Tragedia di Laguna Seca, l'inquietante precedente del '98

Tragedia di Laguna Seca, l'inquietante precedente del '98

4 commenti

La morte di due piloti nella pazzesca carambola al via della gara MotoAmerica di Laguna Seca ha scosso il Mondo. E' stata una fatalità, certo. Ma poteva già succedere nel 1998 alla partenza del GP Stati Uniti della Superbike.  Sulla stessa pista, nell'identico punto, con una dinamica sinistramente simile. Guardate il video qui sotto: accadde forse cento metri prima, con cinque piloti coinvolti   come nel groviglio dove domenica hanno perso la vita Bernat Martinez, 35 anni, e Daniel Rivas, 27. Quella volta nessuno si fece tanto male. I miracoli, purtroppo, non si ripetono.

CARAMBOLA – Era il 12 luglio 1998. L'incidente venne innescato da Aaron Yates che nella concitazione del via sfiorò il freno anteriore di Aaron Slight facendolo cadere. Da alcuni anni la leva ha una speciale protezione per evitare questo genere di problemi. Slight, pilota ufficiale Honda, venne centrato da Piergiorgio Bontempi, dietro di loro l'americano Ralph Randolph scartò sulla destra cadendo rovinosamente e tirandosi dietro Rich Oliver e Frederic Protat. Anche quella volta ci furono cinque piloti coinvolti,  come domenica scorsa. Bontempi e Randolph restarono in pista privi di sensi, ma si ripresero. L'americano rifiutò addirittura il ricovero e a sera tornò nel paddock, acciaccato ma appena zoppicante.

DOMENICA BESTIALE – Fate caso allo schieramento, ci sono un paio di caselle vuote. Si, perchè si trattava della ripartenza di gara 1 interrotta per un altro pauroso incidente verificatosi all'ingresso del Cavatappi. Nel secondo video qui sopra le drammatiche immagini: il californiano Doug Chandler perse il controllo  per un guasto  falciando netto il giapponese Akira Yanagawa di poco davanti. Erano entrambi piloti ufficiali Kawasaki, il primo wild card e l'altro permanente nel Mondiale. “Non avevo mai visto in vita mia un incidente più pauroso” raccontò un marshall. Avvolti da  moto e detriti Doug e Akira finirono contro la barriera che a quei tempi era molto più vicina alla pista. Anche la traiettoria d'ingresso è stata leggermente cambiata per rendere l'approccio alla curva più famosa d'America un filo più facile. Chandler ne uscì quasi indenne, Yanagawa si fece diversi giorni d'ospedale ma tornò in pista a tempo di record. Con parecchi denti rifatti. Dopo il disastro al secondo via la gara venne cancellata e la vittoria assegnata a Troy Corser in testa al momento dello stop. Tre ore dopo gara 2 partì comunque, a ranghi ridotti. La vinse Noriyuki Haga. Il '98 fu l'anno del terzo titolo Mondiale di Carl Fogarty.

Bernat Martinez, 35 anni, e Daniel Rivas morti domenica scorsa nel MotoAmerica a Laguna Seca

ADDIO LAGUNA – Il Mondiale  non correrà più sullo storico tracciato americano. Ma la tragedia non c'entra niente, è una decisione che Dorna aveva già preso per motivi commerciali. La Superbike migrerà a Indianapolis, che il 9 agosto ospiterà la MotoGP per l'ultima volta, e tra l'altro non è tanto più sicura. Oppure ad Austin, in Texas.  Nonostante i continui miglioramenti Laguna Seca è un tracciato infido teatro spesso di carambole pazzesche. Domenica, prima della tragedia, Davide Giugliano aveva rischiato forte finendo fuori alla curva sei. Dove prima c'era il muro e adesso invece lo spazio non manca.  Ma disastri in partenza  possono capitare dovunque, la pista in questo caso  non c'entra. La sicurezza ha fatto passi da gigante e oggi non si muore più stampandosi contro muri o guard rail. Ma nessuno spazio di fuga può evitare che le  moto rimbalzando  atterrino schiacciando i piloti, come accaduto domenica. Oppure  investimenti fatali come nei casi di  Simoncelli, Tomizawa o Antonelli. Mille volte va bene, qualche volta no. Tornano in mente le parole di Enzo Ferrari: “Smettere di correre, o smettere di piangere”.

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  1. alfa_it - 2 anni fa

    Ciao Paolo,
    riposino in pace i due Centauri. Come scritto da te, le carambole purtroppo nelle due ruote sono tremende e alcune volte purtroppo fatali.

    Vorrei porti il solito, immancabile appunto sulla sicurezza: l’anno scorso scambiammo giusto un paio di battute riguardo Laguna Seca.
    Ok che i gestori del tracciato sono a corto di fondi e si andrà altrove, ma Indianapolis che scelta è? Pista, come hai scritto tu, poco sicura (e spettacolare).
    Tralasciando il Dio denaro, credo che Dorna potrebbe collaborare meglio con Wayne Rainey, in fondo in MotoAmerica ci sono dei bei tracciati più all’avanguardia di quelli citati.

    PS: correggimi se non ricordo bene. Dopo quel pazzesco botto, Yanagawa venne tenuto in coma farmacologico qualche giorno e saltò un solo round.

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    1. Paolo Gozzi - 2 anni fa

      Salve, la collaborazione tra Rainey e Dorna è totale. Il Mondiale però ha esigenze diverse rispetto al MotoAmerica, a partire dai fondi adeguati. Io sono andato solo una volta a Indy, per la MotoGP: è in una zona molto popolosa e a forte vocazione motoristica, per cui penso che il motivo dell’interesse sia quello. Il Dio denaro? Eh, purtroppo le corse costano… Yanagawa: a memoria mi pare che ricordi bene. Saluti

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  2. AlfonsoGaluba - 2 anni fa

    Concordo con lei Sig. Gozzi che Laguna Seca è molto pericoloso (alcuni muretti sono molto vicini) però le basse percorrenze fanno modo che difficilmente siano successi incidenti gravi. Quello di Rivas-Martinez è solo sfortuna, se il pilota che andava lentamente, non era in partenza, tutto ciò non accadeva. Poi il WSBK ha corso su circuiti molto più pericolosi, ricordo Mosport, Oran PArk o Manfeild. Manfeild se non erro era un ex ippodrmo ri-adattato a circuito motociclistico, sbaglio? CMQ, Sig. Gozzi, io attendo sempre uno dei suoi racconti sulla storia della WSBK, quelle volte che ha scritto un articolo storico sono rimasto estasiato. :-)

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    1. Paolo Gozzi - 2 anni fa

      Salve, si Manfeild era un ex ippodromo e i box erano ricavati nelle scuderie. C’era ancora l’odore dei cavalli. Altri tempi. La Nuova Zelanda però è bellissima, mi è rimasta nel cuore. I ricordi, come vede, ogni tanto si disseppelliscono da soli. Ma non bisogna esagerare altrimenti i lettori giovani si annoiano e pensano che siamo vecchi e viviamo di memorie :-)) Saluti.

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