Valentino Rossi, a Indy serve un altro miracolo

Valentino Rossi, a Indy serve un altro miracolo

Marc Marquez in pole a Indianapolis

Ci risiamo, anche a Indianapolis Valentino Rossi sarà costretto a partire dalla terza fila, dietro a tutti i diretti avversari per il Mondiale. Non è la prima volta, nelle nove precedenti il leader del campionato è partito quasi sempre dietro a Marc Marquez e Jorge Lorenzo. Rossi è di nuovo ottavo come in Argentina, quando rimontò come una furia cucinandosi il pupillo Honda nel caldissimo finale. Anche nell'apertura in Qatar scattò dalla stessa casella, vincendo in volata su Dovizioso. Stavolta sembra più dura  e per limitare i danni ci vorrà un miracolo. Ma si può fare, vediamo perchè.

Valentino Rossi, altra impresa partendo da dietro?

MARQUEZ FA GIOCO – Venerdi Jorge Lorenzo era partito in quarta dominando la prima sessione, poi è cominciata l'offensiva di Marc Marquez che ha agguantato la pole sciorinando serie di giri a ritmo strepitoso. Sull'anello dell'Indiana è imbattuto da quattro anni di fila (due Moto2, due MotoGP) mentre la Honda domina dal 2011. Tra i due, per Vale è  meglio che vinca Marc in ritardo di 65 punti. Lorenzo è a -13 e se il primo posto (25 punti) è ipotecato, per Rossi sarà più facile limitare i danni anche prendendo paga. Certo, un Marquez così fa paura, ma 65 punti sono un abisso da risalire contro un Rossi che è sempre andato a podio in questa stagione. Un anno fa Marc ne infilò dieci di fila, ma erano altri tempi, la Yamaha non era così vicina alla Honda come adesso. Marquez ha sbancato il mese scorso al Sachsering, prima della sosta estiva, per cui con nove GP ancora da disputare avrebbe teoricamente la possibilità di replicare la stessa impresa di anno scorso. Ma a livello semplicemente probabilistico è ben difficile che accada. Tanto per dire della difficoltà della rimonta,  se Rossi arrivasse sempre secondo resterebbe comunque largamente primo.

Jorge Lorenzo col casco da astronauta: parte terzo

IL PODIO? SI PUO' FARE – Anche ammesso (ma non concesso..) che Marquez e Lorenzo si rivelino imprendibili, Vale può difendere la vetta del Mondiale arrivando almeno quarto.  E guardando chi ha davanti, ci sono ottime possibilità che possa accadere. L'osso più duro è Dani Pedrosa, con l'altra Honda ufficiale in scia a Marquez. Gli altri davanti sono più abbordabili.  In seconda fila ci sono Cal Crutchlow, arrembante ma sempre sul filo, lo strabiliante Danilo Petrucci sorpresa di giornata (e anche di stagione…) con la Ducati di anno scorso e il britannico Bradley Smith, satellite Yamaha. In terza linea Rossi parte a fianco di Andrea Iannone, il migliore di una Ducati ufficiale in difficoltà fin da venerdi.  Petrucci e Iannone non hanno il potenziale tecnico per reggere il confronto perchè dovranno partire con la gomma media, che è la più dura a disposizione delle squadre che rispondono al regolamento “open”. Le factory potranno usare la dura. La Bridgestone ha fatto sapere che la media è veloce per 2-3 giri, poi il rendimento decade di un mezzo secondo al giro. Forse fra i quattro Smith è il più insidioso,  ha il morale alle stelle dopo il trionfo alla 8 ore di Suzuka. Ma Rossi, capitano Yamaha, il ragazzino se lo mangerà.  Guardandola con un po' di ottimismo, il terzo posto è possibile e sarebbe una mezza vittoria. Bisognerà vedere se Pedrosa è daccordo…

Andrea Iannone settimo tempo con la Ducati ufficiale

VARIABILE PIOGGIA – Indianapolis è una pista non convenzionale, il tracciato delle moto è ricavato all'interno del catino delle auto e viene usato solo in questa occasione. Per cui le variabili di asfalto, aderenza e gommatura sono più ampie rispetto ai circuiti “normali”. Può scombinare le carte anche il pericolo pioggia. I siti specializzati danno possibilità di precipitazione al 50% per l'orario di partenza, le 14 negli Usa (ore 20 in Italia). Le prove sono state tutte sull'asciutto, se piove il banco salta. Per Rossi che parte in terza fila il fattore che scombina i valori potrebbe essere un vantaggio, ma anche no. L'ultimo errore di Vale è stato ad Aragon, lo scorso settembre, per uno scroscio improvviso. Un precedente che inquieta.

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