podio, più realistico pensare al confronto con gli “altri” inseguitori. Non proprio l’esordio che si aspettava con Ducati, ma c’è tempo e soprattutto convinzione di poter vincere questa sfida. Anche se in ricorsa partendo da 1″5 di svantaggio, oggettivamente un abisso.

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