Superbike: Melandri-Ducati, ecco il ragazzo che porterà casino in città

Superbike: Melandri-Ducati, ecco il ragazzo che porterà casino in città

Quasi fatta: 34enne ravennate torna nelle derivate dalla serie. Con una doppia difficile missione: battere Joanthan Rea e rialzare l’interesse del Mondiale

7 commenti

L’annuncio ufficiale è questione di giorni, forse di ore: Marco Melandri correrà con la Ducati il Mondiale Superbike 2017. Più che una scelta tecnica è un matrimonio di convenienza. In Ducati lo ammettono candidamente: serve  un pilota italiano di nome per risolleverare l’audience TV e la Rossa non ci ha pensato molto su. Ma adesso che succede?

INTERESSE – E’ stato un po’ come nel 2003. Le giapponesi, seguendo la Honda, abbandonaro la Superbike dal giorno alla notte per contrasti con  il promoter Flammini sul regolamento tecnico e l’adozione del monogomma. Per salvare il campionato la Ducati mantenne la squadra ufficiale, fornendo a prezzi di favore le “replica” ai team privati. Per un paio d’anni il Mondiale fu una specie di monomarca made in Borgo Panigale, ma si salvò. Tanto che dal 2005 le marche del Sol Levante furono costrette a riaffacciarsi. Adesso la situazione non è così drammatica, i problemi sono soprattutto in Italia e sono concentrati sul fronte TV. Mediaset ha preso i diritti a peso d’oro (2,4 milioni l’anno) e gli ascolti ultimamente sono crollati: gara 2 di Laguna Seca, per altro uno show fantastico, su Italia 1 ha fatto appena 140 mila spettatori. Ai tempi di La7 il record negativo fu 450 mila. Dopo il round americano ci sono stati febbrili contatti tra la TV del biscione e Aruba, la webcompany che è anche proprietaria del team Ducati Superbike. L’ingaggio di Melandri è stato deciso dallo sponsor e avallato in fretta dal vertice dell’azienda.

SCOMMESSA – L’aspetto sportivo della questione, cioè se Melandri funzionerà, è secondario: serviva un pilota “mediatico” e Marco lo è. MM33 non girerà a breve, ma sicuramente la prima volta sulla Panigale farà sensazione, poi ci saranno i test invernali e l’avvicinamento al campionato. Da adesso in poi non si parlerà solo del dominio di Jonathan Rea. Per sponsor, Ducati e pilota è una scommessa senza ritorno perchè a fine 2017 scadranno tutti gli accordi: un flop di Marco potrebbe significare il ridimensionamento dell’impegno di Aruba (adesso sui tre milioni €) e perfino di Ducati. Tutti saltano senza rete. Ma a livello giornalistico il rischio è pathos. Perfetto.

SUCCESSO – Melandri in Superbike ha già corso con Yamaha, BMW e Aprilia, vincendo con tutte: 19 volte, in 102 gare, con una percentuale di presenze sul podio vicina al 50%. Melandri è un top e trova una Panigale che ha poco da invidiare alla Kawasaki. Avrà alle spalle un superteam e l’intero reparto corse, perchè ultimamente la Rossa si sta impegnando in Superbike senza risparmio. Dunque potrà avere quello che serve per adattare il pacchetto alle sue esigenze. I punti interrogativi, ovviamente, sono tanti. Melandri non ha mai corso con la bicilindrica 1200, è fermo da giugno 2015, ma sarebbe meglio dire da più di due anni perchè la breve comparsata con Aprilia MotoGP non fa testo. A febbraio 2017, quando comincerà la battaglia contro Rea, avrà 35 anni e sulle spalle una pressione enorme. Avrà capacità e voglia per sopportarla?

TEAM – L’arrivo di Melandri cambia gli equilibri all’interno del box. Chaz Davies si considerava ormai il punto focale dell’operazione Superbike e anche il popolo ducatista cominciava a considerarlo uno della famiglia. Chaz e Marco sono già stati compagni di squadra in BMW nel 2013 e finì quasi alla pari: Melandri 4° finale con 359 punti, Davies quinto con 290, tre vittorie a testa. Non si amano (eufemismo) e viste le premesse Davies correrà contro l’interesse dello sponsor e della TV italiana. Chaz sarà come Lorenzo in Yamaha con Rossi, cioè il nemico in casa. Tra l’altro il gallese non ha ancora firmato il rinnovo, anche se siamo ai dettagli.  Invocavamo da tempo l’arrivo di un ragazzo cattivo che portasse casino in città. Adesso c’è.

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  1. Mrplay - 12 mesi fa

    Melandri potrá solo fare bene..se anche gli dessero un ciao con un buon team alle spalle si giocherebbe il mondiale..ha giá dimostrato nella sua lunga carriera che può far bene con qualsiasi mezzo e categoria…dalla 125 alla sbk..è vicecampione della 125 per un punto,campione in 250 vice campione in motogp von honda clienti mettendosi dietro le ufficiali,ha portato sul podio una kavasaki motogp dell anno precedente gestita da un team privato che non aveva mai visto il podio neanche negli anni da verdona ufficiale,è vicecampione in sbk al suo esordio con yamaha che a metá anno decide per il ritiro,e sappiamo cosa vuol dire guidare una moto al suo ultimo anno…vuol dire niente sviluppi,niente migliorie,si corre con il materiale a disposizione..si è giocato un mondiale con una bmw con cui nessuno,nemmeno un certo troy corser o un vicecampione haslam,aveva mai vinto neanche una gara…è salito su un aprilia che guintoly guidava già da un anno e una volta trovato la quadra a metá stagione ha vinto più gare del suo compagno camoione del mondo,e sono convinto chè se il francese non l avesse tirato giù mentre era all inseguimento di rea sul bagnato,anche nel 2014 si sarebbe giocato il mondiale fino all ultima gara…che dire…qualsiasi cosa guidi quel ragazzo ha la capacitá di portarla ai massimi livelli…sfido chiunque a fare una carriera con continui cambi di moto e di categoria e ottenere gli stessi risultati…ha giá battuto laverty compagno in yamaha,haslam e chaz compagni in bmw…ovvio che le squadre preferiscano lui ai suoi concorrenti…ne vedremo delle belle!!

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    1. Dlindlon - 12 mesi fa

      Tutto quello che hai elencato è il cosiddetto “bicchiere mezzo pieno”. La storia di questo pilota, alquanto veloce ma alquanto problematico, è fatto di altrettante occasioni perse e/o mancate, soprattutto per sua indole. Come sempre alternerà grandissime prestazioni a momenti di black-out. Oltre ad un talento puro e cristallino (ma fragile) sicuramente un buon manager come quel volpone di Vergani ha fatto si che anche stavolta avrà la sua ennesima occasione d’oro. Ma la sua storia dice che – purtroppo – non sarà mai un vincente.

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      1. Mrplay - 12 mesi fa

        Hai pienamente ragione a parlare di alti e bassi,ma sinceramente non riesco a fargliene una colpa..l unico difetto evidente che ha a mio avviso è l incapacitá di guidare sopra i problemi…marco è un pilota che deve avere tutto a posto e deve sentire la moto come dice lui,specie l avantreno,se il team lo asseconda,quando è a posto,è imbattibile con qualsiasi moto…certo se ogni anno cambia moto e tecnici,ogni anno è tutto da rifare,e quando è ok è sempre troppo tardi.dimenticavo una goccia al mio bicchiere mezzo pieno..è salito su una mv per un test,e a fine giornata girava con i tempi di camier che l ha guidata e sviluppata per una stagione.

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        1. Dlindlon - 12 mesi fa

          “l’unico difetto evidente che ha a mio avviso è l incapacità di guidare sopra i problemi…”

          … e ti pare poco? La goccia del tuo bicchiere mezzo pieno altro non è che una conferma del suo talento: in quanto a velocità pura non ha molto da invidiare ad altri (poi magari con altre condizioni si perde in un bicchier d’acqua). Ma una stagione è fatta di almeno 26 gare e non si può pretendere di “sentire” la moto sempre e come si vuole. Se ogni anno cambia moto e tecnici è una questione che parte da lontano, inoltre qualche bella occasione per vincere (specie con BMW) l’ha avuta eccome. Essere vincenti vuol dire anche saper sfruttare le migliori occasioni che ti presentano, quindi sfortuna solo fino ad un certo punto. Vedremo se col pompone riuscirà a trovare le motivazioni e la costanza che spesso gli mancano.

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  2. pbr - 12 mesi fa

    … e Giugliano?

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  3. Dlindlon - 12 mesi fa

    “Dopo il round americano ci sono stati febbrili contatti tra la TV del biscione e Aruba”

    La frase sopra è estremamente significativa: ormai siamo al punto di non ritorno. Se il WSBK ha bisogno del “personaggio” di turno per risollevare i dati fiacchi degli ascolti TV italiani vuol dire che siamo alla frutta. Per agevolare l’ingaggio di Melandri quasi sicuramente Mediaset avrà proposto in contropartita maggior visibilità nonché dei passaggi pubblicitari ad Aruba-Ducati. Per valorizzare il “prodotto WSBK” Mediaset ha scelto la strada più semplice e conveniente. Ma i problemi di un prodotto gestito male a tutti i livelli restano. Che facciano degli speciali o degli approfondimenti FREE, che invoglino a far conoscere al (grande) pubblico chi sono i “cavalieri” della Superbike invece di portare in circuito dei mono-neuroni con gli occhi da cerbiatta (solo per dirne una). Per 2.4 milioni di Euro all’anno Mediaset nei confronti di Dorna dovrebbe fare la voce grossa, ma tant’è…

    PS: le considerazioni di cui sopra fanno un po’ da contraltare ai recenti articoli dedicati al BSB nel quale, senza nomi di primissimo piano, si riesce a fare ascolti ed il pienone nei circuiti…

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    1. Paolo Gozzi - 12 mesi fa

      Salve, la TV ha la sua linea editoriale, loro cercando il “grande nome” che catalizzi l’attenzione di un pubblico più vasto dei semplici appassionati. E’ chiaro che in TV Melandri faccia più gioco di Laverty. Poi bisognerà vedere come viene gestito tutto il pacchetto: se mandano Ringo coi 200 euro a chiedere a Melandri di provare la Ducati, risiamo al punto di partenza…Io ogni volta che vedo la scenetta penso a cosa succederebbe se la facessero in F1. “Scusa Sebastian, ho qui 500 euro, mi fai fare un giro con la Ferrari?” Chiaro che Ecclestone manderebbe le teste di cuio.. Magari sarebbe divertente :-))) Saluti

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