L’ultimo saluto a Marco Simoncelli

L’ultimo saluto a Marco Simoncelli

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L’ultimo saluto, accanto alle persone più care, agli amici di sempre, alle sue due moto che lo hanno portato nell’olimpo di questo sport. 58 minuti (proprio così) di funzione religiosa per ricordare, tra comprensibile commozione e scroscianti applausi, Marco. Nessuno ha voluto mancare per l’ultimo saluto al “Sic”: la Chiesa di Santa Maria Assunta in Coriano ha accolto tutti, ma proprio tutti, stretti nell’abbracciare Papà Paolo, Mamma Rossella, la sorellina Martina, la “morosa” Kate.

Sono in 10.000 a Coriano, un migliaio di motociclisti al Misano World Circuit, milioni davanti ai teleschermi grazie alla diretta TV, tutti per seguire la funzione religiosa celebrata dal Monsignor Francesco Lambiasi della Diocesi di Rimini: “Ci dà pace e gioia sapere che ci guardi dal podio più alto che ci sia“.

Marco ha unito il grande circus delle due ruote nel sole di Coriano a spazzar via la pioggia di questi giorni. “Sono credente, non so in che cosa, ma ho una mia spiegazione: Marco era troppo perfetto per stare in questo mondo, per questo che è stato chiamato lassù“, il commosso ricordo della fidanzata Kate. “Questo è l’ultimo scherzo che ci ha fatto: ancora una volta Marco ha vinto“, il pensiero del Dottor Costa.

Tanti non trovano le parole per esprimere le sensazioni di questi momenti. Può bastare il “Siamo solo noi” di Vasco Rossi, l’abbraccio e la solidarietà di tutti. Ci sono Valentino Rossi, Mattia Pasini, Raffaele De Rosa, rivali in pista, compagni di avventure alla “Cava” insieme a Mauro Sanchini. Non mancano poi Jorge Lorenzo, Loris Capirossi, Andrea Dovizioso, Alex De Angelis, Manuel Poggiali, Simone Corsi, i compagni di squadra al team Gresini 2011 Hiroshi Aoyama, Yuki Takahashi, Michele Pirro. Ma anche tutti i suoi meccanici: dai trascorsi in 125cc con i team di Matteoni e Caponera, all’avventura trionfale in 250cc con la Gilera fino al biennio in MotoGP con Honda Gresini vissuto insieme allo “zio”, Aligi Deganello.

Nessuno è voluto mancare perchè “SuperSic”, come nelle sue vittorie più belle, ha fatto il vuoto, ma basterà il suo ricordo per riempire i cuori in un mondo, quello del motociclismo, che non lo dimenticherà mai.

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