Sykes senza gommina magica, Melandri e Aprilia tocca a voi

Sykes senza gommina magica, Melandri e Aprilia tocca a voi

5 commenti

Domenica al Moscow Raceway Tom Sykes non avrà la gomma soffice che ha catapultato la Kawasaki in vetta al Mondiale. Marco Melandri e la coppia Aprilia (Sylvain Guintoli e Eugene Laverty) hanno un’occasione d’oro per accorciare le distanze. Anche se Guintoli si è già messo fuorigioco da solo: cadendo dalla bici si è lussato la clavicola destra, proverà a correre ma non è detto ce la faccia.

Tom Sykes, 27 anni, 5 vittorie in 14 gare 2013 con la Kawasaki ZX-10R

La Pirelli mischia le carte portando in Russia tre gomme posteriori medio-dure  scarsamente utilizzate nei sette round precedenti. Tra le tre opzioni non è stata inserita la soffice P1261 con cui Tom Sykes ha sbaragliato a Donington (prima doppietta della carriera) e a Imola con il trionfo che ha riportato la marca di Akashi al vertice del Mondiale 19 anni dopo Scott Russell.

La soluzione più tenera (tipo A nella lista ufficiale) domenica sarà la R1431 introdotta a Imola ma scartata da tutti perchè decisamente meno performante della P1261. Poi ci sono la S513 (scelta B) identica alla A ma con fascia centrale rinforzata e la R1300 (scelta C),  copertura di gamma SC2 (durissima) che la Pirelli ha portato in Russia temendo problemi di eccessivo riscaldamento originati dalla sabbia presente sulla pista. Secondo i tecnici del fornitore unico la R1300 sarà la gomma ideale per le sessioni di venerdi, poi si spera che l’asfalto si gommi e offra la possibilità di utilizzare  soluzioni meno dure. Le condizioni della pista sono un’incognita perchè il Moscow Raceway è chiuso buona parte dell’anno e il calendario di eventi auto-moto è ancora molto scarno.

La stessa scelta orientata su soluzioni medio-dure è annunciata anche per il round successivo a Silverstone. Sykes sarà costretto ad adattare la ZX-R10 a gomme diverse, per cui  gli inseguitori possono sperare di ribaltare l’inerzia del Mondiale che sta pendendo pericolosamente dalla parte del britannico. Mosca è importantissima soprattutto per Marco Melandri che è quarto in classifica a -53 punti dal leader (più di un round intero degli otto che restano)  con due soli successi all’attivo (Monza e Portimao) contro cinque dello scatenato britannico. Il fattore campo potrebbe giocare a vantaggio della Bmw che qui anno scorso assaggiò per la prima volta la vetta iridata con Marco secondo nella prima manche, proprio dietro Sykes, e poi trionfatore nella seconda con l’avversario finito in crisi d’aderenza.

Marco Melandri, 30 anni, 2 vittorie quest’anno con la Bmw. A Mosca ha già vinto lo scorso agosto.

La tappa che chiude il girone d’andata vale doppio anche per l’Aprilia che con Sylvain Guintoli a Imola ha perso il primato in campionato che durava dall’apertura in Australia. A tradire il francese è stato un problema all’albero motore e gli ingegneri di Noale sembrano aver individuato in una fornitura difettosa l’origine del problema che ultimamente ha pregiudicato anche  l’affidabilità delle RSV4 “satellite” di Giugliano e Fabrizio.

E’ la seconda volta che la Superbike arriva in Russia. Lo scorso agosto era la quartultima tappa e si rivelò decisiva.  “Laverty fai passare Biaggi”: l’ordine di squadra Aprilia, al penultimo passaggio di gara1, indignò i puristi ma ha cambiato il destino del Mondiale: senza quei tre punti per grazia ricevuta (da quarto a terzo) Max non avrebbe vinto il sesto titolo iridato. Chissà se arrivando al Moscow Raceway Tom Sykes ripenserà all’episodio più discusso della stagione: perdere per mezzo punto avrebbe fatto male comunque,  in questo modo ancora di più.

Ecco cosa scrissi a caldo nel bog quella domenica pomeriggio:
http://paologozzi.gazzetta.it/2012/08/26/laverty-fai-passare-max-nessuno-scandalo/

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  1. Pito28 - 4 anni fa

    A me questa storia di far sparire la gomma che si adatta al meglio ad una moto non piace per niente. Lo dissi lo scorso anno quando sparì la “gomma-Biaggi” e lo confermo quest’anno che la storia si ripete con Sykes e Kawa.
    Resto altresì del parere che Pirelli debba sviluppare 5-6 gomme al max e poi ogni squadra si sceglie, per ogni singolo round, le 2 soluzioni che ritiene migliori (più 1 per il bagnato).

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  2. userID_9056848 - 4 anni fa

    Buongiorno e grazie della risposta.
    Che la situazione in SBK non sia rosea è sotto gli occhi di tutti, ma è anche vero che la Dorna senza le “riempigriglia” CRT assolutamente irregolari (perchè derivate di serie in un mondiale prototipi) avrebbe corso nel 2012-2013 con ben 12 moto, quindi loro sono esperti in campionati con poche moto, anzi sono i massimi esperti.
    Bisogna inoltre rammentare che con le medesime regole SBK abbiamo assistito nel 2012 a un campionato stupefacente a livello di spettacolo, uno dei più belli della SBK, e di nuovo la Dorna in quanto a creazione di regole per gare noiose in Motogp è la regina assoluta al mondo.
    Portando i motori stock avremo di sicuro più equilibrio, ma avrà un micidiale contraccolpo sul prestigio del campionato, in particolare per i piloti.
    Non a caso la Dorna ha scelto questa via, per distanziare ben bene a livello di cv e performance le SBK dalle Motogp, per eliminare una volta per tutte il fastidioso concorrente.
    Il fatto che i motori avranno almeno 50 cv in meno e senza team ufficiali presumibilmente allontanerà molto più di oggi i piloti; diciamo che nel futuro il top per questa categoria potrebbero essere piloti a livello Canepa, altro che top driver alla Tom Sykes, Bayliss o Fogarty.
    Con i motori di serie, il calo della categoria sarà drastico, un pò come la Moto2, indegno erede della gloriosa 250 che può essere visto solo da chi ama il marketing di un monomarca o chi proprio non ne capisce niente, non chi ama le corse vere di livello mondiale.
    Inoltre ai tempi di Fogarty in piste ultratecniche come Assen le SBK giravano in qualifica minimo come le 500, ed è da lì che è nata la leggenda SBK, performance al top con costi bassissimi, gare leggendarie, piloti molto ruspanti.
    Un vantaggio di queste scelte “castranti” è che i piloti della ex-Gp scapperanno immediatamente a gambe levate, e questo può essere un ottimo lato positivo per il campionato.
    Infine, è proprio la mentalità da “casalinga di Voghera” in stile Mediaset che ha portato ai fischi sotto i podi e a ogni caduta “gradita”, alla antisportività più totale del pubblico della MotoGp.
    Infine, ai tempi di Russel i biglietti erano di costo ben diverso, ci aspettiamo chiaramente di vedere i biglietti drasticamente ridotti per vedere delle moto stock.
    Saluti, Bruno.

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    1. Paolo Gozzi - 4 anni fa

      Salve di nuovo Bruno,
      le CRT non piacciono neanche a me. In SBK però non ci sarà nessun corpo estraneo, perchè anche se per un anno-due si dovesse correre con classifiche separate per SBK Factory e SBK Evo, le Evo sarebbero comunque moto gemelle delle Factory, solo un pò meno preparate.
      Bruno, io ho seguito il Mondiale SBK dall’inizio e le posso assicurare che il Mito SBK sono mai state le prestazioni. Nelle prime quattro-cinque stagioni (quando le SBK erano vere SBK e molto simili alle Evo, tra l’altro…) ho visto correre il Mondiale in circuiti coi box ricavati nelle stalle dei cavalli (Manfeild, NZ)… La leggenda non è nata perchè le SBK erano veloci e i piloti dei gran fighi, ma esattamente il contrario… Quando le prestazioni sono diventate top (e lei sicuramente allude al periodo 1997-adesso) i costi non sono stati affatto bassissimi…Ma alti, a volte altissimi…
      Piloti che fuggono??? Ma dove fuggono secondo lei? Adesso che la Dorna ha tutto in mano, diventerà automatico vedere scambi di piloti da un campionato all’altro. Gli ingaggi verranno adeguatamente piloti al ribasso, perchè adesso che non c’è più alcuna concorrenza, sarà facile per organizzatori, Case e team mettere un tetto (magari “politico”) agli ingaggi.
      Biglietti: sono daccordo con lei al 100%. Il caro biglietti è uno scandalo ma ad Imola (con il prato a 35 €) si è già registrato un cambio di tendenza: non ha caso il pubblico ha risposto, con 48020 presenze.

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  3. userID_9056848 - 4 anni fa

    Buongiorno, faccio parte dei cosidetti “puristi”, quelli che hanno seguito la SBK dalla nascita e che l’hanno fatta diventare quel leggendario campionato copiato da tutti grazie ai fratelli Flammini, e che a breve saranno i primi a disdegnare quella schifezza di stock SBK di livello 0 che sarà la SBK del futuro con motori di serie.
    Vediamo se Carmelo riuscirà a far appassionare la “casalinga di Voghera” alla SBK, magari ci sostituisce con loro….
    Saluti, Bruno.

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    1. Paolo Gozzi - 4 anni fa

      Salve Bruno, mi considero “purista” anch’io, avendo vissuto l’epopea Superbike dalla prima gara. Noi per primi non possiamo fingere che tutto vada bene: la griglia è ridotta ai minimi termini e tra i 19 partenti ce ne sono almeno 5-6 che fanno parte di team che adesso ci sono e alla prossima gara non si sa. La Dorna (oltre ad debito molto cospicuo…) ha ereditato una situazione molto difficile. Per il rilancio ha scelto una formula che, con costi più bassi, garantirà uno spettacolo ben più attraente: equilibrio di prestazioni (che adesso non esiste: i pochissimi privati superstiti girano 3 secondi più piano degli ufficiali!), tanti piloti in griglia, campioni (vecchi e giovani) in grado di regalare emozioni. Se ci pensi, sono sempre stati questi gli ingredienti della SBK che piace a noi. Che le moto abbiano 240 cavalli o 210 credo che non importi granchè a nessuno: ai tempi di Fogarty e Russell a Phillip Island giravano in 1’36”, adesso in 1’31”, ma ti diverti di più adesso o allora?
      Casalinghe: se Carmelo riesce a farle appassionare alla SBK, a me non dispiacerà affatto.

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