Vince tutto la Yamaha. E le altre?

Vince tutto la Yamaha. E le altre?

2 commenti
Yamaha rulez: il trio GMT94 sul podio Endurance a Oschersleben (Ger)

E' stato un fine settimana trionfale per la Yamaha. E' cominciato sabato col trionfo del team GMT94 nella 8 Ore di Oschersleben (Germania), penultima prova del Mondiale Endurance: l'equipaggio formato dallo spagnolo David Checa (fratellino di Carlos ex iridato SBK) coi francesi Kenny Foray e Mathieu Gines ha accorciato le distanze dalla Suzuki capolista in vista del decisivo Bol d'Or del 19-20 settembre al Paul Ricard (Francia). Il giorno dopo  Yamaha ha festeggiato il sesto successo di fila nel campionato Superbike britannico con l'australiano Josh Brookes lanciatissimo verso il titolo. Nel fuoristrada il francese Romain Febvre ha ipotecato il Mondiale MX col sesto trionfo stagionale a Mantova. Il dominio MotoGP con Jorge Lorenzo e Valentino Rossi appaiati in vetta a sette GP dal traguardo è solo la punta dell'iceberg: quest'anno vince tutto (o quasi) la Yamaha. E le altre?

L'australiano Joshua Brookes, 32 anni, lanciato alla conquista del British Superbike

COLPO ENDURANCE– La Yamaha ancora si gode il colpaccio alla 8 ore di Suzuka, dov'è tornata al successo dopo ben diciannove anni di attesa. E' stato un colpo al cuore per l'ambizione della Honda che giocava in casa, non perdeva da sei anni di fila e teneva in maniera particolare a vincere questa edizione tanto da schierare la stella Casey Stoner, al rientro dopo tre anni di stop. Perdere avrebbe bruciato comunque, finire out dopo appena 70 minuti per il catasfrofico bloccaggio dell'acceleratore è stato il peggio che potesse capitare. Le gare di durata e i campionati nazionali Superbike non hanno lo stesso richiamo della MotoGP ma sono comunque vetrine importanti. La Gran Bretagna, per esempio, è il principale mercato di maxi moto del vecchio continente, per cui parecchi costruttori vi prendono parte con team ufficiali o in qualche modo legati ai reparti corse. Brookes sta vincendo da solo la battaglia contro l'armata Kawasaki che detta legge nel Mondiale. Dove Yamaha approderà nel 2016.

Il francese Romain Febvre sbanca Mantova  e ipoteca il Mondiale MX

EFFETTO YZF-R1 – La chiave tecnica di questo momento trionfale è la nuova ammiraglia della produzione Yamaha, la YZF-R1. Adotta parecchie soluzioni d'ispirazione MotoGP, a cominciare dall'identica architettura del motore, un quattro cilindri in linea. L'arrivo sulle piste di questa belva che già nella versione stradale sfiora i 200 cavalli spostato in alto i riferimenti prendendo tutti in contropiede. La YZF-R1 ha sbancato Suzuka utilizzando la stessa sofisticatissima elettronica della MotoGP ma primeggia anche nel British Superbike dove la centralina è unica e le possibilità di elaborazione sono ridotte. E' dunque una moto di nuova concezione che si adatta bene ai differenti regolamenti in uso nelle  competizioni per derivate dalla serie. La Honda è rimasta alla CBR-RR, introdotta nell'ormai lontano 2008. Di serie le manca il ride by wire (l'acceleratore elettronico), che può utilizzare solo nel Mondiale Superbike grazie alla deroga che scadrà comunque a fine 2016. Ma nonostante l'aiutino regolamentare e due piloti di gran classe, l'iridato Sylvan Guintoli e il promettente Michael van der Mark, la marca più importante del Mondo è relegata a centro gruppo. Nell'endurance e nei campionati nazionali è ancor più ai margini. Honda aveva programmato di lanciare la nuova CBR-RR anti-Yamaha solo nel 2017 ma il disastro alla 8 ore farà accelerare ipiani.

La MotoGP è (quasi) è un affare Yamaha tra Vale Rossi e Jorge Lorenzo.

SPARTA NON RIDE – Se la Honda piange, non ride l'altra grande storica protagonista delle derivate dalla serie, cioè la Ducati. Fino a pochi anni fa la marca italiana faceva la voce grossa in tutti i principali campionati nazionali del Mondo, dagli Stati Uniti alla Gran Bretagna, espugnata ben otto volte dal '93 al 2008. In quell'epoca era la palestra di piloti che poi sono saliti sul tetto del Mondo, come Troy Bayliss campione '99 e Neil Hodgson l'anno successivo. Avevano pieno supporto tecnico da parte di Borgo Panigale, che invece adesso è ai margini della sfida, una presenza nostalgica o poco più. Nel Mondiale Superbike la Ducati sta rialzando la testa con Chaz Davies salito al secondo posto con le tre vittorie consecutive prima della pausa estiva. Ma per arginare il pericolo Yamaha 2016 ci vorrà un ulteriore salto di qualità.

Seguitemi su Twitter: https://twitter.com/PaoloGozzi1

Pagina ufficiale Facebook:   https://www.facebook.com/insidesuperbike

2 commenti

2 commenti

Inserisci qui il tuo commento

  1. roberto.v - 2 anni fa

    Salve sig. Gozzi,
    mi permetto di aggiungere anche il dominio nei campionati sbk nazionali Giappone e America, e un vittoria in Idm.
    Mettiamo per gioco che fosse lei nei vertici Yamaha: con quale team esterno si affiderebbe per il rientro nel mondiale tra i vari di cui si parla (escludendo la miglior ipotesi del team interno) e quali la coppia piloti che schiererebbe?
    Date le potenzialità della moto, è pensabile che ci possano esser anche più di 2 moto schierate in griglia, quindi altri team privati disposti a cambiar marca o entrare nel campionato?.
    Grazie e saluti.
    Roberto

    Rispondi Mi piace Non mi piace
    1. Paolo Gozzi - 2 anni fa

      Salve Roberto, si anche in Giappone e Usa la Yamaha sta facendo faville. Tra l’altro nel team americano corre Cameron Beaubier, 22 anni, che vedremo nel Mondiale 2016. Il discorso Mondiale sarà più complesso perchè Yamaha si scontrerà contro Kawasaki, Ducati e Aprilia che sono impegnate in forma ufficiale. Sarà quindi un contesto ben più impegntivo dei singoli campionati nazionali. Diverse squadre si sono fatte avanti per avere la YZF-R1 nel Mondiale, a mio avviso sarà una delle strutture che già quest’anno gareggiano per Yamaha con le ovvie implementazioni necessarie per affrontare la top class. Saluti

      Rispondi Mi piace Non mi piace

Recupera Password

accettazione privacy