MotoGP Jerez Gara: Pedrosa ritrova la vittoria, “spallata” di Marquez a Lorenzo, Rossi 4°

MotoGP Jerez Gara: Pedrosa ritrova la vittoria, “spallata” di Marquez a Lorenzo, Rossi 4°

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La “sua” gara, la “sua” vittoria: questo è Dani Pedrosa. Attento, stratega, cavallo di razza nella gestione di moto e pneumatici, a Jerez de la Frontera il tri-Campione del Mondo in carica ha conquistato la sua prima affermazione stagionale rilanciando le proprie quotazioni iridate dopo la (mezza) battuta d’arresto di Losail e la “sconfitta” subita ad opera del più giovane compagno di squadra Marc Marquez ad Austin. Alla 46esima vittoria nel Motomondiale la meta esatta delle quali (23) conseguite nella classe regina, il catalano ha rilevato il comando delle operazioni da Jorge Lorenzo nel corso del quinto dei 27 giri previsti iniziando la (prevedibile) fuga in solitaria senza alcun genere di sbavature, demolendo le speranze altrui su una pista dove aveva già trionfato nel 2005 in 250cc e nel 2008, con una simile condotta di gara, in MotoGP.

La più classica della “vittoria che ci voleva” in una MotoGP che ha fin qui visto tre vincitori diversi nelle prime tre gare, tutti sul podio, tutti a loro modo grandi protagonisti. Con Pedrosa imprendibile, Marc Marquez si è “accontentato” (si fa per dire) di riscrivere la storia dell’ultima curva da questo weekend intitolata a Jorge Lorenzo: come nel 2005 tra Valentino Rossi e Sete Gibernau, il nativo di Cervera replica la “spallata”, ironia della sorte, a scapito proprio di “Porfuera”, visibilmente contrariato per questa manovra del suo più giovane connazionale che gli ha precluso un potenziale secondo posto e la riconferma della leadership di campionato, opera ad appannaggiato dell’esordiente più atteso dell’ultimo decennio nella top class.

Con un podio tutto iberico che legittima la “Fiesta” dei 111.259 spettatori presenti (e paganti) a Jerez de la Frontera, a Valentino Rossi non è rimasto che il quarto posto, al di sotto delle personali aspettative della vigilia, ma il massimo raggiungibile oggi con questi avversari, su questa pista, con questo passo-gara espresso sin dalle prime prove libere. L’otto volte vincitore a Jerez completa il poker di “Factory Rider”, staccando un acciaccato Cal Crutchlow, quinto vincendo la sfida tra piloti “satellite” con Alvaro Bautista, sesto con la Honda RC213V del team Gresini equipaggiata dalle sospensioni Showa e a tratti con un ritmo-gara da rimarcare ben al di sotto dell’1’41”.

Punti importanti per l’ex iridato 125 GP, piazzamenti soltanto nella top-10 per le Ducati ufficiali di Nicky Hayden (7°) e Andrea Dovizioso, 8° duellando fino all’ultimo con Aleix Espargaro sempre più leader della classe “CRT” con una ART-Aprilia del team Aspar che non sfigura nel confronto con i prototipi MotoGP 1000cc. Il pilota iberico vola nella graduatoria riservata ai “Claiming Rule Team” favorito dalla scivolata del proprio compagno di squadra Randy De Puniet nei primi passaggi, transitando sul traguardo davanti alla M1 “Sat” del Team Tech 3 del “Rookie” Bradley Smith e la Ducati Desmosedici GP13 “Laboratorio” di Michele Pirro, undicesimo sul traguardo conquistando punti mondiale alla sua prima delle tre wild card in programma per la stagione 2013. Sfortunato invece Andrea Iannone, a terra nelle prime fasi di gara al culmine di un weekend sfortunato, rimedia due punticini Danilo Petrucci che porta la Ioda-Suter-BMW in 14° posizione a precedere le FTR Kawasaki del Forward Racing di Colin Edwards e Claudio Corti (17°).

Cronaca di Gara

Davanti a 111.259 spettatori scatta la prima gara europea della stagione 2013, allo spegnimento del semaforo prevedibile ottimo spunto di Dani Pedrosa, leader alla staccata della prima curva su Marquez, Rossi, Crutchlow e Hayden, ma alla successiva svolta della curva 2 proprio Lorenzo si porta all’interno della RC213V di Pedrosa riconquistando il comando delle operazioni. Gruppo compatto quando tutti e 23 i piloti schierati transitano al T1, per vedere il primo sorpasso bisogna tuttavia attendere l’ultima curva con Rossi che sfila Marquez e chiude terzo il primo giro alle spalle di Lorenzo e Pedrosa con a seguire Crutchlow, Bradl, Bautista, Hayden, Iannone, Smith e Dovizioso in undicesima posizione. Tra Marquez e Rossi è già bagarre: l’iridato Moto2 in carica si riporta davanti al “Dottore” alla staccata della “Dry Sac”, questa lotta consente a Lorenzo e Pedrosa di guadagnare in un sol colpo 1″5 ed iniziare la prima fuga in solitaria della contesa.

Mentre Yonny Hernandez, Lukas Pesek e Randy De Puniet salutano la compagnia per tre distinte scivolate, là davanti Lorenzo e Pedrosa viaggiano sotto il muro dell’1’40”, prontamente emulati da Marquez che abbozza un tentativo di “Remuntada” a scapito di Rossi, Crutchlow, le Honda RCV “Clienti” di Bautista e Bradl con Hayden a ruota. Niente da fare invece per Andrea Iannone, finito a terra nel corso del terzo giro al culmine di un weekend davvero da dimenticare, ma le cadute non sono finite qui: passano pochi istanti e anche Stefan Bradl è costretto ad alzare bandiera bianca. Quinto dei 27 giri previsti, Pedrosa quasi a sorpresa attacca-e-passa con decisione alla staccata della “Dry Sac” Jorge Lorenzo, comando della corsa acquisito e mezzo secondo guadagnato in soli due settori del Circuito di Jerez. Un proposito di fuga che si concretizza in tre giri, sufficienti per guadagnare 1″4 su Lorenzo ora alle prese con un determinato Marquez a ruota.

Questa è la “bagarre” della contesa: Marquez si inventa traiettorie fuori dal comune (in pieno cordolo alla velocissima “Pons”), altrettanto dei ripetuti e prolungati “stoppie” alla “Dry Sac”. Questo permette a Lorenzo si respirare un pò pur scontando 2″7 di gap dal fuggitivo Lorenzo. In questo momento inizia la fase decisiva della corsa con tutti dediti a preservare gli pneumatici: il “passo” sale ben al di sopra dell’1’40”, Pedrosa e Lorenzo sembrano gestire la situazione, dietro Rossi è quarto in solitaria staccando Bautista e Crutchlow a confronto per il quinto posto.

“The Dog” rompe gli indugi su “Batigas” a 11 tornate al termine in pieno “stadio” delle curve intitolate a Nieto e Peloqui, altrettanto fa Espargaro su Dovizioso nella bagarre per l’ottava posizione. Bel confronto, ma doverosamente si torna là davanti con Marquez che all’ultimo giro le prova tutte su Lorenzo: primo tentativo alla “Dry Sac”, ma arriva di poco fuori traiettoria. Nuova possibilità di sorpasso alla curva intitolata proprio a Lorenzo e, come tra Rossi e Gibernau nel 2005, si finisce con la “spallata”. Con questa mossa Marquez chiude secondo alle spalle dell’imprendibile Pedrosa, Rossi è 4°, ma si discuterà molto nel dopo-gara.

MotoGP World Championship 2013
Circuito de Jerez, Classifica Gara

01- Dani Pedrosa – Repsol Honda Team – Honda RC213V – 27 giri in 45’17.632
02- Marc Marquez – Repsol Honda Team – Honda RC213V – + 2.487
03- Jorge Lorenzo – Yamaha Factory Racing – Yamaha YZR M1 – + 5.089
04- Valentino Rossi – Yamaha Factory Racing – Yamaha YZR M1 – + 8.914
05- Cal Crutchlow – Monster Yamaha Tech 3 – Yamaha YZR M1 – + 12.663
06- Alvaro Bautista – GO&FUN Honda Gresini – Honda RC213V – + 15.094
07- Nicky Hayden – Ducati Team – Ducati Desmosedici GP13 – + 25.632
08- Andrea Dovizioso – Ducati Team – Ducati Desmosedici GP13 – + 41.881
09- Aleix Espargaro – Power Electronics Aspar – ART GP13 – + 43.812 (CRT)
10- Bradley Smith – Monster Yamaha Tech 3 – Yamaha YZR M1 – + 44.461
11- Michele Pirro – Ducati Test Team – Ducati Desmosedici GP13 – + 45.974
12- Hector Barbera – Avintia Blusens – BQR FTR – + 59.859 (CRT)
13- Michael Laverty – Paul Bird Motorsport – PBM 01 – + 1’09.743 (CRT)
14- Danilo Petrucci – CAME Iodaracing Project – Ioda Suter BMW – + 1’17.813 (CRT)
15- Colin Edwards – NGM Mobile Forward Racing – FTR Kawasaki – + 1’18.177 (CRT)
16- Bryan Staring – GO&FUN Honda Gresini – FTR Honda MGP13 – + 1’18.928 (CRT)
17- Claudio Corti – NGM Mobile Forward Racing – FTR Kawasaki – + 1’19.307 (CRT)
18- Hiroshi Aoyama – Avintia Blusens – BQR FTR – + 1’19.457 (CRT)

Alessio Piana (Twitter: @AlessioPiana130)

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