MotoGP: gli alter-ego dei Fantastici Quattro là davanti

MotoGP: gli alter-ego dei Fantastici Quattro là davanti

Verso il Mugello ripensando a cosa è accaduto finora

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Ci siamo: questa è la settimana che porterà tutti al Mugello. Inutile dire che il Gran Premio d’Italia sia l’evento più atteso dell’anno, anche con il ben voluto ritorno di Misano nel calendario iridato da un biennio a questa parte. I saliscendi di Scarperia offrono sempre (o quasi) grande spettacolo, nonostante il pronostico a senso unico con Valentino Rossi che da sette anni a questa parte detta legge in Toscana. Quel che ci si aspetta per il prossimo weekend è di vedere, in pista, quello scontro aperto a quattro pretendenti per il titolo, quei “Fantastici quattro” che stanno regalando un mondiale, al momento, decisamente emozionante e inaspettato, non secondo un copione banale, scontato e standardizzato ai valori di queste ultime stagioni. Dopo quattro gare il campionato è bello, avvincente, strano. Ripensando a Le Mans, è inevitabile propendere per la tesi che sia successo tutto ed il contrario di tutto, con in pista gli “alter ego” dei piloti che abbiamo imparato a conoscere in questi anni. Cominciamo da Jorge Lorenzo, vincitore e leader di campionato: sbaglia a Jerez, d’accordo, ma due settimane più tardi torna quel pilota visto a Motegi. Maturo, pronto a sfruttare ogni singolo aspetto a proprio favore, non commette una minima sbavatura e lavora sempre e costantemente con la propria squadra. Il “Porfuera” del 2008 sembra già un ricordo ormai svanito. Valentino Rossi a Le Mans Ti sposti di pochi passi, e al box Fiat Yamaha al di là del muro c’è Valentino Rossi che, come vi abbiamo documentato dopo una attenta analisi di risultati di oltre 200 gare (facilitando così il lavoro altrui), ha fatto registrare il suo primo vero “record in negativo”: per la prima volta nel Motomondiale ha chiuso ultimo in una gara. “Szero punti”, per adottare la terminologia del momento mourinhiana, secondo posto di campionato ed un Valentino che, lo si può dire tranquillamente, ha fatto un errore da pivello. Lo ha ammesso lui stesso: cadere al primo giro dal cambio-moto, nella prima curva in appoggio, non è proprio il massimo. D’accordo, Pedrosa (che lo seguiva) lo ha “sollevato” da particolari responsabilità visto che il rischio era dietro l’angolo, ma resta difficile immaginare che l’unico a sbagliare in quella circostanza sia stato proprio l’otto volte iridato. Un errore l’anno, ok, ci può stare; la storia ci insegna che il fenomeno di Tavullia un colpo a vuoto per campionato se lo può anche permettere: in quel modo, però, è pesantissimo per le sorti di questa classifica. Se Rossi sbaglia, c’è Casey Stoner che di errori non ne commette più. Saetta quando serve e può, maestro di strategia, conservativo e abile nel portare a casa punti preziosi dove sa di non potersela giocare. Anche qui, l’alter ego di quel pilota visto lo scorso anno, che voleva a vincere ad ogni costo, anche quello di cadere dopo 5/6 giri per niente. La lunga sosta invernale, le vacanze in famiglia nella propria Australia hanno portato consiglio ed un “New and Improved” Stoner, secondo in campionato nonostante tre ultime gare dove, oggettivamente, lui e la sua Ducati potevano far ben poco. C’è tutto in questo inizio di stagione: “l’imbattibile” Casey di Losail, il pilota che riesce a rimediare in corsa ai problemi visto e Motegi, quel Stoner abile nel raccogliere risultati preziosi tra Jerez a Le Mans. Dani Pedrosa a Le Mans Quale Stoner vedremo al Mugello? Sicuramente ci aspettiamo un Dani Pedrosa che, in questo 2009, sta dimostrando del perchè (a ragione) la Honda dal 2006 (e prima tra 250 e 125) ha investito su di lui. La sua RC212V ha ancora problemi? Lui ci passa sopra ed un pò come capita a Stoner e alla Ducati, è l’unico pilota che riesce oggettivamente a farla andare nel migliore dei modi. A questo si unisce il ritorno del Pedrosa che regalava spettacolo in 250: sorpassi, staccate al limite, un altro pilota che sembra finalmente aver cestinato le paure post Istanbul ed Estoril 2006. Un pilota che, come gli altri tre, si merita con pieno titolo di giocarsi questo campionato oggettivamente emozionante. Alessio Piana

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